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«Vel Apolline muto»

Estética y poética de la Antigüedad tardía

Jesus Hernandez Lobato

Este libro pretende reconstruir el paradigma estético que subyace a las producciones literarias y artísticas de la Antigüedad tardía (s. IV-VI d. C.), tan poliédricas y sofisticadas como tradicionalmente malentendidas. Propone para ello un nuevo modelo omnicomprensivo de análisis cultural, basado en tres pilares fundamentales. El primero consiste en la adopción de un enfoque multidisciplinar, que toma en consideración la mayor parte de las manifestaciones culturales de la época: literatura, urbanismo, filosofía, arte, religión, moda, propaganda, etc. El segundo conlleva un empleo crítico y sistemático de los principales marcos teóricos de nuestro tiempo – deconstrucción, psicoanálisis, polisistemas, etc. –, cuyas novedosas perspectivas aportan una comprensión más rica y profunda de dichas manifestaciones. Finalmente, un extremo rigor filológico preside el tratamiento de los textos.
Este nuevo modelo, válido para dar cuenta de una gran variedad de fenómenos, se ensaya mediante su aplicación sistemática a la obra de Sidonio Apolinar, uno de los autores más representativos de la estética tardoantigua. De este modo, se consigue un equilibrio entre la especulación teórica y su aplicación analítica, lo que garantiza la fiabilidad de los resultados. Se trata, en definitiva, de un trabajo pionero y único en su género, llamado a abrir nuevos caminos en el estudio de la Antigüedad tardía.

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Prefacio a cargo de Isabella Gualandri 13

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Prefacio Proteso a esibire la sua cultura in maniera pedante imitando meccani- camente i modelli del passato, nei quali si rifugia per ignorare l’inquietante realtà del suo tempo; formalmente legato a un soffocante manierismo che si concentra sulla ricerca del vocabolo insolito e della iunctura ad effetto, con un fondo frivolo che emerge evidente nella poesia a circolazione privata ma lascia le sue tracce anche in quella pubblica e nello stesso epistolario, non risparmiando nemmeno i mo- menti tragici della sua vicenda umana: questa l’immagine di Sidonio Apollinare —sostanzialmente giudicato un “cattivo poeta”— che per lungo tempo ha dominato gli studi. Ma negli ultimi decenni un rinno- vato interesse per la sua opera, parallelo al grande sviluppo della ricer- ca sulla Tarda Antichità, ha contribuito a definirne meglio la fisiono- mia e a far guardare con occhi diversi la sua ricca produzione. Una produzione che, come si sottolinea nel presente lavoro, è stata troppo spesso valutata avendo come termine di riferimento implicito l’età classica e ignorando la profonda differenza del mondo in cui Sidonio si muove, le inquietudini intellettuali che ne hanno accompagnato le vicende storiche, il diverso modo di porsi rispetto alla realtà circostan- te e alla tradizione letteraria. Da ciò l’esigenza di interrogare la sua opera non per stabilire una graduatoria di giudizi di valore rispetto alla produzione di altri mo- menti dell’antichità, ma per cercare di comprenderla dall’interno, spiegandone ragioni e funzionamento. E poiché nel quadro generale e nell’instabilità della cultura degli ultimi anni dell’impero in cui Sido-...

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