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Pirandello in un mondo globalizzato 2

Iconografie pirandelliane. Immagini e cultura visiva nell’opera di Luigi Pirandello

Edited By Bart Van den Bossche and Bart Dreesen

I saggi raccolti in Iconografie pirandelliane esplorano una fitta serie di domande relative alle molteplici sfaccettature della cultura visiva nell’opera e nell’immagine pubblica di Luigi Pirandello. Qual è il ruolo della dimensione visiva nella poetica di Pirandello, in particolare nella sua concezione dell’immaginazione e della fantasia? In che modo e perché Pirandello nel suo teatro e nella sua narrativa chiama in causa di frequente immagini, tecnologie e pratiche semiotiche visive? In che modo il suo fascino per il cinema, la pittura e la fotografia incidono sulla sua opera? Quali sono le componenti dell’immagine pubblica di Pirandello, che si tratti dell’ ethos discorsivo attentamente costruito dall’autore stesso o della rappresentazione di Pirandello nella stampa e attraverso strategie editoriali? Nell’affrontare questi (e non pochi altri) argomenti, Iconografie pirandelliane offre non solo una panoramica variegata e unica sui molteplici temi legati a Pirandello e alla cultura visiva, ma esplora anche connessioni trasversali tra diverse questioni che a volte sono rimaste confinate ad aspetti o settori particolari dell’opera pirandelliana. Inoltre, il volume permette di collocare i «regimi di visualità» dell’opera di Pirandello all’interno del contesto più ampio della cultura visiva nel periodo modernista in Italia e altrove.
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Lo sguardo del personaggio, lo sguardo sul personaggio in Scialle nero e La vita nuda (Irena Prosenc)

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IRENA PROSENC

Lo sguardo del personaggio, lo sguardo sul personaggio in Scialle nero e La vita nuda

ABSTRACT

Un’analisi dello sguardo nei primi due volumi delle Novelle per un anno (Scialle nero e La vita nuda, entrambi usciti nel 1922) rivela non solo l’alta frequenza delle varie espressioni legate al campo semantico dello sguardo ma anche il ruolo fondamentale dello sguardo nelle strategie narrative della novellistica pirandelliana. L’attenta descrizione degli occhi e dei modi di guardare contribuisce in larga misura alla caratterizzazione dei personaggi (spesso anche in senso grottesco). Lo sguardo del personaggio, spesso contraddistinto da difetti di vista che richiedono l’uso di occhiali, risulta poi fondamentale per la percezione di paesaggi, ambienti e oggetti, nonché per le interazioni fra i personaggi. Allo sguardo si associano poi anche visioni interiori e immaginarie, e non è raro neanche il motivo della negazione dello sguardo, nel senso che il personaggio sceglie di chiudere gli occhi o di distogliere lo sguardo da una realtà incomprensibile, preferendo una condizione di isolamento e di cecità.

Nella breve ‘Avvertenza’, il cui testo apparve nei volumi delle Novelle per un anno pubblicati dal 1922 al 1928, Pirandello descrive le proprie novelle come ‘tanti piccoli specchi’ che riflettono la ‘concezione ch’egli ebbe del mondo e della vita’.1 La metafora dello specchio da lui usata si correla strettamente con il vasto campo semantico della percezione visiva che può servire da appoggio all’indagine sui modi in cui il personaggio...

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