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Crisi e possibilità

Robert Musil e il tramonto dell’Occidente

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Carlo Salzani

L’Uomo senza qualità di Robert Musil si muove in modo costante tra i due poli di crisi e possibilità. Questo studio analizza tre categorie, assi portanti della modernità, che nel romanzo illustrano questo movimento dialettico: il Soggetto, lo Stato, la Storia. Con feroce ironia Musil mostra il tramonto di queste categorie e ne rivela la decomposizione, ma al tempo stesso cerca una via d’uscita per rifondare l’essenza, la socialità e la temporalità dell’agire umano. Il soggetto cartesiano, «forte», «sovrano» ed autocentrato, si sfalda; e tuttavia il romanzo cerca di scovare le possibilità di una sua rifondazione utopica nello spazio lasciato libero dalla sua dissoluzione. Nell’Impero austro-ungarico, lo Stato come identità sovrana e fondante viene meno; ma la Cacania musiliana, presentando l’esasperazione della crisi delle categorie tradizionali della modernità, è il terreno di sperimentazione più adatto per nuove possibilità. La causalità e la finalità del processo storico si frantumano; ma la tensione utopica che anima la ricerca di Musil lo porta a tentare di «reinventare» la storia su modelli diversi ed eterogenei. L’Utopia è infatti la categoria portante del romanzo e guida tutta la pars construens della filosofia musiliana: Musil non si accontenta di descrivere ed analizzare la crisi ed il tramonto di un mondo, ma propone sempre un suo superamento.

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Una specie di conclusione 239

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Una specie di conclusione Il romanzo di Musil è uno dei grandi classici della letteratura moder- na, una “smisurata e poliedrica enciclopedia spirituale”1 del nostro tempo, e come tale esemplifica e riassume il nodo problematico che esso presenta. L’uomo moderno, e ancor di più proprio l’uomo del Novecento, è pervaso dalla disincantata consapevolezza di aver perduto i saldi punti di riferimento a cui si aggrappava la sua iden- tità in altri tempi, di aver smarrito le categorie “forti” a cui si lega- vano le possibilità dell’agire e del comprendere, e si trova naufrago e scacciato dal paradiso della sicurezza. Il romanzo rappresenta questo dissidio e il conflitto interiore dell’uomo, narra l’odissea dell’individuo, che cerca nella vita un significato che non c’è o non si lascia trovare: “all’armonica epica fra l’esigenza soggettiva del senso e la sua presenza oggettiva subentra lo scompenso del ro- manzo, che mostra lo scarto fra quest’esigenza e la possibilità di appagarla”.2 Ulrich, come eroe del romanzo moderno, è anzitutto il prota- gonista di una scissione che lo separa dalla totalità della vita e lo divide anche nel suo intimo. Le contraddizioni del processo storico – fra emancipazione e violenza, liberazione ed esautoramento del singolo – rivelano all’individuo che, nella lotta generale, egli non può appellarsi a valori universali che possano giustificare definiti- vamente la sua scelta, e il costo che il processo storico sembra esi- gere non è soltanto la rinuncia dell’individuo a sviluppare piena- mente la propria personalità, rassegnandosi ad appiattirla nell’unilateralità del suo ruolo sociale, ma è anche la...

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