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L’ospitalità linguistica

Saggio di traduttologia comparata

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Laura Ana Lisi

L’ospitalità linguistica è una posizione tanto etica quanto epistemologica nei confronti dei problemi che presenta il compito di tradurre un testo letterario. Si tratta di permettere che un testo apra spazi nuovi nelle lingue e culture che lo accolgono, per farle risonare in maniera inedita. Il teorico Antoine Berman, in sintonia con la filosofia ermeneutica di Paul Ricœur, ha delineato i principi e le griglie metodologiche di questa teoria.
Il presente volume rende suoi quei principi e percorsi analitici per verificare la loro operatività in un lavoro di traduttologia comparata. Il corpus è dato dalle traduzioni dei racconti di El Llano en llamas di Juan Rulfo al tedesco, inglese, danese e italiano. Si identificano i processi di trasformazione – linguistica e culturale – ai quali i traduttori devono cedere nell’affrontare un’opera di lingua e pensiero stranieri. L’analisi si incentra quindi sulla descrizione delle negoziazioni necessarie per trasporre lo stile ed i micro-universi testuali di Rulfo alle quattro lingue di arrivo.
Il caso dei racconti di Rulfo, che più che altri testi richiedono la partecipazione attiva del lettore nel processo di interpretazione, risulta ideale per illustrare in che modo la traduzione può essere al contempo accesso e non-accesso al testo straniero.

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15. Il trattamento della sovrapposizione di lingue 355

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355 15. Il trattamento della sovrapposizione di lingue In questa sezione saranno esaminati alcuni casi concernenti la traduzione GHOO¶HWHURJORVVLDGHLWHVWLVWXGLDWL$QFKHVHQHOO¶RSHUDGL5XOIRnon si può parlare di eteroglossia in senso bakhtiniano ± dove questo termine è inteso come la convergenza di una pluralità di voci e di lingue ± esiste tuttavia una convergenza linguistica che si configura soprattutto nella sovrapposizione di termini di origine náhuatl allo spagnolo. Come segnalato, nella prosa di Rulfo sono numerosi i termini di origine náhuatl, definiti da alcuni dizionari FRPHµPHVVLFDQLVPL¶1, molti dei quali sono annotati nelle edizioni non mes- sicane dei racconti. Si è segnalato inoltre che alcuni critici (M. Lienhard, A. Cornejo Polar, A. Rama) inquadrano O¶RSHUDGL5XOIRnelle letterature µalternative¶, µetero- genee¶ o µdi trasculturazione¶, vale a dire, nel contesto di un tipo di scrittura in cui convivono elementi di due società e di due culture. In questi testi, in PDJJLRURPLQRUPLVXUDVLSURGXFHXQIHQRPHQRGL³LQWHUIHUHQFLDGHOi- GLRPDDPHULQGLRVXE\DFHQWHHQHOGLVFXUVRUHDOL]DGRHQHOLGLRPDHXURSHR´ (Lienhard 1990:136). A differenza, ad esempio, della scrittura di Arguedas o di Roa Bastos, la quale è marcata in maniera più evidente dal bilinguismo, nei racconti di El Llano en llamas QRQYLqXQ¶LQWHUIHUHQ]DFRQVLVWHQWHHG estensiva di una lingua preispanica. Ciò nonostante, in questi testi si trova un parlare rurale arcaico, con abbondanti prestiti della lingua náhuatl, che segnano la presenza del substrato indigeno. Per Lienhard, nella scrittura di 5XOIRVLYHULILFDXQ³µELOLQJLVPROp[LFR¶SDUFLDO´GDWRFKH sebbene quesWLWHUPLQLVLDQRJLjµQDWXUDOL]]DWL¶QHOORVSDJQRORGHO0HVVLFR HVVLFRVWLWXLVFRQR³XQDOHYHLQWHUIHUHQFLDGHOLGLRPDLQGtJHQDHQHOLGLRPD HXURSHR´2. /¶RELHWWLYRGLTXHVWDVH]LRQHVDUjSHrtanto quello di indagare come sia VWDWRWUDWWDWRLOµVXEVWUDWR¶OLQJXLVWLFRGHOWHVWRIRQWHQHOOHWUDGX]LRQL, e quali 1 /...

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