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Sguardi linguistici sulla marca

Analisi morfosintattica dei nomi commerciali in italiano

Series:

Maria Chiara Janner

«Coop», «Voiello», «Superga»: nomi propri? nomi comuni? Come funzionano i nomi commerciali (o marchionimi) nella lingua, quali tratti presentano quando entrano nel discorso?

Il volume rappresenta il primo ampio studio sistematico sul funzionamento dei nomi commerciali nell’italiano scritto. Il suo carattere innovativo risiede nell’impostazione sperimentale con cui indaga i marchionimi, scandagliando sintatticamente un vasto «corpus» di dati testuali appositamente elaborato. Prendendo ispirazione ideale dalla lezione di Saussure, i nomi commerciali sono processualmente descritti nei loro valori correlativi: non come entità ontologicamente predefinite, bensì come il risultato di rapporti sintagmatici e paradigmatici da cogliere metodologicamente nell’analisi delle proposizioni in cui tali nomi ricorrono. Ne emerge una visione radicalmente nuova del nome commerciale, scevra da luoghi comuni onomastici o categoriali, e in grado di gettare un fascio di luce, da una prospettiva inconsueta, anche sul problema millenario dei nomi propri.

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3. Nessi preposizionali

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3.  Nessi preposizionali

Introduzione

I nessi in cui il nome commerciale è introdotto da una preposizione (Prep Nmc), superficialmente simili tra loro, svolgono funzioni assai diverse entro la proposizione, in dipendenza dalle relazioni sintattiche che instaurano con le altre parti di essa (cf. La Fauci 2009: 80). Può trattarsi da un lato di nessi argomentali (per es. soggetti nozionali di costrutti passivi); dall’altro di modificazioni predicative, distinguibili a un primo livello in complementi del nome (nessi nominali introdotti da una preposizione, perlopiù di; cf. La Fauci 2009: 159) e complementi del verbo, che “stanno fuori della portata di legittimazione dei predicati” e sono quindi definibili come supplementi predicativi (La Fauci 2009: 195). In ossequio a queste differenze funzionali, l’analisi dei nessi preposizionali si articola in quattro parti.

Nel §3.1 sono studiati i nessi legittimati dal predicato, che sono manifestazioni di funzioni argomentali. Vi si annoverano innanzitutto (§3.1.1) nessi con funzione argomentale nucleare (cf. La Fauci 2009: 80): soggetti nozionali di costrutti passivi (la mostra è prodotta da Swatch) e oggetti indiretti (giovare alla Fiat). Si riconoscono poi (§3.1.2) altri argomenti legittimati dal predicato e retti da esso mediante una preposizione, ovvero i complementi preposizionali del predicato (cf. La Fauci 2009: 81–82): da vivere di Kodak ai costrutti, caratteristici dei nomi commerciali, investire in Nike o entrare alla Honda.

Nel §3.2 si analizzano i complementi di specificazione (N di Nmc), ossia i nessi preposizionali introdotti da di che fungono da modificazione predicativa di un nome o nesso nominale (cf. La Fauci 2009: 159–160). Tra di essi si riconoscono vari tipi di rapporti. Vi sono innanzitutto i complementi di specificazione a valore soggettivo e oggettivo (§3.2.1; cf. La Fauci 2009: 160–161), ossia i costrutti N di Nmc in cui la natura predicativa del nome modificato – per es. prodotto, vendita ← 185 | 186 → – è meglio evidente da un punto di vista sperimentale. In questi casi il rapporto tra nome modificato e marchionimo equivale al rapporto tra un predicato verbale e il suo argomento (l’acquisto di Ferrarelle: ‘qualcuno acquista Ferrarelle’ oppure, a seconda dei casi, ‘Ferrarelle acquista’). Numericamente importanti sono pure le ricorrenze della relazione tra opera (prodotto) e artefice (produttore): i cosmetici della Revlon (§3.2.2). Si studiano poi i nessi che modificano nomi umani, come il presidente della Coop (§3.2.3); le correlazioni di contenente e contenuto: una lattina di Coca-Cola (§3.2.4); i marchionimi con funzione di aggettivi relazionali, per es. l’obiettivo della Fiat (§3.2.5). Nel trattare i costrutti con di si riflette in particolare alla questione dell’equivalenza con nessi comparabili in cui la preposizione non ricorre (N Nmc), in contesti che occorrerà specificare. In entrambi i casi, tanto di Nmc quanto il semplice Nmc si comportano funzionalmente come predicazioni.

Il §3.3 si concentra sui complementi nominali introdotti dalla preposizione da (sorriso da Colgate).

Infine, nel §3.4 sono analizzati alcuni esempi di supplementi predicativi (o “avverbiali di frase”), vale a dire nessi preposizionali – con i marchionimi, tipicamente, a interpretazione locativa – che si situano al di là della proposizione semplice (cf. La Fauci 2009: 172; 195–211). Per i supplementi predicativi a valore locativo (§3.4.1), quali per es. sono operaio alla Michelin o in vendita alla Migros, si studierà l’equivalenza funzionale tra strutture formalmente diverse, che presentano variazioni di preposizione (in vendita presso/da/alla Nmc; lavorare in/alla Nmc). Si considera inoltre la questione dell’articolo e, correlativamente, della proprialità, in particolar modo nell’alternanza tra a(Det) Nmc, dove ricorre l’articolo, e da Nmc, senza determinatore. Si considerano poi altri supplementi predicativi, introdotti perlopiù da in, con interpretazione modale o strumentale: in Mercedes (mezzi di trasporto; §3.4.2), in Lacoste (capi d’abbigliamento; §3.4.3). ← 186 | 187 →

3.1  Funzione argomentale

3.1.1  Nessi preposizionali con funzione argomentale nucleare

Le preposizioni a e da introducono nomi commerciali che manifestano, rispettivamente, funzione di oggetto indiretto e di soggetto nozionale in costrutti passivi. In entrambi i casi tali nessi preposizionali sono legittimati dal predicato.

(1) Resta però incandescente la questione Malpensa: se per il ministro Bersani (in un’intervista a L’espresso) «non si può chiedere ad Alitalia di salvare Malpensa», il patron di Air One Carlo Toto […] rilancia: «La partita Alitalia non è chiusa […]». (CORIS MON2008_10)

(2) […] il fatto di non avere forti concorrenti esteri che operano direttamente in Italia può oggi solo giovare alla Fiat nella sua politica di espansione a Est. (CoLFIS, periodico)

(3) Quando si dice bevande gassate, si pensa subito alla Coca-Cola o alla Pepsi. Quando si dice automobile, si pensa alla General Motors. (CORIS STAMPA Supplementi)

In questi costrutti il marchionimo introdotto dalla preposizione a (con o senza articolo) ha funzione di oggetto indiretto.

Nei seguenti casi il nesso preposizionale con da ha valore funzionale di soggetto nozionale (il cosiddetto complemento d’agente; cf. La Fauci 2009: 95):

(4) Wilco Zeelenberg è stato scelto da Yamaha come team manager per dirigere la squadra di Jorge Lorenzo in MotoGP. (CORIS MON2008_10)

(5) Young, oggi sessantacinquenne e impegnato per la difesa dei diritti dei lavoratori, è stato assunto dalla Nike. (CORIS STAMPASupplementi)

(6) Poco tempo dopo altri due incidenti. Un vigile urbano (di scorta al presidente del Consiglio Goria) cadde dalla Guzzi e un agente della polizia stradale rimase gravemente ferito. L’inchiesta del magistrato è stata accolta con stupore dalla Moto Guzzi. (LaR) ← 187 | 188 →

Si hanno inoltre costrutti passivi ridotti, che fungono da modificatori di tipo predicativo rispetto a un nesso nominale:

(7) Prosegue fino al 10 ottobre Happy School, la manifestazione organizzata da Coin per soddisfare le esigenze degli studenti. (CoLFIS, periodico)

(8) Dopo l’adesione all’iniziativa Eridania da parte dell’Anb, dell’Abf e dall’Abv (cioè dell’80% circa dei bieticoltori organizzati) il traguardo dei 5.300.000 quintali di zucchero prodotti da Eridania, obbiettivo minimo per il varo dell’operazione “azione verdi”, pareva scontato. (LaR)

(9) I carabinieri hanno acquisito presso il ministero del Tesoro, per ordine del pubblico ministero Maria Cordova, la documentazione riguardante le gare indette a suo tempo dal dicastero e dal ministero della Difesa per la forniture di sistemi di videoscrittura prodotti dalla Olivetti. (LaR)

Negli esempi ricorrono marchionimi determinati e non-determinati, tanto con gli oggetti indiretti quanto con i soggetti nozionali di costrutti passivi (cf. §1.1.2). Per il tratto [+ umano] del soggetto legittimato dal predicato, visibile per es. in (6) – “L’inchiesta del magistrato è stata accolta con stupore dalla Moto Guzzi” –, si rimanda al §4.1.

3.1.2  Complementi preposizionali del predicato

Tra i nessi argomentali legittimati dal predicato e retti da esso mediante una preposizione (cf. La Fauci 2009: 81) non si annoverano soltanto soggetti logici e oggetti indiretti ma anche altri argomenti:

(1) A Rochester, una gagliarda cittadina dello Stato di New York, 34 mila persone su 232 mila vivono di Kodak. (STAMPASupplementi)

(2) Intanto nella colonia-Italia si continua sulla strada delle privatizzazioni. Ora tocca all’Alitalia e il pericolo è che i cittadini paghino le spese salvando gli interessi usurai delle banche. (CORIS MON2008_10)

(3) Antesignano della comunicazione, [Mario Pavesi] aveva affidato il messaggio ai creativi dell’epoca, ribattezzando in seguito i suoi “Biscottini” in “Pavesini”. (CORIS STAMPAQuotidiani) ← 188 | 189 →

A legittimare il nome commerciale sono predicati complessi formati da verbo e preposizione: vivere di, toccare a, ribattezzare (qualcosa) in.

Tipicamente sfilare per è seguito dal nome di una griffe:29

(4) Le giovani modelle che ieri hanno sfilato per Valentino si assomigliano come tanti asparagi. (LaR)

(5) Ha dato forfait invece all’ultimissimo momento (‘Mi sento male, non lo faccio’) Valeria Marini, che doveva sfilare per Missoni. (LaR)

(6) Gli fa eco una grande indossatrice del passato, Elsa Martinelli, che debuttò nel ’54 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, sfilando per Emilio Pucci: “Forse la gente non ha idea di quanto faticoso sia questo lavoro […]”. (LaR)

Un altro predicato complesso che ricorre di frequente con marchionimi è investire in:

(7) Per regolamento – dice Gregory Knott di Momentum, fondo offshore amministrato dalla Banca delle Bermuda in Lussemburgo, che investe anche in Nike, Adidas e Callaway Golf – non possiamo incoraggiare investitori che non si rendono conto dei rischi. (CORIS STAMPASupplementi)

(8) E su questo punto in quegli anni alla Fiat si confrontarono due diverse impostazioni: era più conveniente investire in Marelli o era meglio concentrare le risorse sull’auto e cominciare a rivolgersi, per gli acquisti di componenti ad alto contenuto tecnologico, a Bosch o Valeo? (CORIS STAMPASupplementi)

(9) Stiano dunque tranquilli e fiduciosi i 72 mila azionisti della Fiat. La società, dice Agnelli, “ha una struttura equilibrata e flessibile, capace di affrontare la concorrenza, di cogliere i voleri del mercato e di remunerare adeguatamente il proprio capitale”. In altre parole quanti hanno investito in Fiat non avranno certo a pentirsene. (LaR)

(10) “Il fatto che un imprenditore come Raul Gardini, proveniente dal mondo agricolo – ha detto a Mantova Luigi Lucchini – decida di investire in Montedison, non può che essere interpretato in modo positivo. […]”. (LaR)

I dizionari riportano, alla voce investire, il complemento preposizionale introdotto da in, con il significato di “impiegare un capitale in ← 189 | 190 → qualcosa”.30 Investire in Nmc è la forma più diffusa, ma non mancano casi in cui il marchionimo è articolato:31

(11) La Chrysler intende ritirarsi dalla Diamond star motors, la joint venture con la Mitsubishi. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano Asahi Shimbun, il gruppo Usa ha informato il partner di non essere più in grado di investire nella Diamond, di cui ora la Chrysler controlla il 50 per cento […]. (LaR)

(12) Era stato lo stesso Iacocca a invitare il finanziere californiano [Kirk Kerkorian] a investire nella Chrysler nel 1992. (LaR)

(13) Pur non felici per quel che accade a Wall Street, alla Fiat tendono a sdrammatizzare. La nostra – dicono – era concepita come una iniziativa di medio-lungo termine […]. E poi, convincere gli americani a investire nella Fiat non è né facile né rapido. (LaR)

La presenza della determinazione non comporta una variazione di significato.

