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Robert Musil teorico della ricezione

Contiene il saggio inedito «La psicotecnica e la sua possibilità di applicazione nell’esercito»

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Massimo Salgaro

Questo volume è consacrato allo studio della teoria della ricezione di Robert Musil, di cui si sono analizzate la genesi e le ripercussioni sul romanzo L’uomo senza qualità. L’autore austriaco trova delle suggestioni importanti per l’elaborazione della sua teoria nella psicotecnica, disciplina oggi nota sotto il nome di psicologia applicata. Per questo la prima parte della ricerca è preceduta da «La psicotecnica e la sua possibilità di applicazione nell’esercito», una relazione che Musil tenne al Ministero della difesa austriaco il 10 marzo 1922, qui tradotta per la prima volta in italiano.
Il presente studio analizza inoltre le strategie psicotecniche e retoriche che Musil ha utilizzato per debellare gli stereotipi del pensiero e delle emozioni dei suoi lettori. Secondo Musil quando leggiamo «ci ficcano in testa l’imbuto di Norimberga e un individuo che non conosciamo cerca di versarci nel cervello tutta la sapienza della sua mente e del suo cuore». Per favorire il rinnovamento attraverso la lettura il romanzo propone un uso improprio del concetto di «anima» e dei titoli e quattro «lettori modello»: Clarisse e Moosbrugger nel primo libro, Ulrich e Agathe nel secondo libro. La mia analisi dimostra come Musil abbia forgiato la propria teoria della lettura al confine fra la psicotecnica e la psicologia della Gestalt, contemplando sia l’effetto che l’autore intende raggiungere sul suo lettore ( Wirkungsästhetik) che l’effetto realmente prodotto o producibile ( Rezeptionsästhetik).

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2. La ricezione letteraria al confine fra psicotecnica e psicologia della Gestalt 139

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2. La ricezione letteraria al confine fra psicotecnica e psicologia della Gestalt 2.1 Confini della psicotecnica Musil non accoglie, e non potrebbe essere diversamente, la psicotec- nica pedissequamente. Sicuramente egli ne apprezza, come è stato af- fermato nel capitolo precedente, il valore pragmatico, ma rispetto alle finalità della psicotecnica ha delle riserve. La sua ricezione sembra in- oltre collegarsi in modo inestricabile con quella della psicologia della Gestalt. Mi pare perciò utile indagare, partendo dai testi di psicotecni- ca che Musil ha letto per preparare la sua relazione, i punti di conver- genza e di divergenza fra il pensiero di Musil e la psicotecnica. Oltre a corroborare le sue convinzioni sulla possibilità di influen- zare la psiche dei lettori, la psicotecnica offre a Musil la possibilità di circoscrivere meglio due dei concetti fondamentali della sua poetica, il razioide e il non razioide. La psicotecnica rientra, come tutte le scien- ze classiche, nella logica strumentale del razioide che, secondo lui, comprende tutto quello che è esprimibile in regole e leggi e che si contraddistingue per una certa monotonia. Gli eventi che sottostanno a questa logica sono descrivibili e l’apporto soggettivo di chi li osserva non può inficiare il loro valore oggettivo e universale.1 La sua antagonista è la dimensione dei valori individuali, etici ed estetici del non razioide, che Münsterberg chiama psicologia motiva- zionale e che non è, a suo avviso, nemmeno una psicologia. Da Mün- sterberg Musil apprende che questi due concetti non denotano due di- mensioni distinte ma semplicemente due prospettive...

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