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Boom e dintorni

Le rappresentazioni del miracolo economico nella cultura italiana degli anni Cinquanta e Sessanta

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Edited By Inge Lanslots, Lorella Martinelli, Fulvio Orsitto and Ugo Perolino

Cinquant’anni sono un segmento di tempo ragionevolmente collaudato per guardare indietro, nel tempo, senza il pericolo della nostalgia e senza il rischio di enfasi. Cinquant’anni ci separano dagli avvenimenti che gli autori di questo libro prendono in esame: il Sessantanove e poi, a ritroso, i fatti dell’anno precedente e quelli ancora prima, quando l’Italia si trova immersa dentro le trasformazioni della modernità. Nostalgia ed enfasi sono atteggiamenti nocivi allo sguardo dello studioso: la prima indulge verso un compiacimento emotivo che può finire nella retorica del come eravamo..., la seconda corre il pericolo di amplificare i dati, ingigantire gli esiti, falsificare la percezione. Entrambi i rischi si corrono quando si analizza un periodo felice e lo si mette soprattutto a confronto con un presente di minore spessore. Ma è un rischio da cui non sono stati toccati gli autori dei saggi radunati in questo volume. In nessuna pagina si avverte il sospetto del compiacimento e nemmeno l’ombra di una malinconica retrospettiva. Semmai è forte il tentativo di ricostruire un’epoca che ha i contorni del mito: ricostruirla settore per settore, dalla letteratura al cinema, dalla pubblicità alla comunicazione aziendale, dalla musica alla televisione, confermando una scelta di metodo che privilegia la dimensione politecnica del libro, il suo essere punto di convergenza di indagini sviluppate su forme e linguaggi diversi.

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“Ancora il Sessantotto?”: una lettura a fumetti (Inge Lanslots)

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“Ancora il Sessantotto?”: una lettura a fumetti

Inge LANSLOTS

«Ancora il Sessantotto? O finalmente, il Sessantotto? Rivoluzione o meno? In ogni caso, si trattò di un forte scossone della società italiana». Così apre L’odore della rivoluzione di Angelo d’Orsi, che con il suo saggio introduttivo ad Aspettando il Sessantotto: continuità e fratture nelle culture politiche dal 1959 al 1968 situa questo sommovimento della società italiana «all’interno di un generale sommovimento delle società euroamericane».1 Quanto alla dichiarazione interrogativo-affermativa dello storico, specializzatosi in storia delle culture e delle ideologie politiche, essa si avvicina fortemente alla domanda-battuta/risposta che si ripete ad ogni anniversario del movimento detto sociopolitico e culturale. Inoltre, allo scadere di ogni ricorrenza, porta a una serie di pubblicazioni incentrate su una varietà di aspetti del Settantotto italiano, quali le proteste studentesche, le idee politiche, l’impatto sulla ma anche della musica popolare.

Queste pubblicazioni rielaborano un passato recente, che particolarmente in Italia porta non solo a una polarizzazione e a una (ri)negoziazione2 continuata, ma anche a una commemorabilità3 prolungata, come si constata, per esempio, nei due numeri di Micromega dedicati ai cinquant’anni del movimento. Questi due numeri hanno una struttura identica: la prima parte raggruppa testimonianze di protagonisti, di intellettuali e di artisti-scrittori italiani e altri, la seconda invece riprende ← 249 | 250 → testi pubblicati durante il Sessantotto.4 Mentre la ripubblicazione dei testi sembra servire a riprendere il dibattito avvenuto all’epoca – si pensi alla polemica legata alla poesia Il...

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