Un altro predicato accompagnato da complemento preposizionale è entrare in Nmc:32

(14) Paolo Giacca, 48 anni, è entrato in Ferrarelle in qualità di direttore vendite. Ha maturato esperienze in Lancaster, Vini Santa Margherita, T&C, Carlsberg e Johnson Wax. (CORIS MON2005_07)

(15) Ferrero, che è nato a Rivoli (Torino) il 16 aprile 1929, è entrato in Fiat nel 1956 dove ha ricoperto numerosi incarichi, tra i quali quello di direttore generale della Piaggio di Genova, e poi di vicedirettore generale della Fiat auto spa. (LaR)

(16) Se così fosse i libici incasserebbero una somma che risulta di gran lunga superiore a quella sborsata complessivamente nel ’77 per entrare in Fiat e cederebbero però soltanto una parte delle azioni in loro possesso. (LaR) ← 190 | 191 →

(17) Un gruppo di nuovi azionisti di tutto rilievo si prepara ad entrare in Mondadori, grazie all’aumento di capitale e al ritorno in Borsa. (LaR)

La particolare interpretazione di questa struttura, correlata a un uso figurativo di entrare (cf. Treccani s.v. entrare2a), pare caratteristica dei nomi commerciali. Due le letture principali: quando soggetto di entrare in sono individui (14–15) il costrutto equivale a ‘essere assunto’, ‘entrare alle dipendenze di Nmc’;33 quando il soggetto è un’entità collettiva (16–17: “Un gruppo di nuovi azionisti”, “i libici”) si propenderà invece per ‘acquistare titoli di Nmc’ o ‘investire in Nmc’.34

Una struttura simile a quest’ultima ricorre inoltre con marchionimo determinato:

(18) La famiglia Rocca, titolare della Techint e di altre importanti attività in Argentina, è molto interessata ad entrare nella Pirelli e a questo fine, secondo alcuni già da tempo, va acquistando azioni Pirelli & C. e Caboto sul mercato. (LaR)

(19) C’è chi dice che la Volkswagen è vicina a entrare nella Seat e chi assicura che la Chrysler, oltre a costruire una vettura assieme alla Mitsubishi, sia interessata all’Alfa Romeo. (LaR)

(20) Lavoratori e sindacati sono pronti a ricusare l’accordo che ha portato la Fiat ad entrare nella Maserati e ad aprire le porte ad una casa automobilistica straniera. (LaR)

L’unica interpretazione possibile è quella di tipo finanziario (acquisto di azioni), non certo quella riferita all’impiego presso una ditta, bloccata peraltro dal tipo di soggetto del predicato entrare. Nei dati si individua quindi una tendenziale differenza tra entrare in Nmc, che può valere come indicazione tanto di un investimento quanto dell’inizio di un rapporto di lavoro, e entrare nella Nmc, riferito alla partecipazione ← 191 | 192 → finanziaria alle sorti dell’impresa, mentre l’uso con il primo valore non ricorre nei dati analizzati.

Vi è poi la struttura entrare alla Nmc:

(21) Mio padre è operaio, lavora in casa per l’industria delle armi, che in Val Trompia è una fonte di lavoro sicuro. Anch’io pensavo di entrare alla Beretta, poi ho creduto alle mie possibilità nel calcio. (LaR)

(22) Questi operai, dicono quelli della Honda, sono il nostro fiore all’occhiello: li abbiamo selezionati non solo seguendo il criterio dell’abilità e della fedeltà all’azienda, ma anche in base al loro curriculum: abbiamo dato la precedenza a tutti quelli che, prima di entrare alla Honda, avevano svolto una lunga attività artigianale… (LaR)

(23) Prima di entrare alla Thomson, nel febbraio 1983, il presidente designato è stato membro del consiglio d’amministrazione e condirettore aggiunto della Chargeurs. (LaR)

(24) Per entrare alla Lepetit, invece, è spesso necessario un curriculum più sostanzioso. (LaR)

(25) Guidotti nacque a Bellagio (sul Lago di Como) ed entrò da giovanissimo all’Alfa, dove gli venne assegnato a soli 26 anni il duplice ruolo di collaudatore e di pilota ufficiale […]. (CoLFIS, quotidiano)

In questi casi il costrutto è interpretabile nei termini di una relazione di lavoro (‘essere assunto da’). Vi è dunque corrispondenza con la struttura entrare in Nmc, con una differenza: la determinazione. Mentre con entrare a l’articolo (determinativo, singolare e di norma femminile) è sistematicamente presente, nel caso di entrare in esso non ricorre, o meglio: se ricorre, fa scattare l’interpretazione “investire in”.

In concomitanza con entrare, il nesso preposizionale alla Nmc può avere inoltre una funzione diversa, di supplemento locativo (cf. §3.4.1):

(26) Renato Curcio, lo facevano entrare alla Fiat con la tessera di un compagno e Basone gli fece visitare il reparto presse […]. (LaR)

In questo brano il nome commerciale ha valore di luogo fisico. ← 192 | 193 →

3.2  Modificazioni predicative: complementi di specificazione (N di Nmc)

I nessi Prep Nmc considerati in questo paragrafo e nel successivo non rientrano nell’orbita di legittimazione del predicato verbale, come gli esempi delle pagine precedenti, bensì costituiscono la modificazione predicativa di un nome o nesso nominale.

A introdurre i nomi commerciali sono spesso le preposizioni di, a, da: preposizioni incolori, che funzionano “come puri relatori, in quanto non contribuiscono, o contribuiscono solo in maniera minima, alla semantica del rapporto fra base e aggiunto” (Jansen 2011). Si tratta quindi di stabilire, da un lato, il tipo di relazione che si manifesta tra nesso nominale e marchionimo e, dall’altro, le proprietà combinatorie dell’insieme, valutando eventuali equivalenze tra i costrutti con preposizione e quelli in cui essa non compare, costituendo variante libera. In questi casi si manifesta con particolare evidenza il valore aggettivale del marchionimo.

I nessi preposizionali introdotti da di sono manifestazioni formalmente convergenti di una molteplicità di rapporti (cf. La Fauci 2009: 160). In questo paragrafo essi sono analizzati e strutturati sulla base delle loro caratteristiche combinatorie.

Innanzitutto si delineano i casi di complementi di specificazione con valore oggettivo e soggettivo (§3.2.1). Altri tipi sono poi descritti e differenziati in relazione a presenza o assenza di determinazione davanti al marchionimo e possibile equivalenza con le forme senza preposizione: relazione tra prodotto e produttore (§3.2.2), tra nome [+ umano] e marchionimo (§3.2.3), tra contenente e contenuto (misure di quantità; §3.2.4), tra nome comune e marchionimo con funzione di aggettivo relazionale (§3.2.5).

3.2.1  Valore soggettivo e oggettivo

(1) È con gli anni Trenta, con l’invenzione del Monopoli, primo gioco soggetto a copyright e oggetto di un’autentica attività di promozione e gestione editoriale, che il quadro ha cominciato a cambiare. Per poi evolversi ulteriormente con lo ← 193 | 194 → sviluppo del merchandising cinematografico che ha fatto dei cartoni Disney un inesauribile modello e fonte per la produzione dei giocattolai, e fino alla nascita di Barbie (1959), vero e proprio giocattolo con storia pre-iscritta o bambola-modello di ruolo. (CORIS MISCRiviste)

In questo brano ricorrono due nessi in cui il marchionimo introdotto da di modifica un nome comune: l’invenzione del Monopoli e la nascita di Barbie. Tanto invenzione quanto nascita sono nomi (deverbali) dalla natura spiccatamente predicativa (cf. La Fauci 2009: 160), correlati a inventare e nascere. Si può pertanto identificare il tipo di relazione sintattica che intercorre tra nome comune e marchionimo modificatore: nel primo caso si parlerà di valore oggettivo del complemento di specificazione (‘qualcuno ha inventato il Monopoli’); nel secondo caso di valore soggettivo (‘Barbie nasce’) (cf. La Fauci 2009: 161).

Seguono alcuni costrutti in cui la modificazione marchionimica ha valore soggettivo:

(2) Sony non è riuscita a opporsi all’ascesa della Apple con i suo iPod, così come la Playstation ha perso quasi tutto il suo smalto rispetto a Nintendo Wii o Microsoft xBox. (CORIS MON2008_10)

(3) La principale novità per il team al debutto della stagione sportiva imminente […] sarà proprio la sponsorizzazione di Alitalia, i cui vertici hanno fatto sapere i motivi per cui hanno deciso di puntare su Aprilia Racing […]. (CORIS MON2008_10)

(4) I lavoratori dell’Alfa Romeo sono tornati ieri in fabbrica dopo una settimana di cassa integrazione e sono stati informati della decisione della Fiat di chiedere lo stato di crisi per accedere alla cassa integrazione straordinaria per un anno. (CoLFIS, quotidiano)

(5) “Siamo favorevoli all’internazionalizzazione e nel caso specifico la sopravvivenza dell’Alfa è legata ad interventi esterni. […]” (LaR)

(6) L’accordo di Zurigo riavvicina quindi il calcio ai prezzi di mercato. Sarebbe interessante conoscere la reazione dell’Adidas, che su questo finto contenimento dei prezzi ha costruito un impero. (LaR)

Il nesso nominale N di Nmc corrisponde in questi casi a una proposizione Nmc V… in cui il marchionimo, in quanto soggetto, sottostà alle restrizioni imposte dal predicato (v. §4.1). Nel caso di la decisione della ← 194 | 195 → Fiat (4), per es., cui corrisponde paradigmaticamente “la Fiat decide”, il marchionimo Fiat si caratterizza come [+ umano].

Nei seguenti esempi la modificazione di Nmc ha invece valore oggettivo:

(7) Non solo a Napoli, ma furti di Rolex gestiti da napoletani sono stati segnalati nel 2006 a Genova, Riccione, Roma. (CORIS MON2005_07)

(8) Si viene così a sapere, per esempio, che i guidatori di Mercedes manifestano la più solida convinzione sulla affidabilità della propria vettura, mentre i possessori di Volvo ne esaltano al massimo le doti di sicurezza, e i conducenti di Toyota sono consapevoli della tecnologia d’avanguardia che distingue la Casa nipponica. (CoLFIS, periodico)

(9) […] tra le sue abitudini [di Glenn Gould] spiccavano l’isolamento-meditazione nei deserti di ghiaccio oppure la frequentazione degli autogrill per ascoltare il brusio di voci degli avventori, dei camionisti e dei rappresentanti di commercio che vi sostavano. (CoLFIS, periodico)

(10) Leon Brittan ci ripensa e nega il suo consenso al matrimonio del pannolino, annunciato nel settembre ’90 da una joint-venture fra i Lines di Ancona e l’americana Procter & Gamble, produttrice dei Pampers. (LaR)

In questi brani la combinazione di un determinato nome (di carattere predicativo) e di un marchionimo che manifesta funzione di oggetto diretto dà a quest’ultimo un valore specifico: nel nesso i guidatori di Mercedes, per es., tale combinazione fa sì che il nome commerciale sia interpretabile come ‘automobile’ (per una trattazione a livello proposizionale si rimanda al §4.2). Eppure il marchionimo, in questo tipo di struttura, è probabile ricorra senza articolo, nonostante vi siano studiosi che ritengono obbligatoria la determinazione con il nome d’impresa utilizzato metonimicamente per i suoi prodotti (per es. Vaxelaire 2005: 346). Questo varrà forse in un contesto come quello che si incontra nel seguito dell’articolo: “chi guida una Mercedes sa invece di avere in mano la vettura che si svaluta di meno”. Ancora una volta è questione di combinazioni, non di valori assoluti.

