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Poetica della metamorfosi e poetica della conversione: scelte formali e modelli del divenire nella letteratura

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Monica Bisi

Il libro mira ad offrire una nuova prospettiva dalla quale leggere la dialettica fra cultura pagano-mitica e cultura cristiana che attraversa tutta la tradizione letteraria italiana. Tema comune alle due visioni del mondo, la trasformazione è figura guida dell’intera ricerca, figura che assume declinazioni differenti e prende il nome di metamorfosi nella cultura mitica e quello di conversione nella cultura cristiana. La novità della prospettiva consiste nel tentativo di una lettura di carattere retorico di questi due fenomeni, con lo scopo di formalizzare due tipi di poetica che corrispondano al tema della metamorfosi e a quello della conversione. Il taglio dell’indagine è dunque retorico e di carattere retorico vogliono essere anche le conclusioni, che affermano la possibilità di estendere a tutta la letteratura italiana le osservazioni sulla «poetica della conversione» dantesca e di affiancarle, senza che il rapporto sia necessariamente di netta esclusione, una «poetica della metamorfosi».

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Premessa 11

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11 Premessa La funzione strutturale che il mito, in particolare quello ovidiano, svolge nella Commedia, il significato del mito apollineo nel Canzoniere del Petrarca, l’elemento ‘meraviglioso’ e magico tipico dei poemi cavallereschi che vedono spesso una contro l’altra due civiltà, la discussione cinque-secentesca sulla liceità di impiegare le ‘favole antiche’ in letteratura, il recupero dell’epica alessandrina compiuto da Marino nell’Adone, le tragedie di Alfieri, la concezione foscoliana del mito classico, la classico-romanticomachia, cui prende parte anche Manzoni attraverso la Lettera sul Romanticismo e, infine, l’esplicito riuso di alcuni miti nella letteratura del Novecento1 non lasciano dubbi, come è noto, sul fatto che la dialettica fra mondo pagano e mondo cristiano rappresenti una caratteristica inaggirabile della nostra letteratura, una sorta di filo rosso che si annoda, ciclicamente, da Dante a d’Annunzio, da Quasimodo fino ai Dialoghi con Leucò di Pavese, rilanciando le possibilità dell’inventio. La contrapposizione – o forse solo l’alterità – fra le costellazioni di valori pagana e cristiana ripropone la domanda sulla loro differenza specifica e, più in particolare, sul modo con cui essa prende forma nella letteratura. Tale questione esige una risposta da ricercare non tanto sul piano dell’ideologia, quanto piuttosto sul piano retorico, indagando se le caratteristiche di questi due universi valoriali si riflettono anche nel modo in cui vengono rappresentati nella 1 Per la fortuna e il riuso del mito nella nostra letteratura si impone come imprescindibile P. Gibellini (ed.), Il mito nella letteratura italiana, Brescia, Morcelliana, 2003-2009, (vol. I, Dal Medioevo al Rinascimento, a cura di G. C....

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