Show Less
Open access

Sguardi linguistici sulla marca

Analisi morfosintattica dei nomi commerciali in italiano

Series:

Maria Chiara Janner

«Coop», «Voiello», «Superga»: nomi propri? nomi comuni? Come funzionano i nomi commerciali (o marchionimi) nella lingua, quali tratti presentano quando entrano nel discorso?

Il volume rappresenta il primo ampio studio sistematico sul funzionamento dei nomi commerciali nell’italiano scritto. Il suo carattere innovativo risiede nell’impostazione sperimentale con cui indaga i marchionimi, scandagliando sintatticamente un vasto «corpus» di dati testuali appositamente elaborato. Prendendo ispirazione ideale dalla lezione di Saussure, i nomi commerciali sono processualmente descritti nei loro valori correlativi: non come entità ontologicamente predefinite, bensì come il risultato di rapporti sintagmatici e paradigmatici da cogliere metodologicamente nell’analisi delle proposizioni in cui tali nomi ricorrono. Ne emerge una visione radicalmente nuova del nome commerciale, scevra da luoghi comuni onomastici o categoriali, e in grado di gettare un fascio di luce, da una prospettiva inconsueta, anche sul problema millenario dei nomi propri.

Show Summary Details
Open access

Ringraziamenti

← 12 | 13 →

Ringraziamenti

Tra i miei familiari solo gli studi scientifici erano in onore; un mio zio materno era un chimico, professore universitario, sposato a una chimica (anzi ho avuto due zii chimici sposati a due zie chimiche[)]; mio fratello è un geologo, professore universitario. Io sono la pecora nera, l’unico letterato della famiglia. (Italo Calvino)1

Provo simpatia per il Calvino che emerge da questo brano autobiografico, perché vi rivedo, fatta la tara di ovvie differenze, la mia situazione di letterata in mezzo a dentisti, matematici, farmacisti e fisioterapisti, per limitarmi a fratelli e sorelle. Proprio per questo – non “nonostante ciò” – primo destinatario di questo ringraziamento è la mia famiglia, che mi ha affettuosamente costretta a considerare con umiltà e con il necessario ridimensionamento l’attività affascinante e inutile di appassionata (e) indagatrice della lingua. Grazie, quindi, ai miei genitori Cristina e Fabio, a Simone e Martina, Gabriele e Patricia, Emmanuela e Pascale, per l’amore paziente con cui mi hanno accompagnata in questo cammino di maturazione scientifica e di crescita personale.

Gli anni dell’assistenza presso il Romanisches Seminar dell’Università di Zurigo sono costellati di innumerevoli memorie di momenti conviviali e discussioni arricchenti. Per questi, oltre che per i dolci e i caffè che abbiamo condiviso, sono profondamente grata a Camilla Bernardasci, Andrea Bonazzi, Alessandra Debanne, Rachele Delucchi, Vincenzo Faraoni e Lorenzo Filipponio.

Grazie a Lena Karssenberg per la sua amichevole presenza nei mesi febbrili di lavoro presso la KU Leuven e per la tenacia con cui ha tentato, purtroppo con scarsi risultati, di insegnarmi la pronuncia dei dittonghi neerlandesi.

Ringrazio il Programma dottorale di Romanistica dell’Università di Zurigo e in particolar modo la coordinatrice, Prof. Rita Catrina ← 13 | 14 → Imboden, per le numerose occasioni, formali e informali, di crescita (trans)disciplinare e di rapporti con ricercatori giovani e affermati.

All’Accademia della Crusca, che ha onorato questa ricerca attribuendole il Premio Giovanni Nencioni 2016, va il mio sentito ringraziamento.

Infine, un cordiale ringraziamento ai professori Nunzio La Fauci ed Elwys De Stefani, che hanno accettato di seguirmi nell’elaborazione del progetto di ricerca: per gli innumerevoli suggerimenti, i commenti e le correzioni, per il costante incoraggiamento e per tutte le occasioni formative che mi hanno offerto, che rappresentano il risultato più prezioso di questo percorso. Ringrazio Elwys De Stefani per avermi aiutata nell’organizzazione del soggiorno presso la KU Leuven e per avermi accolta calorosamente in Belgio, consentendomi di compiere un’esperienza decisiva per lo sviluppo e il compimento del progetto. Ringrazio Nunzio La Fauci per la lezione su Saussure che ha tenuto or sono più di dieci anni, con la quale ha avuto inizio la mia passione per la lingua come relazione, nella consapevolezza che l’esistenza è valore correlativo. È la relazione tra le parti a creare, in un medesimo tempo, le parti e l’insieme: devo a lui, con gratitudine, l’ipotesi che sta a fondamento del presente lavoro.

Mendrisio, 11 agosto 2017


1 In Ritratti su misura di scrittori italiani, a c. di Elio Filippo Accrocca, Venezia: Sodalizio del Libro, 1960, pp. 110–112, qui p. 110.