Com’è immaginabile, data la natura economica dei marchionimi, sono frequenti i nessi in cui ricorrono vendita, acquisizione e simili: ← 195 | 196 →

(11) [Mitterrand] Ha negato qualsiasi pressione del governo sulle società statali per aiutare Bernard Tapie, ministro delle Aree urbane, nella vendita della Adidas. (CoLFIS, quotidiano)

(12) “Con le finanze che ha a disposizione nella propria tesoreria oltre a quanto incasserà dalla vendita di Galbani, l’Ifil farà fronte alle cifre necessarie per l’aumento di capitale Fiat, per l’acquisto delle obbligazioni convertibili e per l’offerta pubblica d’acquisto su una quota della Rinascente”. (CoLFIS, periodico)

(13) In giugno, anche in seguito all’apertura di un’inchiesta per abuso di posizione dominante, Coca-Cola aveva rinunciato all’acquisizione della Cadbury Schweppes. (CORIS STAMPAPeriodici)

(14) La grande sfida sulle acque minerali ha fatto registrare un punto a favore dei francesi della Bsn, con l’acquisto della Ferrarelle. (LaR)

(15) Il Parlamento manifesta tutta la sua sorpresa per la possibile acquisizione dell’Alfa Romeo da parte della americana Ford. (LaR)

(16) Ambrosio era stato arrestato due giorni fa per una vicenda che apre nuovi scenari ai detectives: il pagamento d’una maxitangente, 7,5 miliardi, per una delle prime e più importanti privatizzazioni italiane, l’acquisto della Pavesi da parte della Barilla. (CoLFIS, quotidiano)

I nomi commerciali sono legittimabili dai predicati verbali vendere e acquistare sia come soggetti, sia come oggetti diretti. Da questo punto di vista, i nessi vendita di Nmc e acquisto di Nmc sono potenzialmente ambigui quanto alla relazione che vi si manifesta. Dai dati si ricava però che i marchionimi che ricorrono in tali nessi hanno perlopiù valore oggettivo. Negli esempi (15–16) ricorre pure il soggetto logico di acquisto/acquisizione, permettendo così un’interpretazione univoca: “l’acquisto della Pavesi da parte della Barilla” corrisponde paradigmaticamente a “la Barilla acquista la Pavesi”, non a “la Pavesi acquista”.

Dal momento che lo stesso marchionimo, a seconda dei contesti d’uso, può avere più referenti, la combinazione con alcuni nomi comuni può dare adito a letture diverse, nei termini di una relazione soggettiva od oggettiva:

(17) “[…] I jeans 501, per esempio, sono realizzati con un tessuto prodotto sì in una fabbrica degli Usa, ma esclusivamente per il mercato italiano”. Le produzioni di ← 196 | 197 → Levi’s, infatti, avvengono tutte in fabbriche del gruppo, in Europa e negli Usa, con aggiustamenti per ogni mercato nazionale […]. (LaR)

Non è possibile stabilire univocamente se Levi’s sia qui riferito all’azienda, il che fornirebbe un valore soggettivo al complemento di specificazione, o – più probabilmente – al prodotto, ai jeans (con un uso del marchionimo non determinato per le ragioni viste nel §1.1.4). Si avrebbe, in questa seconda opzione, un valore oggettivo.

In generale si osserva che la preposizione di, nei nessi con complemento di specificazione a valore oggettivo o soggettivo, non costituisce variante libera. “La nascita Barbie” o “furti Rolex” non sono percepiti come costrutti ben formati. Nondimeno, in alcuni casi si riscontrano casi di N Nmc che corrispondono a N di(Det) Nmc:

(18) La risposta della Fiat dovrà arrivare entro due delle quattro settimane al termine delle quali dovrà esserci il pronunciamento definitivo sull’offerta della Ford. (LaR)

(19) Un paio di volte Brizio ha alzato, preoccupato, gli occhi dal testo dell’intervento e una è stata quando ha chiesto assicurazioni a Cesare Annibaldi, responsabile delle relazioni esterne Fiat, sul futuro di Mirafiori e Rivalta. La risposta Fiat non si è fatta attendere […]. (CoLFIS, quotidiano)

(20) “Una scelta – spiegano alla sede torinese – legata anche alla presenza della Lavazza sul mercato francese. La Francia, con un giro d’affari di oltre 200 miliardi, è il mercato più importante, ma anche il più antico, del nostro gruppo”. (CORIS STAMPAQuotidiani)

(21) Ufficialmente non è stato neppure individuato un obiettivo di crescita della presenza Lavazza sul mercato transalpino […]. (CORIS STAMPAQuotidiani)

(22) Lei, Toscani, sputa sulle essenze, ma presto vedremo una campagna per un nuovo prodotto di Benetton: e sarà un profumo. (CoLFIS, quotidiano)

(23) “Benetton e Barilla non vendono prodotti, vendono uno stile di vita. Se stimiamo 100 il valore di un prodotto Benetton possiamo individuare che almeno 50 è rappresentato dalla gestione della rete commerciale, solo 20 è il costo del lavoro di produzione, e il resto è organizzazione, marketing, pubblicità”. (LaR)

In queste coppie di brani, i costrutti con e senza preposizione (articolata) “la risposta (della) Nmc”, “la presenza (della) Nmc” e “un prodotto (di) ← 197 | 198 → Nmc” (sul quale v. §2.2.1) si equivalgono. Nei nessi la risposta Fiat, la presenza Lavazza e un prodotto Benetton, cui corrispondono ‘Fiat risponde’, ‘Lavazza è presente’ e ‘Benetton produce’, i marchionimi si comportano come un tipo specifico di aggettivi di relazione, ovvero “i modificatori che esprimono il soggetto […] oppure l’oggetto logico […] del nome a cui si riferiscono” (Ramaglia 2011).

Con riguardo ai rapporti sintattici si può affermare che i nomi commerciali di questi costrutti hanno funzione argomentale (sono argomento – soggetto o oggetto diretto – del predicato espresso tramite il nome comune); invece, nella prospettiva del nesso nominale, è il nome comune a fungere da argomento, mentre il marchionimo (eventualmente preceduto da di) ha funzione di modificazione predicativa, come sarebbe per un tradizionale aggettivo.35

3.2.2  Relazione prodotto-produttore

(1) Dove non arrivavano gli avvocati e i grandi manager, rimediava il mercato nero. I cosmetici della Revlon e della Colgate, il whisky della Seagram, i prodotti della Sony e della Xerox (tutti, a turno, proibitissimi), non sono mai mancati nei suk di molti Paesi arabi. (CoLFIS, quotidiano)

Nei costrutti evidenziati in questo brano il nome commerciale, preceduto dalla preposizione (articolata) di, specifica un nome riferito a un prodotto o lo stesso prodotto (una modificazione a valore soggettivo, come visto nel §3.2.1). Tra nome e marchionimo si riconosce un rapporto tra opera e artefice (cf. La Fauci 2009: 160) declinato in ottica commerciale: tra prodotto e produttore (o, anche, tra marchio e oggetto marchiato). Non stupisce, pertanto, che tale tipo di modificazione predicativa ricorra di frequente nei dati: ← 198 | 199 →

(2) Capelli tagliati quasi a zero, braccia e gambe tatuate, vestito con un vecchio paio di scarpe da ginnastica, calzini bianchi, pantaloncini neri della Adidas e maglietta grigia (tutto sdrucito e sporco) il re degli hooligans forse sapeva di non essere un tipo da passare inosservato. (LaR)36

(3) La conclusione? Che il 2010 è stato l’anno dell’iPad – ma già lo dicevano le cifre, il tablet della Apple è uscito in aprile e ha una media di 1,3 milioni di unità vendute al mese. (CORIS MON2008_10)

(4) Shopping per innamorati: gioielli, lingerie, gadget, libri a suon di baci, viaggi e l’orologio della Swatch. (LaR)

(5) Oggi l’azienda fa capo a un’unica società, la Fiat Spa, che raggruppa il controllo di tutte le attività industriali: le automobili con i vari marchi, i camion dell’Iveco, i trattori e i macchinari per le costruzioni prodotti dalla controllata Case New Holland (Cnh). (CORIS MON2008_10)

(6) Lo straniero che arriva a Mosca […] resta inevitabilmente colpito e sorpreso […] dalle russe di mezza età con borsa di Vuitton che fanno la spesa da Sadko, il supermarket […]. (LaR)

(7) Bisogna fare i conti con una società molto puritana, che ha “bocciato”, per esempio, la campagna pubblicitaria dei jeans di Calvin Klein, troppo osé e allusiva. (CoLFIS, periodico)

La struttura è sempre la medesima: un nesso nominale riferito a un prodotto, seguito dalla preposizione di e da un nome commerciale il cui settore di produzione comprende il tipo di oggetto designato dal nome comune. Una possibile variazione concerne la determinazione: come mostrano gli esempi (6) e (7), l’articolo è tendenzialmente assente con marchionimi che conservano un forte carattere di antroponimi, come le griffe Vuitton e Calvin Klein.37 ← 199 | 200 →

Ricorrono come nomi modificati anche marchi (registrati) di un prodotto specifico:

(8) […] una ricerca di Accenture […] mostra come la gran parte degli italiani sia frustrata dalla complessità e abbia desiderio di un prodotto in grado di svolgere un solo compito. In questo senso l’iPod di Apple (semplice anche nel design) ha fatto scuola. (CORIS MON2005_07)

(9) Nel frattempo i produttori [di detersivi] cercano di conquistare la leadership sul mercato ricorrendo a tutte le armi permesse dalla pubblicità. A contendersi il primato sono il “Dash” della Procter e il “Dixan” della Henkel attestate sul 23–24 per cento a testa. (LaR)

(10) Sono sette le nuove Salsallegre della Kraft, studiate per dare un sapore in più alla carne o al pesce. (CoLFIS, periodico)

(11) “Per gli Italiani – spiega il quotidiano – le Timberland a cento dollari, i Crono [sic] della Swatch a ottanta e i blue jeans della Levi’s a quaranta sono occasioni eccezionali. […]”. (CoLFIS, quotidiano)

Alcune combinazioni di nome comune e marchionimo ricorrono senza che quest’ultimo sia preceduto dalla preposizione, con valore equivalente (cf. supra, §2.2.1):

(12) Alessandro che fa il gelataio. Fabio che non lavora: “Niente, io non faccio niente”. Ha il berretto di lana, scarpe e pantaloni Adidas, una sciarpa al collo. (LaR)

(13) La commercializzazione delle Olimpiadi raggiunge livelli mai visti, ma al tempo stesso consente, per esempio, la raccolta di fondi per la ricostruzione dello stadio di Sarajevo attraverso le royalties di un orologio Swatch. (LaR)

(14) Appena al di là delle Alpi, nello stabilimento francese di Bourbon-Lancy dove si producono motori per i camion Iveco, il lavoro costa il 15 per cento in meno. (LaR)

(15) Sparite le borse Vuitton, anche i ricchi team manager girano con la sacchetta di plastica da supermercato. (CoLFIS, quotidiano) ← 200 | 201 →

In un’ottica funzionale il rapporto tra i due componenti del nesso – del tipo “prodotto-produttore” – è comparabile a quello individuato per la struttura N di(Det) Nmc. In entrambi i nessi i nomi commerciali rivestono funzione attributiva rispetto al nome che precede. La variazione libera della preposizione di in questo tipo di strutture è un aspetto caratteristico dei marchionimi, in grado di fungere da aggettivi restando formalmente invariati; nomi propri e comuni non lo presentano, ricorrendo di norma preceduti dalla preposizione (“un quartetto di Schubert”, “i dipinti di Chagall”).

