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Pirandello tra memoria, rappresentazione e immagine

Edited By Domenica Elisa Cicala and Fausto De Michele

A più di 150 anni dalla nascita, Luigi Pirandello resta un autore dall’attualità sorprendente. La sua modernità affonda le radici nella memoria culturale, a cui il premio Nobel appartiene con la sua opera che abbraccia tutti i generi della letteratura, dalla narrativa al teatro, ma che è anche presente nei mass media: cinema, radio e televisione. Questa miscellanea raccoglie i contributi di diversi studiosi europei e presenta i risultati delle più recenti ricerche dall’attuale prospettiva degli studi culturali, con approcci critici focalizzati su teoria e critica della letteratura, teatro dei miti, letterature comparate, teorie femministe, narrated community e intermedialità. Il comune denominatore dei contributi e delle metodologie di ricerca applicate si trova nelle diverse declinazioni dei concetti culturali di memoria, rappresentazione e immagine.

Il volume è arricchito da un atto unico inedito di Paolo Puppa che mette in scena il rapporto tormentato tra Luigi e Stefano Pirandello.

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10. Pirandello e Storm: potere e impotenza dell’arte ne I giganti della montagna e Pole Poppenspäler (Cornelia Klettke)

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CORNELIA KLETTKE

10  Pirandello e Storm: potere e impotenza dell’arte ne I giganti della montagna e Pole Poppenspäler

ABSTRACT L’articolo interpreta I giganti della montagna come dramma del passaggio a una nuova epoca e manifesto del ‘teatro dei miti’ di Pirandello. Attraverso il ricorso alla ‘versione di Stefano’ e in riferimento all’influsso di Nietzsche sull’autore, da noi già altrove illustrato, ne risulta complessivamente una fondamentale riconsiderazione dell’opera, rivolta anche all’intertestualità enciclopedica che essa presenta. Non a caso, Pirandello, in una lettera a Marta Abba del 17 aprile 1930, ne definì la redazione come ‘un lavoro veramente gigantesco’. La concezione della protagonista Ilse Paulsen si basa fondamentalmente sul rapporto intertestuale con la novella Pole Poppenspäler [Paolo burattinaio], con cui Theodor Storm crea il mito romantico del teatro di marionette. Nel contributo si mostrano le evidenti reminiscenze del teatro di burattini di Storm, considerandole dal punto di vista del teatro quale pharmakon. In Pirandello ed in Storm, l’esigenza di ‘vita’ come condizione fondamentale dell’arte e del suo ‘potere’ viene formulata e attestata con sorprendente somiglianza. L’articolo contiene anche una ipotetica ricostruzione della scenografia del terzo atto basata sulla ‘versione di Stefano’, che offre al pubblico la possibilità di vivere una Gigantomachia di stampo mitico. [This chapter provides an interpretation of The Mountain Giants (I giganti della montagna) as a drama depicting an emerging new era and furthermore as a manifesto of Pirandello’s ‘theatre of myths’. A reconsideration of Stefano Pirandello’s account of...

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