Show Less

Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

Prices

Show Summary Details
Restricted access

Repetita iuvant. Note sulla ripetizione lessicale nella scritturacontemporanea (non letteraria) Angela Ferrari 149

Extract

ANGELA FERRARI Repetita iuvant. Note sulla ripetizione lessicale nella scrittura contemporanea (non letteraria) 1. Il problema della ripetizione lessicale 1.1. Come giustamente si osserva nella bella Piccola grammatica immo- rale della lingua italiana di Andrea De Benedetti, fatti salvi i casi del linguaggio tecnico-scientifico rivolto agli specialisti e delle licenze poe- tiche, alla tradizione della scrittura italiana la ripetizione lessicale a breve – ma anche a media – distanza è fortemente invisa: (1) Tutti [...] sono d’accordo nel giudicare la ripetizione della stessa parola in un testo alla stregua di una malattia da combattere e nel ritenere il sinonimo [con, aggiungerei, il pronome e il soggetto zero] la medicina migliore da impiegare per estirparla. (De Benedetti 2009: 96). È un’antipatia che ci viene insegnata a scuola sin dalle elementari, e che, nelle medie e nelle superiori, assume la forma di ‘una specie di diktat etico’, privo di differenziazioni interne e, se disatteso, fortemente san- zionato: (2) In mancanza di parametri oggettivi e condivisi per la correzione dei compiti scritti, certi insegnanti adottano [...] griglie di valutazione empiriche in cui la ripetizione, essendo di per sé facilmente misurabile, occupa i primi posti nella graduatoria degli errori da evitare a tutti i costi. Nessuna riflessione sull’ampia e complessa fenomenologia della ripetizione, nessun distinguo tra ripetizioni buone e ripetizioni cattive, nessuno sconto di pena per le ripetizioni inevitabili. (De Benedetti 2009: 97). Questi insegnanti sembrano peraltro non avere coscienza del fatto che attenersi alla legge della non ripetizione è tutt’altro che facile, soprattutto quando si tratti di selezionare un sinonimo,...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.