3.2.3  Con nomi [+ umani]

(1) “Nella crisi”, riassume Herbert Hainer, presidente di Adidas, “il modello tedesco s’è dimostrato il migliore”. (CORIS MON2008_10)

(2) Lo ha annunciato il presidente della Coop, Ivano Barberini, nel corso della conferenza stampa per la presentazione del nono congresso dell’associazione. (LaR)

(3) L’iniziativa è stata presentata ieri a Bollate presso il centro di ricerca e sperimentazione Csi da Giancarlo Cimoli, amministratore delegato di Edison alla presenza del ministro dell’Ambiente Giorgio Ruffolo. (CoLFIS, quotidiano)

(4) L’idea che l’avvenire possa dipendere da Washington o Londra crea uno stato di sofferenza acuta nell’operaio della Nissan o nel venditore di spiedini di pollo a Shibuya. (LaR)

(5) “Abbiamo dei manualetti con avvertimenti generici: riposare prima di un lungo viaggio e, dopo l’atterraggio, mangiare proteine se si deve stare svegli, carboidrati se si va a dormire” racconta Gerardo Lettich, comandante dell’Alitalia che viaggia da anni lungo le rotte intercontinentali. (CoLFIS, periodico)

(6) È morto sabato scorso a Milano, all’età di 92 anni, Giovanbattista Guidotti, capo collaudatore e pilota dell’Alfa Romeo per un cinquantennio. (CoLFIS, quotidiano)

(7) La Delta Integrale, a causa della linea più squadrata, è nettamente meno filante della rivale tedesca, una caratteristica questa però ritenuta poco importante dai tecnici della Lancia per una vettura nata espressamente per i rally […]. (CoLFIS, periodico) ← 201 | 202 →

(8) «Solo i prodotti di marca investono nell’innovazione», afferma Nicole Bugnon, portavoce di Henniez. (SM 6/05)

In questi brani il nesso nominale modificato dal nesso preposizionale designa un essere umano. Di frequente esso indica un ruolo professionale svolto all’interno dell’impresa (presidente, amministratore delegato, operaio) o la professione specifica (capo collaudatore e pilota). Dal punto di vista testuale si osserva che spesso il nesso N[+hum] di(Det) Nmc, in particolare quando ricorre al singolare, si accompagna a un antroponimo, rispetto al quale si pone come apposizione interna o esterna.

Non mancano inoltre usi come il seguente:

(9) Dopo vent’anni di galera al Cairo per traffico di droga rilasciano Fioravante Palestini, che se non avesse fatto il martellatore della Plasmon non se lo sarebbe filato nessuno. (CORIS MON2001_04)

Martellatore non è una professione stricto sensu38 (il riferimento è qui a una pubblicità di Plasmon degli anni Sessanta) ma funziona sintatticamente come tale.

L’alternanza tra strutture con e senza preposizione (cf. supra, §2.2.3) si riscontra anche per questa struttura, all’interno dello stesso articolo (10) o in testi diversi:39

(10) Una buona bandiera per il partito dei lavoratori, la candidatura di Alvaro Superchi, 49 anni, ex muratore e operaio Alfa dal 1972, segretario di sezione e delegato del consiglio di fabbrica per la CGIL. […] In una riunione della federazione, alla quale ho partecipato anch’io, si era deciso che un operaio dell’Alfa ci sarebbe dovuto essere tra i candidati nei collegi uninominali. (CoLFIS, quotidiano)

(11) Concorda il presidente Coop Aldo Soldi: «Il successo è stato evidente fin dall’inizio. […]». (CORIS MON2008_10) ← 202 | 203 →

(12) Nel leggere la relazione scritta, il dottor Pieri ha aggiunto due aggettivi che non comparivano nel testo distribuito al pubblico: interferenza politico-sindacale. Un’aggiunta che non è passata inosservata al principale imputato di quel processo, l’amministratore delegato Fiat Cesare Romiti, seduto in seconda fila tra le autorità. (LaR)

(13) Ruggero Gorgoglione, 25 anni, operaio Fiat e Maria Rosaria Triola, 24 anni, casalinga, via Lulli 3, entrambi incensurati, stavano circondando di attenzioni la loro bambina di 2 anni, che portavano a fare una passeggiata. (CoLFIS, quotidiano)

(14) Cadalora certamente è il favorito, ma penso che si tratterà di un campionato assai combattuto e potrà accadere che a contendergli il titolo sino all’ultimo possa essere un pilota Aprilia. (CoLFIS, periodico)

(15) Coop, giunta al quarto posto, critica il concetto stesso di confronto. «Dovrebbe comprendere numerosi altri fattori» dichiara Marco Scossa, portavoce Coop Regione Ticino. (SM 4/05)

La possibilità di utilizzare senz’altro il marchionimo come modificatore del nome – in particolare quando il costrutto N Nmc funge da apposizione – ne mette in luce, una volta di più, il carattere intrinsecamente attributivo.

Il nesso di(Det) Nmc ricorre come modificatore dello stesso uomini:

(16) Una discussione fra Senna, Frank Williams e i tecnici della Goodyear – avvenuta durante il pranzo del sabato che ha preceduto la gara di Imola – offre una chiave di lettura nuova per fare luce sulle cause dell’incidente che è costato la vita al tre volte campione del mondo. […] Il capo della scuderia e gli uomini della Goodyear ascoltano lo sfogo del campione. (CoLFIS, quotidiano)

(17) Come fare a invertire la rotta e nel contempo a zittire gli irriducibili nostalgici del Drake Enzo Ferrari, quelli che dicono che da quando è morto il vecchio e a comandare sono gli uomini della Fiat l’azienda non è più la stessa? (CoLFIS, periodico)

Nel brano (16) “gli uomini della Goodyear” è ripresa anaforica di “i tecnici della Goodyear” che ricorre poche righe prima. Nel caso di (17), “gli uomini della Fiat”, il riferimento sarà piuttosto ai manager di Fiat. ← 203 | 204 → Con questo valore specifico ricorre alcune volte, nei dati, la variante senza preposizione uomo/uomini Fiat (cf. §2.2.3):40

(18) Gli uomini Fiat arrivano, confessano, e subito dopo partono gli arresti verso i destinatari delle tangenti: come è già accaduto all’Asst, l’azienda dei telefoni di stato. E gli uomini Fiat se ne vanno, accompagnati dai loro avvocati, indagati ma a piede libero. Finora Cesare Romiti è stato l’unico uomo Fiat – tra quelli passati in Procura – a vedersi riconoscere lo status di “persona informata sui fatti”, cioè testimone. (CoLFIS, quotidiano)

Nei brani riportati, uomo/uomini (della) Fiat – in particolare nella variante senza preposizione – ha subíto una sorta di specializzazione semantica che non ricorre con altri nomi commerciali (per es. Good­year), quantomeno in riferimento ai dati analizzati.

Concludiamo con un’altra struttura N[+hum] di Nmc, nella quale il nesso preposizionale modifica un nome di nazionalità:

(19) Ma noi non aumenteremo i prezzi. Gli svizzeri della Swatch, con grande soddisfazione dei collezionisti italiani (a detta dei più tra i più grandi “consumatori” al mondo dei famosi orologini di plastica) hanno deciso di non rilanciare. (LaR)

(20) Il consorzio a cui hanno aderito gli svizzeri di Migros, i francesi di Carrefour, i belgi di Delhaize, gli irlandesi di Superquinn oltre ai gruppi inglesi Sainsbury’s e Marks & Spencer costituisce di fatto una vera e propria lobby industriale […]. (LaR)

Il costrutto, in apparenza simile ai precedenti portavoce di Henniez e operaio della Nissan (tra il resto prevede anch’esso il ricorrere di articolo davanti al marchionimo come variante libera), in realtà se ne differenzia per la natura sintattica delle relazioni tra nome comune e nome commerciale. È quest’ultimo, infatti, a costituire il nucleo funzionale di costrutti quali gli svizzeri della Swatch, rispetto al quale l’aggettivo nominalizzato svizzeri, francesi ecc. funziona come modificazione di tipo non-restrittivo: una perifrasi appropriata sarebbe “quelli della Swatch, che sono svizzeri” o “la Swatch, che è svizzera”. Si osservi, del resto, che il costrutto ricorre nei dati con il nome comune al plurale, mentre per le altre strutture viste sin qui si danno anche (o soprattutto) casi al singolare. ← 204 | 205 →

3.2.4  Relazione contenente-contenuto

(1) “Può darmi un po’ d’acqua? Sono due giorni che non bevo” mi ha chiesto [Fabio Tacchinardi]. Gli ho buttato una bottiglia di Ferrarelle e gli ho domandato dove lo tenevano prigioniero. (LaR)

La specificazione di Nmc modifica, in (1), un nesso nominale indicante un contenitore (e una quantità): una bottiglia. Similmente avviene nei casi seguenti con lattine, casse, pacchetto ecc.:41

(2) Anche l’opera contemporanea ha toccato il prezzo maggiore a livello internazionale: “210 bottiglie di CocaCola” di Andy Warhol è stato venduto a New York per oltre 2 milioni di dollari. (CoLFIS, quotidiano)

(3) “[…] io credo che bisogna anche attribuire alla gente le responsabilità che le spettano: non c’è senso civico, tutti si comportano come barboni, i parchi sono pieni di lattine di Coca Cola, di pacchetti di sigarette vuoti”. (LaR)

(4) Al contrario, nella tazzina di Lavazza bevuta all’estero si troverà, fanno capire i pubblicitari, la sferzata necessaria a lavorare di più […]. (LaR)

(5) ‘Prego, poggi pure lì. Quante sono le casse di Evian? E quelle di Ferrarelle? E soprattutto: quant’è? Bene ragazzi, è arrivata l’acqua minerale. Sotto con la colletta, c’è da pagare il conto’. (LaR)

(6) [I consumatori] sono tutti molto competenti sui prezzi: una qualunque brava massaia ricorda a memoria quanto costa il pacchetto di Lavazza Rossa (il leader di mercato) e si accorge immediatamente di ogni rincaro. (LaR)

(7) L’unico commercio – gratis, per ora – è quello della militaria lasciata dai serbi. Per una targa in cirillico si offrono tre pacchetti di Marlboro. (LaR)

(8) L’erede all’inesistente trono d’Italia è seduto nel suo studio in Chemin des Princes, nella banlieue elegante di Ginevra. Abbronzatissimo, è in maniche di camicia con la sigla ricamata a mano sormontata da una piccola corona e porta un paio di Levis bianchi. (LaR)

(9) [Drew Barrymore] Arriva nella hall della clinica, dove l’aspetta Todd Gold, consumato specialista di questo genere di storie, con addosso un paio di jeans e una maglietta, in mano una scatola di kleenex. (CoLFIS, periodico) ← 205 | 206 →

(10) Qualche dolore nei giorni successivi va considerato del tutto normale, se non riuscite a tollerarlo potete trovare giovamento in una compressa di aspirina (sempre che non sussistano controindicazioni mediche al prodotto) da ingerire a stomaco pieno […]. (CoLFIS, periodico)

Il rapporto tra nome modificato e marchionimo non è lo stesso che si registra nei casi visti sin qui, da jeans di Calvin Klein a operaio della Fiat. Una prova, in prospettiva sintattica, è data dal fatto che le strutture con un nome relativo a un contenente non hanno corrispondenza funzionale con il costrutto N Nmc senza preposizione. Non è nemmeno possibile, generalmente, integrare un determinatore davanti al marchionimo, che invece ricorre spesso nelle strutture analizzate nei paragrafi precedenti, e ciò a prescindere dal suo valore originario di ‘impresa’ (Ferrarelle, Marlboro) o di ‘prodotto’ (kleenex, aspirina).42

Benché superficialmente simile ai costrutti visti sinora, dunque, nel nesso indicante una relazione contenente-contenuto il marchionimo presenta caratteristiche combinatorie diverse. Esso costituisce il nucleo del nesso nominale e non, come negli altri casi, la sua modificazione, la quale spetta invece al nome indicante un contenitore o una misura di quantità.

