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Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

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La scrittura italiana odierna, tra modi dell’italiano parlato e dellascrittura anglo-americanaAnna-Maria De Cesare 33

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ANNA-MARIA DE CESARE La scrittura italiana odierna, tra modi dell’italiano parlato e della scrittura anglo-americana 1. Introduzione Che la scrittura italiana odierna sia cambiata rispetto a quella di qualche decina d’anni fa, in particolare che il suo registro si sia abbassato, sono dati di fatto oramai incontestabili (cfr., per tutti, Berruto 1987). Quali siano i fattori che esercitano una pressione sullo scritto, portandolo a un tono medio, è invece una domanda complessa, alla quale non si è ancora data una risposta articolata e definitiva. Il cambiamento della scrittura italiana degli ultimi decenni è generalmente attribuito a due fattori principali: (i) l’influsso dei modi del parlato e (ii) la pressione esercitata sulla lingua italiana da altre lingue, in particolare dall’inglese; l’impatto di questo fattore è molto evidente a livello lessicale: infatti, gli angli- cismi (anche non adattati) non mancano nei testi italiani, soprattutto in quelli giornalistici e scientifici. Il tema che intende affrontare il presente volume, ovvero il feno- meno del parlato nello scritto, privilegiando una prospettiva testuale, è strettamente legato al primo aspetto della questione. Come mostreranno i saggi qui raccolti, per essere in grado di valutare l’impatto del parlato sulla scrittura italiana odierna bisogna analizzare in modo approfondito vari fenomeni linguistici puntuali, pertinenti a tutti i livelli della lingua (lessico, sintassi e punteggiatura) e della costruzione del testo. Alla luce dei risultati ai quali giungono le indagini che seguono (e tenendo conto anche delle analisi proposte in Ferrari 2006), dell’impatto del parlato sullo scritto in prospettiva testuale si può dire – semplificando molto e ragionando...

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