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  • Author or Editor: Claudio Bacciagaluppi x
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Edited by Claudio Bacciagaluppi and Angela Fiore

Il presente volume raccoglie i risultati di due seminari svoltisi nel 2011 a Roma e nel 2013 a Friburgo. Un’ampia gamma di soggetti è rappresentata nei saggi pubblicati, che spaziano dal tardo Cinquecento al pieno Settecento. Un saggio esce dalla città di Napoli per paragonare la vita musicale partenopea a quella palermitana. Alcuni saggi affrontano argomenti storici di ampia portata: il mecenatismo nobiliare al tempo degli ultimi viceré spagnoli; la pratica musicale nei monasteri e conservatori femminili napoletani, finora oscurata dai celebri conservatori maschili; i concerti per strumenti a fiato di autori attivi a Napoli, con i loro problemi analitici e attributivi. Altri saggi si soffermano su singoli compositori, analizzando specifiche composizioni e manoscritti. Si indagano così le composizioni di Giuseppe Scarlatti nella biblioteca del Conservatorio ‘San Pietro a Majella’, e la fortuna della Messa in fa maggiore di Giovanni Battista Pergolesi nell’Inghilterra del Settecento. Un ultimo saggio descrive infine i vantaggi di un’applicazione di tecnologie digitali nel correlare dati archivistici sui musicisti attivi a Napoli.
This volume collects the results of two seminars, held in 2011 in Rome and in 2013 in Fribourg. A wide range of subjects is represented in the essays, ranging from the late sixteenth to the mid-eighteenth century. An essay leaves the city of Naples to compare the musical life of Naples with that of Palermo. Some essays address broad historical subjects: the aristocratic patronage at the time of the last Spanish viceroys; musical practice in convents and female conservatories in Naples, hitherto obscured by the fame of the male conservatories; the concerts for wind instruments of authors active in Naples, raising issues of attribution and analysis. Other essays dwell on individual composers, analyzing specific compositions and manuscripts. Compositions by Giuseppe Scarlatti in the library of the Conservatory 'San Pietro a Majella', and the reception history of the Mass in F major by Giovanni Battista Pergolesi in eighteenth-century England are investigated. A final essay describes finally the advantages of an application of digital technologies in correlating archival data on musicians active in Naples.
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Claudio Bacciagaluppi and Luigi Collarile

Di Carlo Donato Cossoni (1623-1700) sono conservate diverse migliaia di pagine autografe. Questa eccezionale circostanza rappresenta il punto di partenza di questo catalogo, pensato come uno strumento per studiare più a fondo i contesti nei quali il musicista è stato attivo: in particolare, la cappella del Duomo di Como, quella di S. Petronio a Bologna, quella del Duomo di Milano.
Oltre a un catalogo delle composizioni e delle fonti che le trasmettono, il volume comprende una scheda biografica e un’ampia introduzione nella quale sono raccolti i frutti di un’indagine sul repertorio, sulla sua trasmissione e ricezione, sul sistema dei generi e degli stili adottati, su alcune questioni di prassi esecutiva.
An English summary of the introduction and bilingual instructions on how to use the catalogue are provided.
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Edited by Claudio Bacciagaluppi, Hans-Günter Ottenberg and Luca Zoppelli

La musica napoletana conosce uno straordinario successo europeo fin dai primi decenni del Settecento. I contributi raccolti in questo volume presentano le fonti e la fortuna dei Napoletani, e di Pergolesi in particolare, a Dresda, in Boemia e in Slesia. Le fonti pergolesiane vengono esaminate fin nei dettagli di scrittura, tanto in vista della nuova edizione critica quanto nella prospettiva della prassi esecutiva storicamente informata. La corrispondenza diplomatica tra Dresda e Napoli si rivela un canale ricchissimo di scambi di informazioni e di partiture. Lontano dalla corte sassone, per la diffusione della musica napoletana giocano un ruolo essenziale alcune famiglie nobiliari boeme. Le case di ordini religiosi (cistercensi, gesuiti) si scambiano tra Boemia e Slesia moltissime composizioni sacre, variamente adattate secondo i bisogni locali. Le opere napoletane sono popolarizzate dalle compagnie girovaghe di cantanti, che solitamente provengono dall’Italia settentrionale. Nuovi elementi biografici e analisi di opere arricchiscono la nostra conoscenza di conterranei o contemporanei di Pergolesi come Giovanni Alberto Ristori, Nicola Porpora, Domenico de Micco e Leonardo Leo.
Neapolitan music enjoyed an extraordinary European success starting with the first decades of the 18 th century. The contributions to the present volume illustrate the sources and the reception of the Neapolitans, and foremost of Pergolesi, in Dresden, in Bohemia and in Silesia. Pergolesi sources are described down to details of writing, with an eye both to the new critical edition and to historically informed performing practice. Diplomatical correspondence between Dresden and Naples was widely used as a source of musical information and a means of exchanging scores. Far from the Saxon court, the Neapolitan music is encouraged by some prominent Bohemian aristocrats. Different religious houses (cistercians, jesuits) exchange sacred music, variously adapted to local needs. Neapolitan opera is popularised through wandering troupes, coming mostly from Northern Italy. New biographical data and work analyses enrich our knowledge of contemporaries or fellow countrymen of Pergolesi’s such as Giovanni Alberto Ristori, Nicola Porpora, Domenico de Micco and Leonardo Leo.