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Pirandello in un mondo globalizzato 2

Iconografie pirandelliane. Immagini e cultura visiva nell’opera di Luigi Pirandello

Edited By Bart Van den Bossche and Bart Dreesen

I saggi raccolti in Iconografie pirandelliane esplorano una fitta serie di domande relative alle molteplici sfaccettature della cultura visiva nell’opera e nell’immagine pubblica di Luigi Pirandello. Qual è il ruolo della dimensione visiva nella poetica di Pirandello, in particolare nella sua concezione dell’immaginazione e della fantasia? In che modo e perché Pirandello nel suo teatro e nella sua narrativa chiama in causa di frequente immagini, tecnologie e pratiche semiotiche visive? In che modo il suo fascino per il cinema, la pittura e la fotografia incidono sulla sua opera? Quali sono le componenti dell’immagine pubblica di Pirandello, che si tratti dell’ ethos discorsivo attentamente costruito dall’autore stesso o della rappresentazione di Pirandello nella stampa e attraverso strategie editoriali? Nell’affrontare questi (e non pochi altri) argomenti, Iconografie pirandelliane offre non solo una panoramica variegata e unica sui molteplici temi legati a Pirandello e alla cultura visiva, ma esplora anche connessioni trasversali tra diverse questioni che a volte sono rimaste confinate ad aspetti o settori particolari dell’opera pirandelliana. Inoltre, il volume permette di collocare i «regimi di visualità» dell’opera di Pirandello all’interno del contesto più ampio della cultura visiva nel periodo modernista in Italia e altrove.
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L’‘ibrido giuoco’ e la ‘realtà divina’: differenti statuti delle immagini estetiche nei Quaderni di Serafino Gubbio operatore (Simona Micali)

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SIMONA MICALI

L’‘ibrido giuoco’ e la ‘realtà divina’: differenti statuti delle immagini estetiche nei Quaderni di Serafino Gubbio operatore

ABSTRACT

Quaderni di Serafino Gubbio operatore è un romanzo che occupa una posizione chiave nell’opera pirandelliana, in quanto può esser considerato insieme culmine della stagione romanzesca e preludio alla sperimentazione di linguaggi artistici diversi, e principalmente alla stagione teatrale. Una critica messa a confronto del diverso trattamento della pittura, della fotografia e del cinema nel romanzo consente di mettere in evidenza in quale misura i quaderni di Serafino Gubbio costituiscano un’approfondita riflessione sullo statuto dell’arte nella moderna società di massa, in un momento in cui Pirandello sta maturando il passaggio dalla forma narrativa a quella teatrale. Nel romanzo, i tre tipi di immagini, pur essendo associate ciascuna ad un’altra categoria estetica (rispettivamente simulacro, meduseo, spettrale), sono accomunati da un sorte identica, quella – tragica – della morte dell’arte nella modernità, sorte incarnata dai personaggi del violinista, del pittore Giorgio Mirelli e, infine, dello stesso Serafino Gubbio operatore cinematografico. Di questa tragica incompatibilità fra società tecnologica e creazione artistica sublime sarà il teatro pirandelliano a offrire le espressioni più emblematiche.

Nella produzione letteraria di Pirandello, i Quaderni di Serafino Gubbio operatore (1915, 1925) occupano una posizione chiave di spartiacque tra fasi diverse della evoluzione concettuale e estetica dell’autore: idealmente, infatti, il romanzo può essere visto come culmine e conclusione dell’opera romanzesca pirandelliana, di cui raccoglie e sistematizza i principali nodi tematici e...

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