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Pirandello e un mondo da ri-disegnare

Edited By Alessandra Sorrentino, Michael Rössner, Fausto De Michele and Maria Gabriella Caponi

L’ultimo volume di studi dell’EPZ (Centro Europeo di Studi Pirandelliani) vuole contribuire ad allargare l’interesse della critica pirandelliana ad aspetti teorici che tengano conto del ruolo del Sud italiano nella geopolitica mondiale odierna. La premessa ai lavori sull’opera di Luigi Pirandello presenti in questo volume è la presa d’atto della specificità di alcuni luoghi nei quali i rapporti tra culture differenti si fanno più espliciti, luoghi di frontiera a cui il Sud d’Italia appartiene di diritto. Le linee guida di questa miscellanea s’ispirano alle più innovative tendenze di quella parte della ricerca letteraria che ha elaborato un discorso sui Sud del mondo più adatto a rappresentare i processi di negoziazione culturale permanenti, che caratterizzano il mondo globalizzato in cui viviamo. Utilizzando mezzi d’indagine diversi i saggi analizzano alcuni aspetti dell’opera pirandelliana che possano farsi strumento di comprensione di un mondo dove il concetto di Sud, in letteratura e non solo, si è ampliato: un mondo da ri-disegnare.

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5. La nuova colonia e Il figlio dell’uomo cattivo: rivoluzione delle Madri e restaurazione dei Padri tra narrativa, teatro e cinema (Maria Laura Simeone)

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Maria Laura Simeone 5. La nuova colonia e Il figlio dell’uomo cattivo: rivoluzione delle Madri e restaurazione dei Padri tra narrativa, teatro e cinema abstract Pirandello’s work contains a variety of mothers, classified in two main categories: bour- geois mothers and Absolute Mothers. The first category includes the main characters of Pirandello’s theatre, which opposes bourgeois (masculine) reason to the feminine feel- ing of maternal instinct: Elena Orgera in La ragione degli altri (1915), Lillina in Pensaci Giacomino (1916), Agata Renni in Il piacere dell’onestà (1917) and Laura Banti in L’innesto (1919). The second category includes figures, out of time, whose origins are rooted in the Sicilian tradition or even in mythical archetypes: Donn’Anna Luna in La vita che ti diedi (1923), Maragrazia in L’altro figlio (1923), La Madre in La favola del figlio cambiato (1934). The two categories of women represent the contrast between ‘Law of the Father’ and ‘Nature of the Mother’, exemplified by the juxtaposition between bourgeois Rome and Sicily (or the Tuscan countryside, in the case of La vita che ti diedi), and between urban society and the South, which is as primordial and warm as a womb. This dualism is found in La nuova colonia (1928), where the city is the place of corruption and vice, while the island is the place of rebirth and regeneration. The maternal figure changes when it moves from one medium to another. The plot of La nuova colonia changes depending on the audiences (novel, drama and screenplay). Within the...

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