Un’eccezione apparente a quanto sin qui osservato è data da il fustino (di) Dash, che nei dati ricorre nelle tre varianti con preposizione, articolata o no, e senza preposizione:

(11) A Pisa son passati tredici allenatori in otto anni, ma Guerini è da tenere stretto come il fustino di Dash. (LaR)

(12) Ho conosciuto – ad esempio – il famoso pittore Margutti: non scambierei con lui, non dico opinioni, ma neppure il fustino del Dash. (LaR)

(13) Cragnotti vorrebbe ancora di più perché sa benissimo che con l’acquisto della Mira Lanza (8 per cento del mercato italiano dei detersivi) la Henkel riempirebbe strategicamente dei vuoti e diventerebbe leader assoluto battendo l’americana Procter and Gamble che produce, fra l’altro, il fustino Dash. (LaR) ← 206 | 207 →

(14) Quelli bravi invece sono i veterani della Tv, non sopraffatti dal loro sapere: è bravo Maurizio Costanzo, è bravo Mike Bongiorno che fa il suo lavoro con serietà imperturbabile anche se succede il finimondo, che tiene tra le braccia il fustino Dash come se fosse un bambino piccolo da amare. (LaR)

Negli esempi (13–14), peraltro un caso isolato, il marchionimo assume valore qualificativo.

Si conclude con un brano solo in parte differente da quelli sinora approfonditi:

(15) Michelangelo Detoni era un manutentore come Nevio Manzan, classe 1931, un omino smilzo che si è fatto 26 anni di Michelin. (CORIS STAMPAQuotidiani)

Per il costrutto “si è fatto 26 anni di Michelin” si può parlare di quantità temporale; per il resto i caratteri formali e combinatorî sono gli stessi riscontrati per il tipo “contenente-contenuto”, in particolare l’assenza di determinazione e l’impossibilità di tralasciare la preposizione.

3.2.5  Funzione di aggettivi relazionali

(1) “Trenta anni, è il primo Agnelli della quarta generazione ad essere eletto nel board della Fiat. Ed è anche chairman della Piaggio Veicoli Europei”. Ma il posto dello zio non è automatico – precisa [la rivista] W – perché “un nuovo gruppo di azionisti esterni è entrata [sic] nel board Fiat”. (CoLFIS, quotidiano)

Il costrutto board della Fiat, con complemento di specificazione, trova un corrispondente funzionale nel nesso board Fiat evidenziato nel seguito, ossia una modificazione attributiva che assume le fattispecie di un aggettivo relazionale (cf. La Fauci 2009: 154 e 160; Ramaglia 2011). In entrambi i casi, infatti, il rapporto tra nome comune board e nome commerciale Fiat non è di tipo qualificativo, con un attributo che denoti una proprietà, bensì di relazione tra il nome modificato e il nome da cui l’aggettivo è derivato (cf. Ramaglia 2011), come sarebbe per il nesso il sistema solare (con l’equivalente il sistema del sole) rispetto a una ragazza solare (cui non corrisponde una ragazza del sole). Gli aggettivi relazionali sono derivati da nomi (cf. Ramaglia 2011); nel caso dei marchionimi, lo si è già visto, la derivazione è il più delle volte una conversione funzionale senza manifestazione a livello di forma. ← 207 | 208 →

Lo stesso si ritrova nella seguente coppia di esempi:

(2) L’obiettivo della Fiat, nel quadro di una strategia globale che ovviamente continua a porre l’Europa in primo piano, è di conquistare nuovi spazi in questo difficile mercato e di consolidare i risultati conseguiti. (CORIS STAMPAQuotidiani)

(3) L’obiettivo Fiat è di proseguire sulla strada dell’espansione per arrivare agli anni Novanta con un fatturato di 50 mila miliardi. (LaR)

Si tratta di una relazione caratterizzabile in termini di possesso: Fiat, si potrebbe affermare, ha un obiettivo. Non così nel brano (4):

(4) I francesi della Bsn, leader di mercato, hanno deciso di puntare soprattutto su due marchi, Boario e Ferrarelle […]. Per Boario la volontà è di trasformarla da marca locale a marca nazionale. L’obiettivo Ferrarelle è di svilupparne le esportazioni contando sulle particolari caratteristiche. (LaR)

Qui non c’è relazione di possesso tra Ferrarelle e obiettivo: è questione, infatti, dell’obiettivo di Bsn in merito a Ferrarelle, non dell’obiettivo che ha Ferrarelle. Per Bsn, in sostanza, Ferrarelle è l’obiettivo.

Parallelamente ai casi analizzati sinora, pure i nessi di(Det) Nmc negli esempi seguenti funzionano come aggettivi relazionali:

(5) La novità più visibile riguarda la barra degli strumenti, adattabile alle esigenze dell’utente (icone che si possono eliminare, altre che si possono aggiungere) e un disegno più accattivante, che ricorda quella di Mac OS X, il sistema operativo di Apple. (CORIS MON2008_10)

(6) “[…] Non condividiamo la politica di Alitalia, che mette da parte Malpensa a vantaggio di Fiumicino”. (CoLFIS, quotidiano)

(7) […] proprio ieri sera la Federazione internazionale ha riconosciuto come valide le tesi dell’Agip e come regolare l’ultimo sviluppo di benzina (sigla 110) che la Ferrari deciderà oggi se utilizzare. (CoLFIS, quotidiano)

(8) Per la verità le condizioni di prevenzione della salute nello stabilimento della Lavazza sono apparse nel corso dell’inchiesta piuttosto buone. (LaR)

La modificazione attributiva esprime, anche in questi casi, una relazione di possesso. ← 208 | 209 →

La corrispondenza tra complemento del nome (con di) e marchionimo in funzione predicativa è spesso possibile, come si osserva in queste coppie di esempi:

(9) Il presidente della Fiat, Cesare Romiti, transita turbato davanti allo stand della Nutella, indeciso se farsi accalappiare dalla mistura calorica. (CORIS Stampa Quotidiani)

(10) […] per i golosi il top è lo stand Nutella con degustazione di crepes con la famosa crema nocciola cacao. (CORIS Stampa Quot)

(11) Interessante lo sbocco commerciale: col marchio “Clementine della valle di Sibari”, questi mandaranci sono stati distribuiti l’anno scorso sugli aerei dell’Alitalia; e 30 mila, in confezioni singole, sono finiti sulla flotta Lufthansa. (CoLFIS, periodico)

(12) I treni sono tornati a viaggiare, ma adesso sono gli aerei Alitalia che si fermano. La staffetta degli scioperi prosegue. (LaR)

(13) L’ultima tessera l’ha presa ieri Natalina, la novantenne cameriera di Manfredi negli spot della Lavazza. E chi meglio di lei poteva dire che il partito radicale più lo mandi giù, più ti tira su? (LaR)

(14) Ben oltre il diretto riferimento agli spot Campari e Barilla da lui girati negli anni Ottanta, in assoluta prossimità al “manifesto” Ginger e Fred, Fellini risulta intriso di una cultura di cui la pubblicità è un elemento essenziale. (CORIS PRACCVolumi)

Negli esempi a seguire la modificazione predicativa costituita dal marchionimo Lego ricorre in costrutti diversi per forma, ma tutti funzionalmente equivalenti:

(15) I mattoncini Lego, inventati nel 1932 da un carpentiere danese, negli anni cinquanta divennero un successo mondiale. (LaR)

(16) 58 milioni di persone fanno l’Italia. 58 milioni di mattoncini di Lego fanno Legoland, il parco dedicato a uno dei giochi più semplici e belli del mondo. (CORIS MON2008_10)

(17) Caserme dei pompieri, vere caserme dei pompieri, che sembrano costruite con i mattoncini del Lego e la facciata del deposito, bianca a macchie nere, è il mantello di un cane dalmata della Carica dei 101. (LaR) ← 209 | 210 →

(18) Eppure i mattoncini della Lego sono riconosciuti dalle autorità pedagogiche di tutto il mondo come utili alla crescita e all’equilibrio psicologico dei più piccini […]. (LaR)

In tutti questi casi – mattoncini Lego, di Lego, del Lego, della Lego –, indipendentemente da variazioni formali, il nome commerciale ha funzione di aggettivo relazionale.

Non in tutti i complementi di specificazione, peraltro, il marchionimo svolge una funzione comparabile a quella dell’aggettivo relazionale:

(19) E la colonizzazione della ristorazione collettiva veloce e sterilizzata, monosapore e multicolore è soltanto all’inizio. Il colosso americano della McDonald ieri ha presentato il suo primo tempio della polpetta ma i tempi sono acceleratissimi. (LaR)

McDonald costituisce in (19) il nucleo del nesso nominale, non la sua modificazione (come per i belgi di Delhaize, §3.2.3), ed è pertanto funzionalmente comparabile a un’apposizione (cf. §1.3.2), come sarebbe “il colosso americano McDonald”.

3.3  Altre tipologie di modificazioni predicative: il costrutto N da Nmc

I nessi preposizionali con marchionimi introdotti da di non sono gli unici a fungere da modificatori. Si delineano qui altre strutture, in cui ricorre la preposizione da.

(1) Aiuto regista di Camillo Mastrocinque, Angeli esordisce nel mondo della pubblicità nel ’57 per dare una mano a Luciano Emmer con un Carosello per il dentifricio Colgate, con Lilly Cerasoli, modella bella e simpatica, ogni volta alle prese con avventure tremende, gli indiani la minacciano, la legione straniera la rapisce. Si salverà con un sorriso, un sorriso da Colgate. (CORIS STAMPA Quotidiani)

(2) Il che vuol dire che quasi la metà dei manager, dei dirigenti, in generale di tutti i professionisti che sempre più spesso lavorano «in mobilità» non può fare a ← 210 | 211 → meno di portarsi dietro il Blackberry. Molto meno certo è invece che il «pollice da Blackberry» sia soltanto una leggenda. (CORIS MON2008_10)

(3) […] gli orologi Swatch, che da vero e proprio fenomeno sociale sono oggetto di speculazione da parte dei collezionisti. Nei negozi non si trovano più, oppure hanno prezzi proibitivi. Gli esemplari sono pochi e la febbre da Swatch si scatena. (CoLFIS, periodico)

(4) La febbre da Playstation, anzi da Ps 2, la nuova console per videogames della Sony messa in vendita oggi per la prima volta in Giappone (nel resto del mondo arriverà solo dopo l’estate) ha contagiato migliaia di giovanissimi “gamer” […]. (LaR)

In questi esempi, il complemento da Nmc si contraddistingue per l’assenza rigorosa del determinatore davanti al nome commerciale.43 Esso modifica un nome comune, con il quale il marchionimo instaura una relazione che si può definire causale.

I brani che seguono presentano aspetti diversi del costrutto:

(5) A condurre è Milly Carlucci, che ha messo in naftalina il suo look da Barbie lanciandosi in un taglio corto alla Ombretta Fumagalli. (LaR)

(6) Gianfranco Funari – Filosofia da Baci Perugina o da siparietti di Dapporto, sorriso da imbonitore, gesticolazione da portiere di Jolly Hotel, più Upim che Rinascente, conflittualità da trattoria. Voto 0 (LaR)

(7) “[La lettera di Epicuro a Meneceo] È un’opera dalla limpidezza involontariamente umoristica”, dice [Alberto Bevilacqua]. “Mi sembrano frasi fatte apposta per incartare i cioccolatini degli dei. Si dicono cose di un’ovvietà assoluta”. “Scrittore da baci Perugina sarà lui, non Epicuro”, è la replica secca di Baraghini. (LaR)

Si entra qui nel campo degli usi allusivi o traslati del nome commerciale, che saranno approfonditi in seguito (cap. 6). Questi usi dei marchionimi Barbie e Baci Perugina ne rivelano un contenuto predicativo che, basandosi sul riferimento a un prodotto e al contempo travalicandolo, viene riferito a un nome comune correlato: l’allusione a un determinato look in correlazione con Barbie; il riferimento allo stile popolar-divulgativo ← 211 | 212 → delle massime scritte sui cartigli che avvolgono i Baci Perugina, nei casi di filosofia e scrittore.

