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Raccontare e Inventare

Storia, memoria e trasmissione storica della Resistenza armata in Italia

Cecilia Winterhalter

L’oggetto di questo saggio sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza armata in Italia è il racconto che viene «inventato» per narrare gli eventi passati o la memoria selettiva. Si tratta di uno studio su storia e memoria e sul modo in cui funzionano e sono trasmesse. Basandosi sull’analisi di fonti disparate come le riviste storiche divulgative, le immagini fotografiche e documenti alleati e tedeschi, esso osserva le discrepanze tra i fatti (storia) e la loro narrazione (memoria). Inoltre studia come sono narrati i fatti, come si ricorda e si dimentica, chi è il narratore (testimoni, seconda generazione, collettività) e come ciò influisce sul racconto tramandato. Il testo tenta di capire se c’è una ragione per la forma narrativa scelta e quale potrebbe essere. Prendendo spunto dal funzionamento psicologico della memoria individuale, esso osserva la memoria collettiva e come, nel dopoguerra, l’Italia narrandosi «sceglie» o «inventa» una memoria che le dia una nuova identità.

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4. Gli alleati ed il loro giudizio sui partigiani

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I due capitoli che seguono cercano nei documenti il giudizio che alleati e tedeschi hanno dei partigiani durante la Resistenza, con l’intento di capire come questa lettura dei fatti incide sull’idea della Resistenza trasmessa dalla storia. Tale giudizio non dipende da ciò che è avvenuto, ma dalla valutazione dei relatori degli eventi accaduti, che è dovuta alla loro immagine di se stessi, ai loro obiettivi e bisogni e al loro rapporto con i partigiani, cioè a fattori soggettivi. Questo giudizio soggettivo, influisce sul racconto dei partigiani. Il giudizio alleato1 della Resistenza è studiato, osservando gli aiuti alleati ai partigiani e quelli partigiani agli alleati e l’adattamento alleato agli “irregolari”, in diversi momenti dell’avanzata fino alla Liberazione. Gli obiettivi e i bisogni alleati influenzano il loro giudizio, si osserva il dibattito sull’uso migliore della Resistenza, sul suo ruolo nella resa ed il coincidere o meno dei desideri partigiani con quelli alleati. Il giudizio può essere generale in base alle notizie raccolte, tecnico in base ai propri limiti, ai problemi reali e alle proprie capacità di giudizio oppure particolare in base ai bisogni dei comandi e all’importanza attribuita ai partigiani che sfocia in concrete richieste di un loro impiego. Le fonti alleate usate in questo capitolo provengono dai National Archives (TNA) di Londra e sono sia inglesi, che americane. Sono stati usati fondi del War Office (WO 204) con i documenti degli Allied Force Headquarters [AFHQ; Quartier generale delle forze alleate] sulle opera- zioni nel Mediterraneo, del Allied Military Government [AMG; Governo militare alleato] nei...

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