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Maîtres, précepteurs et pédagogues

Figures de l’enseignant dans la littérature italienne

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Stefano Lazzarin and Agnès Morini

L’ouvrage analyse les représentations littéraires de celui qui incarne l’autorité par sa maîtrise de la culture et du langage, l’enseignant, qui a une longue histoire dans la littérature italienne, depuis l’Atlant du Roland Furieux en passant par les pédagogues des comédies du XVIe s. et les précepteurs du XVIIIe s. (Parini, Il giorno), les maîtres d’école du roman du XIXe s., jusqu’aux fréquentes variations sur le thème dans la littérature du XXe s. Si le premier est un sage, aux facultés supérieures voire magiques, le précepteur de la comédie n’est qu’une caricature, comme le pédagogue vaniteux et pédant du XVIIIe s. Puis le maestro se transforme en figure du malheur : suspendu dans une position ambiguë, entre maître et serviteur, il suscite la suspicion des autres ; plein d’ambitions frustrées, il ne dispose que de sa culture et de son talent pédagogique pour tenter d’échapper à son rôle subalterne. Pour le XXe s., entre autorité reconnue ou contestée, les exemples retenus sont nombreux : G. Mosca, Ricordi di scuola ; L. Mastronardi, Il maestro di Vigevano ; N. Ginzburg, Lessico famigliare ; la lettre à Gennariello des Lettere luterane de Pasolini, etc.

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Dal maestro idealistico al maestro disincantato (Elisabetta Vianello)

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Elisabetta Vianello

Université Jean Monnet/Saint-Etienne

Dal maestro idealistico al maestro disincantato

«Chi eccelle in un’arte, in una scienza, in una disciplina, così da poterla insegnare agli altri, o da essere considerato una guida»: è questa la prima e laconica definizione di maestro che possiamo trovare nell’Enciclopedia Treccani. Il maestro-guida sarebbe dunque colui che, grazie al suo sapere, può condurre i discepoli verso un ideale di vita e di società di cui egli stesso è il simbolo. La figura del maestro, intesa proprio nel senso d’insegnante-guida, è estremamente presente nella letteratura italiana, e non solo, e le sue rappresentazioni possono essere messe al servizio di opere che, in fin dei conti, non hanno nulla a che vedere con il mondo della scuola o, più vastamente, con qualsiasi intento pedagogico stricto sensu: basti pensare, tanto per non limitarci alla letteratura italiana, a Il maestro e Margherita di Bulgakov o a La lezione di Ionesco. Oggetto prismatico, il maestro offre agli scrittori multiple sfaccettature da cogliere, analizzare e sfruttare per dare diverse rappresentazioni della società, che possono evidentemente essere in totale opposizione. A partire da questa osservazione, ci proponiamo di analizzare personaggi di maestri lontani nel tempo ed anche nello spazio: i maestri post-unitari e idealistici di Edmondo De Amicis e quelli molto più disincantati e disperati di Marcello D’Orta. Figure emblematiche di due epoche diverse, oggetto di rappresentazione dai tratti forzati sia nell’idealizzazione che nella triste trascrizione di una realtà quotidiana da cui l’ideale è stato bandito, le gallerie di...

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