3.4  Supplementi predicativi

Dopo aver considerato i complementi, di nome o di verbo, introdotti da una preposizione, in questo paragrafo è la volta dei supplementi predicativi (La Fauci 2009: 195–211) o complementi avverbiali, che si distinguono dai nessi analizzati sinora in quanto si situano oltre i limiti della proposizione semplice, rispetto alla quale hanno meno restrizioni di posizione.

3.4.1  Supplementi locativi

Entro l’insieme dei supplementi predicativi con marchionimo, i supplementi locativi (cf. La Fauci 2009: 206) fanno la parte del leone. Questo non stupisce, considerato che il valore di luogo fisico è uno dei principali per i nomi commerciali riferibili a un’impresa, insieme a quello di persona giuridica o “umano collettivo” (cf. Grass 2002: 228).

(1) Negli Stati Uniti il cavallo dell’economia ha ripreso a bere, ma dalle fabbriche di Detroit, se tutto va bene, si passa a imbottire panini da McDonald, si accettano salari peggiori. (CoLFIS, quotidiano)

(2) La pressione di quella cultura pauperistica fu tale che persino in Fiat a qualcuno venne in mente che si sarebbero dovute smontare le catene di montaggio per dedicarsi ad altro. (CoLFIS, periodico)

(3) All’Ikea, un set di 20 pezzi di diverse forme e misure, di marca Pruta, costa solo fr. 7.90. (SM 3/05)

I supplementi locativi di questi esempi sono identificabili, tradizionalmente, come casi di stato in luogo. Già in questo minimo campione si può osservare la varietà di soluzioni adottate quanto alla preposizione. ← 212 | 213 →

Nessi locativi legittimati da in vendita, come se ne trovano numerosi nel corpus di Spendere Meglio, ricorrono con le preposizioni da, a (articolato) e presso:

(4) Bonny, in vendita da Ikea a fr. 79.-, è arrivata prima in classifica nonostante il laboratorio abbia criticato uno spigolo che teoricamente potrebbe portare a una rottura prematura della sedia. (SM 4/07)

(5) Il prodotto per la pulizia dei piatti di marca Handy Matic, in vendita alla Migros, costa nel formato tradizionale in polvere fr. 3.60 ed è sufficiente per 30 lavaggi. (SM 4/05)

(6) Sull’impugnatura di Gillette Power vanno anche bene le più economiche lamette Turbo, che sono in vendita ad esempio presso Denner al 20% in meno dei concorrenti. (SM 2/06)

In combinazione con predicati quali acquistare o costare prevalgono nei dati le preposizioni da e presso, ma ricorre anche a + articolo:

(7) Pochissimi gli stilisti che comprano cose non griffate da loro. Eccezioni: Dolce e Gabbana a volte acquistano da Fiorucci […]. (CORIS STAMPAPeriodici)

(8) Fino ad ora, i 1’949 contenitori in plastica brevettati si potevano acquistare solo da Tupperware. (SM 3/05)

(9) Migros e Coop sono risultate quasi alla pari. Su 40 prodotti, 8 costavano meno da Migros, mentre altri 8 costavano meno da Coop. (SM 2/06)

(10) Chi acquista presso Migros il piatto precotto Tradition Casimir Suisse di Anna’s Best non si gusta nessun pollo indigeno. (SM 4/07)

(11) Presso Coop, queste lampadine costano molto di più, ma la politica dei prezzi non cambia. (SM 1/07)

(12) Esempio: un libro italiano di 10 euro costa fr. 15.- alla Migros e fr. 17.- alla Melisa. (SM 4/03)

In queste strutture la variazione tra le preposizioni da/a e presso, utilizzate con valori equivalenti, sembra vada ricondotta a una motivazione interlinguistica. Presso come introduttore di nomi commerciali, ← 213 | 214 → infatti, ricorre praticamente solo nei dati svizzeri di Spendere Meglio;44 dal momento che gli articoli della rivista ticinese sono spesso traduzioni dal tedesco, si può supporre che presso Nmc sia influenzato dalla struttura tedesca bei Nmc.45

La variazione tra a e da, invece, può essere correlata a fattori sintattici:

(13) Un chilo di sale all’Iper di Grandate o al Carrefour di Como costa 15 centesimi. In Svizzera, pochi chilometri più a nord, il prezzo è oltre sei volte superiore. Non sempre però fare la spesa in Italia è così conveniente: all’Aldi di Chiasso un chilo di tonno costa fr. 6.10, al Bennet di Montano Lucino oltre il doppio: fr. 14.12 (SM 4/10)

Nei nessi evidenziati, a + articolo non è sostituibile con da, come invece sarebbe possibile negli esempi citati sopra. Dal momento che ricorre una specificazione (locativa) del marchionimo, “all’Iper di Grandate”, la soluzione con preposizione articolata alla sembra l’unica effettivamente possibile.

Meno usuale è la preposizione in combinata a un predicato quale vendere:

(14) Concorda il presidente Coop Aldo Soldi: «[…] L’incidenza su tutto il pane venduto nelle nostre Coop è stata dell’8% lo scorso anno, ma stiamo superando l’11% in questo primo scorcio del 2008». (CORIS MON2008_10)

Sul ricorrere di in influiscono tanto il valore del marchionimo Coop, tendente al nome comune (si noti l’uso al plurale), quanto la presenza dell’aggettivo possessivo.

Nei costrutti visti sin qui l’uso di diverse preposizioni con valore locativo ha un risvolto concretamente morfosintattico e uno, più sottile, di tipo categoriale. Quanto al primo punto: soltanto a prevede il ← 214 | 215 → ricorrere di un determinatore davanti al nome commerciale; si tratta di una presenza necessaria, combinatoriamente condizionata. Ne consegue che i marchionimi che compaiono in supplementi locativi introdotti da a sono formalmente più simili ai nomi comuni di quanto non lo siano quelli preceduti dalle preposizioni da e presso, senza articolo. Questo ha un influsso sulle scelte linguistiche delle imprese (cf. Janner 2012a: 165–168 per le differenze di autorappresentazione tra le aziende svizzere Migros e Coop). Carattere di nome proprio e prestigio, d’altra parte, possono essere coincidenti: si fanno acquisti alla Coop o da Coop, ma un abito firmato si comprerà da Prada, non certo alla Prada. La preposizione da, peraltro, è quella che si combina con gli antroponimi nelle espressioni (mangiamo) da Gianni, (vado) da Lea (cf. La Fauci 2009: 208).

Varietà di realizzazioni formali del supplemento locativo si incontrano anche in relazione al predicato verbale lavorare:

(15) Quando lavoravo alla Fiat e vedevo che un lavoratore col figlio malato non poteva stare a casa ad assisterlo, leggevo quel fatto come un sopruso, una violazione agli insegnamenti di carità. (CORIS STAMPAPeriodici)

(16) “[…] Aveva tanto male, ma non ne parlava quasi. Come della fabbrica, prima. Quando lavorava alla Michelin mi diceva soltanto che faceva lavori brutti, che ogni tanto non riusciva a respirare. […]”. (CORIS STAMPAQuotidiani)

(17) Era stato Enrico di Napoli Alliata, un uomo colto e illuminato, di grande capacità professionale, che allora lavorava all’AGIP, a trasmettermi la sua passione […]. (CoLFIS, periodico)

(18) Pietro […] ha 32 anni, è laureato in biologia e ha cominciato a lavorare in Ferrero nell’85, prima nello stabilimento di Allendorf, in Germania, e poi ad Alba […]. (LaR)

(19) Ma negli anni Sessanta di questo secolo Vittorio Valletta ha chiamato i meridionali a lavorare in Fiat, perché erano indispensabili per tenere il ritmo dell’impetuoso sviluppo dell’automobile […]. (CORIS STAMPAPeriodici)

(20) È un dialogo a distanza con tutti quelli che hanno denunciato la sua scalata ed è anche un decalogo del berlusconismo adattato all’azienda Mondadori: Non vogliamo prenderci rivincite con nessuno. Da domani davanti a tutti quelli che lavorano in Mondadori, ci sarà una pagina bianca. (LaR) ← 215 | 216 →

Nel §3.1.2 si è osservato che i costrutti entrare in e entrare alla presentano una differenza di valore, dove entrare in può avere interpretazione finanziaria; l’alternanza tra lavorare alla e lavorare in, al contrario, parrebbe piuttosto di timbro stilistico e diacronico, il secondo tipo essendo più recente (cf. La Fauci 2009: 209) e parte ormai dell’italiano tendenziale. Stefano Bartezzaghi (2010: 89–90) registra la costruzione “in + nome dell’azienda per cui si lavora” come uno dei “tormentoni” dell’italiano contemporaneo e osserva: “La misteriosa trasformazione si è prodotta negli anni della ristrutturazione industriale e finanziaria. Per qualche ragione i posti di lavoro hanno perso il diritto agli articoli determinativi.” Nei contesti delineati l’utilizzo della preposizione in per i nessi a valore locativo è un tratto in espansione (cf. Zardo 1997: 39n) e non si limita più esclusivamente a chi ha una relazione di lavoro con l’azienda, al contrario di quanto notava in passato Renzi (1988: 396).

Il nesso in Nmc si diffonde peraltro in molteplici contesti sintattici:

(21) Ecco Maura Monteverdi, in Barilla da ventiquattro anni, e Andrea Repetati, da uno soltanto. Tutti e due ripetono: “Pietro Barilla? Uno che quando ti incontrava ti salutava per primo”. (LaR)

(22) A 48 anni Cravero entra nel gotha del gruppo. Complice l’improvviso abbandono del suo capo, uno dei principali collaboratori di Luca De Meo diventa così il numero uno in Alfa Romeo. (CORIS MON2008_10)

(23) È dello stesso parere Davide Grasso, laurea in economia e commercio a Torino, assistente di marketing in Gft e poi account executive all’Armando Testa e dopo il master alla Sda Bocconi una carriera di successo in Nike […]. (CORIS STAMPASupplementi)

(24) Sulla stessa lunghezza d’onda lo scrittore Corrado Stajano, per molti anni consulente dell’Einaudi, una breve esperienza in Mondadori: I sistemi di organizzazione industriale saranno applicati all’editoria con una rigidezza maggiore che nel passato. (LaR)

(25) I tre sindaci – il presidente Franco Iorio e i due membri del collegio Pierluigi Martinelli e Aldo Migliorisi – sono arrivati in Mondadori alle 15. (LaR)46 ← 216 | 217 →

Il costrutto lavorare per presenta una diversa sfumatura di significato:

(26) In quest’occasione è stato allestito uno spazio in omaggio a Wifredo Ricart, geniale ingegnere spagnolo che ebbe occasione di lavorare per l’Alfa Romeo e che ideò e costruì le celebri vetture spagnole Pegaso. (CORIS STAMPASupplementi)

(27) In due settimane Young ha visitato una dozzina di stabilimenti che lavorano per Nike in Cina, Indonesia e Vietnam parlando con il management e i lavoratori […]. (CORIS STAMPASupplementi)

La preposizione per non è sostituibile con in o alla, che porterebbero all’interpretazione “essere impiegato presso”, che invece non vale per questi costrutti.

