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Pirandello in un mondo globalizzato 2

Iconografie pirandelliane. Immagini e cultura visiva nell’opera di Luigi Pirandello

Edited By Bart Van den Bossche and Bart Dreesen

I saggi raccolti in Iconografie pirandelliane esplorano una fitta serie di domande relative alle molteplici sfaccettature della cultura visiva nell’opera e nell’immagine pubblica di Luigi Pirandello. Qual è il ruolo della dimensione visiva nella poetica di Pirandello, in particolare nella sua concezione dell’immaginazione e della fantasia? In che modo e perché Pirandello nel suo teatro e nella sua narrativa chiama in causa di frequente immagini, tecnologie e pratiche semiotiche visive? In che modo il suo fascino per il cinema, la pittura e la fotografia incidono sulla sua opera? Quali sono le componenti dell’immagine pubblica di Pirandello, che si tratti dell’ ethos discorsivo attentamente costruito dall’autore stesso o della rappresentazione di Pirandello nella stampa e attraverso strategie editoriali? Nell’affrontare questi (e non pochi altri) argomenti, Iconografie pirandelliane offre non solo una panoramica variegata e unica sui molteplici temi legati a Pirandello e alla cultura visiva, ma esplora anche connessioni trasversali tra diverse questioni che a volte sono rimaste confinate ad aspetti o settori particolari dell’opera pirandelliana. Inoltre, il volume permette di collocare i «regimi di visualità» dell’opera di Pirandello all’interno del contesto più ampio della cultura visiva nel periodo modernista in Italia e altrove.
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Il rapporto uomo/animale nell’iconografia letteraria di Pirandello (Carlo Serafini)

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CARLO SERAFINI

Il rapporto uomo/animale nell’iconografia letteraria di Pirandello

ABSTRACT

La ricca presenza di animali nell’opera pirandelliana, strutturata secondo un disegno simbolico che, partendo dalla costruzione dell’immagine dell’animale (caratteristiche, descrizioni fisiche, movimenti, comportamenti), acquista rilevanza nell’identificazione di un carattere riscontrabile nell’uomo, consente di parlare di un vero e proprio bestiario pirandelliano. Se tuttavia nei bestiari “classici” (antichi e medioevali) la finalità prima era la rappresentazione allegorico-morale dei vizi e delle virtù, nell’opera pirandelliana la rappresentazione di animali funziona come metafora del non dicibile dell’uomo, della sua dimensione inconscia, nascosta e misteriosa. In questo modo l’immagine che deriva dalla rappresentazione letteraria dell’animale consente all’autore di articolare nella narrazione il nodo fondamentale della sua poetica: la ricerca del profondo dell’io, la proiezione dell’esterno della realtà nell’interno dell’animo umano, una calata nei meandri della psiche.

La grandezza dell’opera di Pirandello, come la vastità delle potenzialità interpretative connesse, ci è dimostrata anche dalle tante strade percorribili all’interno dei suoi testi. Non è affatto forzata l’idea di parlare di un vero e proprio bestiario pirandelliano, secondo un’ottica (pirandelliana anch’essa) di approccio all’animale finalizzato all’interpretazione della psiche umana. Un vero e proprio scendere e, a volte, salire all’interno della fisicità, come della spiritualità, umana al fine di mettere in risalto, nel bene e nel male, gli aspetti più reconditi del profondo dell’uomo.

Partiamo dai termini animale e bestia, proprio perché una prima spiegazione della vastità della frequenza con la quale gli animali citati da...

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