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Raccontare e Inventare

Storia, memoria e trasmissione storica della Resistenza armata in Italia

Cecilia Winterhalter

L’oggetto di questo saggio sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza armata in Italia è il racconto che viene «inventato» per narrare gli eventi passati o la memoria selettiva. Si tratta di uno studio su storia e memoria e sul modo in cui funzionano e sono trasmesse. Basandosi sull’analisi di fonti disparate come le riviste storiche divulgative, le immagini fotografiche e documenti alleati e tedeschi, esso osserva le discrepanze tra i fatti (storia) e la loro narrazione (memoria). Inoltre studia come sono narrati i fatti, come si ricorda e si dimentica, chi è il narratore (testimoni, seconda generazione, collettività) e come ciò influisce sul racconto tramandato. Il testo tenta di capire se c’è una ragione per la forma narrativa scelta e quale potrebbe essere. Prendendo spunto dal funzionamento psicologico della memoria individuale, esso osserva la memoria collettiva e come, nel dopoguerra, l’Italia narrandosi «sceglie» o «inventa» una memoria che le dia una nuova identità.

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Prefazione

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Luisa Passerini È benvenuto, nel dibattito italiano sulla memoria e la storia della Resistenza, il contributo di una giovane studiosa di origine svizzera, risultato della rivisitazione e riduzione di un’ampia e articolata tesi di dottorato condotta presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze. La ricerca di Cecilia Winterhalter ha un’approccio innovativo al tema della memoria: partendo da un livello che si potrebbe definire di psicologia sociale, vuole rendere comprensibile la memoria collettiva e spiegare perché e come – nel caso dell’Italia – si ricordino nel dopoguerra certi fatti specifici della resistenza al nazifascismo e non altri. L’ipotesi di fondo è che i bisogni individuali e collettivi sono gli autori di una sorta di “invenzione della storia”, un termine ripreso dal titolo del libro di Eric Hobsbawm e Terence Ranger sull’invenzione della tradizione. L’autrice dichiara di aver scelto come oggetto la resistenza armata nell’Italia del 1943–45 perché è un tema particolarmente adatto a mostrare le discrepanze fra storia e memoria pubblica e la loro importanza nella vita pubblica italiana, e di avere privilegiato la resistenza armata rispetto a quella civile perché la prima produce più frequentemente dati valutabili che svelano il divario tra racconto ed eventi. Cecilia Winterhalter definisce innanzitutto concetti come l’uso pubblico della storia e la memoria pubblica, analizzando il rapporto tra memoria e oblio e confrontando le funzioni della memoria individuale e collettiva. Prende in esame aspetti come il senso di colpa, la vergogna e la mancanza di volontà di ricordare presso vittime e responsabili. Questa parte costituisce una sorta di premessa teorico...

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