Seguono altri esempi di supplementi locativi con indicazione del luogo di lavoro:

(28) Silvio, forse recitando un copione studiato a lungo con la moglie, ha riferito della sua vita piena di guai cominciati due anni e mezzo fa quando, assunto all’Alfa, era stato messo poco dopo in cassa integrazione e quindi licenziato. (CoLFIS, quotidiano)

(29) Un lavoro ce l’ha già Enrico Tauraso, 20 anni, di Fossano: Sono operaio alla Michelin. A dicembre comincerò il servizio civile. (CORIS STAMPAQuotidiani)

(30) Di Bartolomei a Roma aveva sposato Marisa, un’affascinante ex indossatrice, divorziata e madre di un figlio, che faceva la hostess all’Alitalia. (CoLFIS, quotidiano)

(31) “Spero che non vengano rifatti gli errori del passato”, ha ammonito il novello Mosè, Roberto Danieli. Errori che i tre fratelli trevigiani – con Roberto in Diadora lavorano i fratelli Diego e Luigi – hanno saputo evitare abbandonando negli anni 60 il loro settore di punta, gli scarponi da sci. (LaR)

(32) Dietro all’Ethical Coffee Company c’è la figura di Jean-Paul Gaillard, fino al 1997 impiegato presso Nestlé, dove ha contribuito al successo delle capsule Nespresso. (SM 5/10)

Si osserva di nuovo che l’unico caso di presso ricorre nei dati di Spendere Meglio. ← 217 | 218 →

I nessi “passaggio + supplemento locativo” hanno interpretazioni diverse a seconda dei contesti d’uso:

(33) Dani comunque viaggia veloce, esattamente come viaggiano veloci i rumors su un suo possibile passaggio in Yamaha nel 2010. (CORIS MON2008_10)

(34) Il passaggio [di Andrea Aghini] alla Lancia arriva alla fine del 1991: “Mi hanno messo alla prova nei rally di Sanremo e Spagna, poi mi hanno ingaggiato per alcune gare del ’92 […]”. (CoLFIS, quotidiano)

(35) L’eventuale ingresso degli Agnelli, nel quadro di un passaggio della Fiat Auto alla Renault, complicherebbe ulteriormente le cose e la banca Lazard sarebbe stata incaricata di trovare una soluzione tecnica a questo problema. (CoLFIS, quotidiano)

Nei primi due esempi è questione del trasferimento di un pilota da una squadra a un’altra. In (35), invece, il soggetto non è un individuo, bensì la Fiat Auto: si tratta qui dell’inclusione di un’impresa in un’altra.

Infine va ricordato che anche marchionimi interpretabili come prodotti sono passibili di ricorrere in supplementi locativi:

(36) Le etichette non riportano la quantità [di anidride carbonica] aggiunta durante l’imbottigliamento, ma solo quella presente naturalmente alla sorgente (2.150 milligrammi per litro nella Ferrarelle, che è effervescente naturale, e appena 5,3 mg per litro per la Sanpellegrino che ha le bollicine aggiunte). (CORIS STAMPAPeriodici)

La presenza dell’articolo determinativo differenzia quest’uso da quelli visti sinora e lo allinea con quello dei nomi comuni (cf. anche nelle nostre Coop, es. 14).

3.4.2  Mezzi di trasporto

I supplementi predicativi che indicano l’utilizzo di un mezzo di trasporto si realizzano nei testi attraverso strutture formalmente diverse, interpretabili – secondo le tradizionali partizioni della grammatica – come complementi di mezzo o strumento. ← 218 | 219 →

Ricorre in particolare la struttura in Nmc:

(1) Qui sono meno popolare, posso girare liberamente per la strada senza essere riconosciuto da nessuno […]. Giorni fa ho viaggiato in Harley Davidson con mia moglie Corinna da Las Vegas al Colorado […]. (CORIS MON2001_04)

(2) Mi fidanzai con il primo che si presentò in vespa: era stupendo, tutte le mie amiche si erano invaghite di lui. (CoLFIS, periodico)

(3) Gli autogrill arrivarono negli anni 50, nell’Italia degli osti stupirono con la loro architettura futuribile, al popolo stanco delle fatiche in treno e di gite in lambretta offrirono un paesaggio nuovo e la tentazione peccaminosa del consumo. (CORIS STAMPAQuotidiani)

(4) Il caffè è un porto di mare per venditori ambulanti e spiantati, è una casbah dove transitano acrobati, avventurieri in moto Guzzi, crocchi di infelici dirimpetto a camarille di pomposi lestofanti. (LaR)47

(5) E la settimana successiva in piazza Prealpi la condanna a morte tocca a Filippo Cilione, 40, misterioso disoccupato che viaggia in Lancia Thema. (CoLFIS, quotidiano)

Prevalgono gli usi con marchionimi riferiti a ciclomotori ma non mancano marche di automobili (5), sulla falsariga dei costrutti in auto, in treno, in moto. E la struttura, nella sua riconoscibilità, si presta a ricorrere anche in usi traslati:

(6) Alla fine del campionato, il suo avvocato [di Fabio Capello] fa il giro dei tribunali e in un attimo lui è ridotto come un barbone. Diciassette miliardi vanno al Barcellona «che andrebbe retrocesso», cinquantuno alla società Juve che «dovrebbe essere sciolta»; alla fine a Capello non rimangono neanche i soldi per fare una gita in kleenex a Ostia. (CORIS STAMPAQuotidiani)

L’assenza di determinatore distingue questa struttura in Nmc da altri usi, per es. locativi (nella Ferrarelle), e dai casi in cui la presenza dell’articolo non determina una variazione di significato (investire in/nella Nike). ← 219 | 220 →

Un altro tipo di supplemento locativo è introdotto dalla preposizione su:

(7) Nel ’46, quando non c’erano mezzi, lo portavo in giro sulla mia Guzzi. (LaR)

(8) Due nibbi in divisa da poliziotto su una Guzzi sfrecciano da via Chiaia a via S. Anna di Palazzo […]. (LaR)

(9) Con gli amici-comparsa (amici veri, per carità, salvo che molti non si conoscono fra di loro) dapprincipio un po’ spaesati, infine anche loro perfetti nella parte: […] due architetti trentenni, i più teneri di tutti, arrivati su una Yamaha […]. (LaR)

(10) Dietro Haslam sono arrivati altri tre piloti britannici: Cal Crutchlow, su Yamaha, che ha concluso in 1’341, Jonathan Rea, con la Honda del Team Ten Kate, e James Toseland, con la Yamaha ufficiale […]. (CORIS MON2008_10)

(11) È un’abitudine salire sulla Mercedes con la targa tedesca, attraversare uno spicchio di Costa Azzurra e mezza Italia. (CoLFIS, quotidiano)

(12) E alle 2,20 è lo stesso Ciarrapico, con la bozza dell’accordo, a saltare su una Mercedes ed andare in via Rovani da Berlusconi: Firmiamo, firmiamo, prima vado e prima torno, sorride. (LaR)

Anche in questo caso marchionimi che alludono ad autovetture e a motociclette si alternano entro una struttura che, rispetto alla precedente, si presenta come più flessibile: ricorrono sia usi determinati (e modificati) che non determinati dei nomi commerciali. L’uso senza determinatore, nell’esempio (10) e in altri simili reperibili nei dati, ricorre perlopiù in relazione a gare sportive.

Con marchi di automobili ricorre pure la preposizione (articolata) con:

(13) Poi via di corsa con la Bmw della ballerina verso l’aeroporto. (CoLFIS, quotidiano)

Nei dati sono inoltre attestate locuzioni preposizionali quali al volante di o in sella a(Det)/a cavallo di(Det) Nmc, che introducono nomi commerciali riferiti, rispettivamente, ad automobili e a ciclomotori:

(14) Dunque, alla barriera di Milano Sud è stato fermato e identificato un automobilista che al volante di una Bmw M5 viaggiava a 205 orari a un chilometro dal casello. (CoLFIS, quotidiano) ← 220 | 221 →

(15) Il francese Thierry Van Den Bosch, tornato in sella all’Aprilia (team PMR-H2O) dopo aver corso la passata stagione con la TM, si è aggiudicato la prima prova stagionale di quest’anno degli Internazionali d’Italia di Supermoto. (CORIS MON2008_10)

(16) Si passava la notte sotto una tenda, alla Tosa, anche quando la Formula 1 miliardaria era un pianeta impensabile, gli dèi del rombo correvano su due ruote e i primi capitoli dell’epica di questo circuito si scrivevano a cavallo di Guzzi, Gilera, Ducati, MV. (LaR)

Nel paragrafo precedente si è discusso del costrutto lavorare in Nmc. Esso ricorre nell’esempio seguente, ma con un’interpretazione diversa:

(17) All’epoca c’erano pochi privilegiati che possedevano una supercar di Maranello – ci correvano la domenica o andavano semplicemente a fare un giro fuori porta – ma per il resto della settimana andavano a lavorare in Maserati, perché era più comoda, dava meno problemi ed, eventualmente, poteva ospitare un paio di amici. (LaR)

Diversa è qui la conformazione sintattica del costrutto (si tratta del nesso “andare a lavorare (in Nmc)”) e diverso è, paradigmaticamente, il valore della preposizione: a differenza del costrutto lavorare in Fiat/in Mondadori, qui essa non è sostituibile da alla ma, eventualmente, da su/con + articolo.

3.4.3  Abbigliamento

La rassegna dei supplementi predicativi si conclude con un altro tipo di nesso in Nmc:

(1) Rosie Huntington Whiteley seduce Londra in Burberry (<www.sfilate.it> [titolo])48

(2) Già negli anni 50 la rivista Life aveva pubblicato in copertina il presidente Eisenhower in Lacoste, ma le magliette sono diventate davvero globali solo nel 1963, quando il figlio Bernard, che tuttora siede a capo dell’impero di famiglia, prese il posto di René […]. (LaR) ← 221 | 222 →

(3) Cos’altro sapeva [di Adelaide]? Ah, sì, che s’era accompagnata con Federico Laterza, una belva in gore-tex che al nostro stava sulla punta da morire, e che aveva una sorella più grande sorprendentemente carina. (Brizzi 1994: 15)

(4) “La passione per le scarpe calzate dai boscaioli americani – ha detto al New York Times Daniela Marino, direttrice di un’agenzia turistica – è scattata dopo una foto degli inizi anni ottanta in cui si vedeva Giovanni Agnelli in Timberland”. (CoLFIS, quotidiano)

(5) Il mercato è immenso, ed è il neo-mercato della scarpa sportiva, delle Timberland per chi non ha mai messo piede su una barca, delle Tod’s come Luca Montezemolo portate con il blazer, dell’estate affrontata in Birkenstock, non belle sì, da asceta camminatore, ma sfacciatamente comode. È il mercato degli infiniti pomeriggi in Reebok anche quando non si va in palestra. (LaR)

Il costrutto è modellato sul tipo in camicia, in giacca e cravatta, in ciabatte (e anche in bianco, in lungo, utilizzati in relazione all’abbigliamento). Si tratta di una metonimia della marca per l’abito o la calzatura. L’es. (3), “una belva in gore-tex”, presenta una metonimia più complessa: il marchio registrato di un tessuto per gli abiti prodotti con esso.

Funzionalmente il nesso è una modificazione predicativa49 che manifesta diverse proprietà sintattiche: a seconda delle ricorrenze, ha una funzione comparabile al complemento predicativo del soggetto (1) o dell’oggetto (2; 4), alla modificazione aggettivale (3; 5: “infiniti pomeriggi in Reebok”) o avverbiale (5: “l’estate affrontata in Birkenstock”).

La principale caratteristica di questo nesso in Nmc è il suo ricorrere sempre senza determinatori, come nel caso dei veicoli (§3.4.2). La struttura pare inoltre riservata al nome commerciale non modificato: nel caso di nessi più complessi, come quello riportato di seguito, ricorre la preposizione con e non si dà sostituibilità con in Nmc.

(6) Margherita è quella con le Superga mezze rotte e la maglia con le chiazze d’unto. (LaR) ← 222 | 223 →

Conclusioni

Il capitolo ha passato in rassegna alcune ricorrenze, accomunabili secondo un’ottica formale ma funzionalmente e combinatoriamente diverse, di nomi commerciali preceduti da preposizione. Si sono approfonditi nessi nominali in funzione argomentale, legittimati dal predicato; complementi del verbo e del nome, che fungono da modificatori rispetto a questi; supplementi predicativi (locativi e non).

L’accento è posto ancora una volta sulle relazioni e differenze sintattiche; pertanto si sono distinti i nessi preposizionali in base alla funzione sintattica che svolgono nella proposizione.50 In costrutti quali “Young è stato assunto dalla Nike” e “non si può chiedere ad Alitalia di salvare Malpensa” il nesso introdotto dalla preposizione è legittimato dal predicato verbale a ricorrere nella proposizione e vi svolge funzione argomentale, di soggetto nozionale (in costrutti passivi) o di oggetto indiretto. Così pure nel caso dei complementi preposizionali del predicato, per es. “34mila persone vivono di Kodak” o “era più conveniente investire in Marelli”, si può riconoscere al marchionimo funzione di argomento introdotto da preposizione (o, meglio, si tratta di predicati complessi: vivere di, investire in).

