Show Less

Crisi e possibilità

Robert Musil e il tramonto dell’Occidente

Series:

Carlo Salzani

L’Uomo senza qualità di Robert Musil si muove in modo costante tra i due poli di crisi e possibilità. Questo studio analizza tre categorie, assi portanti della modernità, che nel romanzo illustrano questo movimento dialettico: il Soggetto, lo Stato, la Storia. Con feroce ironia Musil mostra il tramonto di queste categorie e ne rivela la decomposizione, ma al tempo stesso cerca una via d’uscita per rifondare l’essenza, la socialità e la temporalità dell’agire umano. Il soggetto cartesiano, «forte», «sovrano» ed autocentrato, si sfalda; e tuttavia il romanzo cerca di scovare le possibilità di una sua rifondazione utopica nello spazio lasciato libero dalla sua dissoluzione. Nell’Impero austro-ungarico, lo Stato come identità sovrana e fondante viene meno; ma la Cacania musiliana, presentando l’esasperazione della crisi delle categorie tradizionali della modernità, è il terreno di sperimentazione più adatto per nuove possibilità. La causalità e la finalità del processo storico si frantumano; ma la tensione utopica che anima la ricerca di Musil lo porta a tentare di «reinventare» la storia su modelli diversi ed eterogenei. L’Utopia è infatti la categoria portante del romanzo e guida tutta la pars construens della filosofia musiliana: Musil non si accontenta di descrivere ed analizzare la crisi ed il tramonto di un mondo, ma propone sempre un suo superamento.

Prices

Show Summary Details
Restricted access

3. Inventare la Storia 135

Extract

CAPITOLO 3 Inventare la storia Continuamente un foglio si stacca dal rotolo del tempo, cade, vola via – e rivola improvvisamente indietro, in grembo all’uomo. Allora l’uomo dice “mi ricordo” e invidia l’animale che subito dimentica e che vede veramente morire, sprofondare nella nebbia e nella notte, spegnersi per sempre ogni istante. – Friedrich Nietzsche1 3.1 Il cammino della Storia La storicità è attributo proprio solo dell’uomo, perché solo all’uomo è data coscienza di sé; “l’animale vive in modo non stori- co, perché si risolve come un numero nel presente”2, l’uomo si emancipa invece dalla sua condizione animale e, ad opera della memoria e poi dell’astrazione, costruisce un sistema simbolico in cui inserisce il reale: la “cultura” si separa e si mette in opposizione alla “natura”. Non tutti vedono la cosa con la tragicità del giovane Nietzsche, che considera la memoria storica come causa di infelici- tà per l’uomo, per cui egli invidierebbe in fondo l’astoricità animale.3 1 F.W. Nietzsche [1874], Vom Nutzen und Nachteil der Historie für das Leben, in Sämtliche Werke, Kritische Studienausgabe in 15 Bänden, a cura di Giorgio Colli Mazzino Montinari, München und New York, 1980, vol. 1 (trad. it. Sull’utilità e il danno della storia per la vita, Milano: Adelphi, 1992, p. 6). 2 Ibidem. 3 Infatti il passo di Nietzsche continua: “osserva il gregge che ti pascola in- nanzi: esso non sa cosa sia ieri, cosa oggi, salta intorno, mangia, riposa, di- gerisce, torna a saltare, e così dall’alba al tramonto e di...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.