Nei casi restanti, per contro, la funzione di Prep Nmc è di tipo predicativo: il nesso modifica un nome (“la decisione della Fiat”, “i camion dell’Iveco”, “presidente di Adidas”, “febbre da Playstation”) oppure si pone come supplemento predicativo rispetto alla proposizione semplice, nel caso dei nessi a interpretazione locativa (“8 [prodotti] costavano meno da Migros”; “sono operaio alla Michelin”). Infine, i costrutti del tipo in Vespa e in Birkenstock sono utilizzati tanto come modificazioni di un verbo (“ho viaggiato in Harley Davidson”, “saltare su una Mercedes”) quanto come modificazioni di un nome (“gite in lambretta”) oppure ancora come complementi predicativi di un nesso argomentale (“si vedeva Giovanni Agnelli in Timberland”). ← 223 | 224 →

I principali aspetti combinatorî considerati sono due: la preposizione (tipologia; presenza/assenza) e la determinazione (presenza/assenza), in parte correlate.

Mentre per la maggior parte delle strutture non si riscontrano corrispondenze con costrutti ove ricorra una preposizione diversa, per un’ampia fetta dei supplementi locativi si presenta una sostanziale corrispondenza tra i nessi alla Nmc, da Nmc e presso Nmc. Tali preposizioni, in particolare le più frequenti a e da, possono diventare un dispositivo stilistico per mettere in luce faccette diverse del nome commerciale: negozio (aspetto di nome comune: alla Coop come al supermercato) e persona giuridica (aspetto antroponimico: da Coop come da Gianni o dal fornaio).

La corrispondenza tra costrutti con e senza preposizione concerne perlopiù di, in particolare alcuni costrutti N di Nmc in corrispondenza funzionale con N Nmc: 1) quelli in cui è riconoscibile un rapporto tra prodotto e produttore, per es. “orologio (della) Swatch”; 2) quelli con un nome [+ umano] designante relazioni sociali o professioni svolte in seno all’azienda, come “operaio (dell’)Alfa” o “presidente (della) Coop”; 3) quelli in cui il marchionimo ha funzione di aggettivo relazionale: “obiettivo (della) Fiat”, “stand (della) Nutella”. Questa variazione, che generalmente non si presenta con i nomi propri prototipici, costituisce uno dei tratti peculiari dei nomi commerciali a livello combinatorio.51

L’ultimo aspetto ricordato, l’alternanza libera tra presenza e assenza di determinatori, è già stato osservato come caratteristico dei nomi commerciali (cf. §1.1.2). In relazione al ricorrere di preposizioni se ne possono delineare alcune specificità.

Con la preposizione di in genere l’articolo costituisce variante libera. Questa è, del resto, una caratteristica dei marchionimi che li differenzia dagli antroponimi: la giacca di Ivo e la giacca dell’Ivo sono sì equivalenti ma con una differenza di natura diatopica che non intercorre invece tra la decisione di Fiat e la decisione della Fiat. Costituiscono ← 224 | 225 → eccezione alla variazione libera i costrutti N di Nmc in cui si riconosce una relazione contenente-contenuto (tazzina di Lavazza, pacchetti di Marlboro): qui il marchionimo non è determinato. Vi è inoltre il caso dei marchionimi a carattere fortemente antroponimico, come Valentino o Calvin Klein, per i quali la versione con determinatore è meno probabile.

Quanto alla preposizione a, vanno distinti gli usi locativi, anche metaforici (entrare alla Nmc ‘essere assunto presso Nmc’), dagli usi in funzione argomentale (per es. come introduttore di oggetto indiretto): i primi sono di norma articolati, mentre i secondi presentano l’alternanza libera ricordata altrove come tipica dei marchionimi.

La preposizione da può essere o non essere articolata quando introduce il soggetto nozionale di un costrutto passivo, mentre ricorre senza determinazione in strutture come sorriso da Colgate e quando ha funzione di supplemento locativo (in vendita da Ikea), il che ne sottolinea il carattere di nome proprio rispetto alla variante con preposizione a, usualmente articolata.

Con la preposizione in si delineano casi diversi. I tipi in Fiat, in Vespa, in Lacoste (come supplementi predicativi) non sono articolati. Gli usi locativi (nelle nostre Coop) sono perlopiù articolati. Non ricorre un determinatore, per contro, qualora al costrutto in Nmc corrisponda il tipo a(Det) Nmc: passaggio in Yamaha/passaggio alla Lancia, lavorare in Fiat/lavorare alla Fiat. Altri supplementi che modificano il predicato verbale ricorrono sia con, sia senza determinatore, laddove in alcuni casi si delinea una differenza semantica tra le due varianti (entrare in Nmc, detto di persone che vengono assunte da un’impresa; entrare nella Nmc, detto di enti che partecipano finanziariamente alle sorti di una ditta), mentre in altri la variazione non ha conseguenze sul significato (investire in/nella Nmc).

L’analisi dei nessi preposizionali condotta secondo una prospettiva sintattica e funzionale, qual è quella proposta da La Fauci (2009), si è rivelata più fruttuosa, per la comprensione e la categorizzazione di tali nessi, di quanto non sarebbe un’analisi tradizionale dei complementi, fondata su interpretazioni del valore semantico (si è già visto quanto questo aspetto sia spesso difficile da valutare in rapporto ai marchionimi). ← 225 | 226 →

Emergono, anche nel caso dei nessi preposizionali, alcune specificità dei nomi commerciali in una prospettiva sintattica, soprattutto per quanto riguarda la determinazione, correlata non solo alla presenza di determinate preposizioni ma anche alle caratteristiche sintattiche dei costrutti ove ricorrono i marchionimi. Combinati in unità maggiori, al livello della proposizione, essi presentano altre strutture e caratteristiche tipiche: è quanto si approfondirà nel capitolo che segue.


29 E pure fare la modella per: “Cosa faceva prima di diventare caporedattore per la finanza? «La modella per Adidas, Puma, Nike. […]»” (CORIS STAMPAQuotidiani).

30 Cf. Treccani s.v. investire2: “Impiegare utilmente risparmî (o somme in genere) in capitale o in imprese fruttifere, fare degli investimenti: i. grosse somme in case, in terreni, in azioni; i. il ricavato di una vendita in titoli di stato” (<www.treccani.it/vocabolario/investire/>, 4.6.2015).

31 Ricorre inoltre l’espressione nominalizzata: “L’operazione […] comporta globalmente per Ifi-Ifil un investimento in Fiat di circa 900 miliardi” (CoLFIS, periodico).

32 Con l’equivalente nominalizzato: “Il mio ingresso in Mondadori è un investimento” (LaR).

33 Con questo significato ricorre inoltre la struttura arrivare in: “Presidente della Fiat Auto, proprio in seguito all’abbandono di Umberto, Garuzzo era arrivato in Fiat grazie a Carlo De Benedetti” (LaR).

34 Ovviamente non sono esclusi altri valori. In una pubblicità di Banca Mediolanum reperita su LaRepubblica (novembre 2016) si legge per es.: “Scegli la sicurezza, entra in Mediolanum.” Ancora una volta, l’intento comunicativo potrebbe fare la differenza; bisognerebbe verificare la ricorrenza di questa struttura e del relativo valore in testi non pubblicitari.

35 Espressioni di forma esplicitamente aggettivale come fiatese, lavazziano o benettoniano (cf. cap. 5) non si trovano se non raramente nel discorso; solitamente, infatti, i marchionimi si presentano come aggettivi invariabili, per ragioni che – si ipotizza – hanno a che fare tanto con il principio di economia linguistica (una stessa forma può ricorrere con più funzioni) quanto con certa reticenza a creare o utilizzare nomi propri modificati morfologicamente.

36 Si noti, in questo esempio e nel successivo, la mancata elisione dell’articolo, per niente rara davanti a marchionimi inizianti per A (non ci risulta che ciò sia mai stato osservato in relazione ai nomi commerciali). Nel caso di “(la) Aia” questo avviene in maniera pressoché totale, come mostrano le ricorrenze del corpus LaR; la non-elisione pare imporsi pure per la funzione disambiguante rispetto al poleonimo L’Aia.

37 Tale assenza si riscontra in maniera sistematica con firme dell’alta moda anche nei romanzi di Moccia e Brizzi (v. cap. 7): “jeans di Missoni” (Brizzi 1994: 30); “il vestito di Valentino” (Moccia 2004: 55 e 63); “la cinta doppia di Camomilla” (Moccia 2004: 122). La preposizione è invece articolata negli altri casi N di Nmc, che sono la maggioranza: “il supercronografo della Swatch” (Moccia 1992: 98); “la maglietta nera, elasticizzata della Onyx” (Moccia 2004: 12); “la crostatina del mulino bianco” (Brizzi 1994: 49).

38 Si confrontino i costrutti ha fatto l’operaio alla Fiat e ?ha fatto il martellatore alla Plasmon.

39 Nel caso di nomi [+ umani] che non designano una professione, per es. “il fondatore della Kodak, George Eastman” (CORIS STAMPASupplementi), sembra più probabile il costrutto con preposizione.

40 Per il valore di uomo e uomini si veda inoltre il titolo dell’articolo dal quale è estratto il brano (18): “Scontro di manager, Romiti sotto tiro”.

41 Cf. anche “Fino a qualche tempo fa ci si preparava tra bagno e guardaroba, un colpo di rimmel e uno di spazzola” (CORIS MON2005_07).

42 Quando i nomi commerciali di questa struttura sono (originariamente) riferiti all’impresa, si tratta di usi metonimici per il prodotto (§1.1.3): “tre pacchetti di Marlboro” corrisponde a “tre pacchetti di sigarette Marlboro”, un tipo di costrutto che ricorre nei dati con minore frequenza (nel corpus LaR vi è una sola ricorrenza di “pacchetto/-i di sigarette Marlboro”, di contro a 37 casi di “pacchetto/-i di Marlboro”).

43 Per opposizione si veda il caso di “un decennio – gli Anni Ottanta – di follie finanziarie con tanto di yuppies dai Rolex d’oro” (CORIS STAMPAQuotidiani). Qui la preposizione da, oltre a essere articolata, è paradigmaticamente equivalente a con; non si riscontra un rapporto di tipo causale.

44 Nel resto dei dati ricorre solo con nomi di case editrici, nel costrutto “edito presso N”. In generale, presso è poco usato nei dati di provenienza italiana, mentre quelli tratti da Spendere Meglio presentano frequenze ben più alte, soprattutto in combinazione con marchionimi.

45 Per es. “Wer bei Migros oder Coop ein Erdbeerjoghurt kauft, zahlt bei beiden Grossverteilern im günstigsten Fall 42 Rappen pro Becher” (K-Tipp 08/15; <www.saldo.ch/artikel/d/hohe-preise-fuer-oft-unnoetige-lebensmittel/>, 1.6.2015).

46 Questo è l’unico esempio in cui al marchionimo sia associata l’interpretazione di ‘luogo fisico’.

47 Si rammenta che in Moto Guzzi anche il nome comune è parte del marchionimo, benché capiti – come qui – che sia riportato con iniziale minuscola. La ricorrenza della struttura citata parrebbe mostrare che anche i parlanti percepiscono l’appartenenza di moto al nome di marca.

48 <www.sfilate.it/133154/rosie-huntington-whiteley-seduce-londra-in-burberry> (3.11.2014).

49 Un complemento di modo o maniera, in una tradizionale prospettiva semantica: cf. Zingarelli s.v. in (1)6.

50 Tradizionalmente i complementi, “considerati tutti a pari titolo elementi facoltativi della frase”, sono suddivisi secondo criteri semantici e interpretativi, ciò che – come osserva Lo Duca (2010) – rappresenta il principale difetto dell’analisi della frase.

51 Il fatto che nei costrutti senza preposizione non sia possibile integrare l’articolo davanti al nome commerciale (?orologio la Swatch), fatti salvi ovviamente i casi in cui un articolo sia parte integrante del marchionimo (orologio “La Strada” di Chopard), mostra inoltre che esso non vi svolge funzione di nome (ma di aggettivo).