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Carlo Donato Cossoni (1623-1700)

Catalogo tematico

Series:

Claudio Bacciagaluppi and Luigi Collarile

Di Carlo Donato Cossoni (1623-1700) sono conservate diverse migliaia di pagine autografe. Questa eccezionale circostanza rappresenta il punto di partenza di questo catalogo, pensato come uno strumento per studiare più a fondo i contesti nei quali il musicista è stato attivo: in particolare, la cappella del Duomo di Como, quella di S. Petronio a Bologna, quella del Duomo di Milano.
Oltre a un catalogo delle composizioni e delle fonti che le trasmettono, il volume comprende una scheda biografica e un’ampia introduzione nella quale sono raccolti i frutti di un’indagine sul repertorio, sulla sua trasmissione e ricezione, sul sistema dei generi e degli stili adottati, su alcune questioni di prassi esecutiva.
An English summary of the introduction and bilingual instructions on how to use the catalogue are provided.

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introduzione 1

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introduzione Di Carlo Donato Cossoni si conservano oggi quasi trecento composizioni musicali. Si tratta di una produzione musicale quantitativamente importante, riflesso dell’attività di un musicista assai prolifico. Seppur significativo, que- sto dato non è però in grado da solo di spiegare perché sia necessario occu- parsi in dettaglio della sua produzione musicale, considerata secondo una categoria comune ‘minore’. È presto detto: per il valore documentario che essa rappresenta. Occorre intendersi. Non è della qualità musicale del composito- re che si sta parlando, ma di quella della sua esperienza di musicista del pro- prio tempo. Il fatto di poter disporre di un insieme organico di manoscritti autografi proveniente dal fondo privato del compositore e conservato fino ad oggi sostanzialmente integro, rappresenta una situazione la cui importanza è data dalla coerenza di una documentazione che anche per quantità ha davve- ro pochi confronti nel quadro della produzione musicale coeva. È soprattut- to questo che fa di Cossoni un caso musicologico di estremo interesse, che giustifica quindi l’analisi puntuale delle modalità di trasmissione della sua produzione musicale. Le migliaia di pagine autografe custodite da oltre tre- cento anni presso l’abbazia benenedettina di Einsiedeln, in Svizzera, non rap- presentano infatti soltanto una fonte primaria per le composizioni che tra- smettono. Esse permettono di scandagliare da vicino l’esperienza artistica di un musicista di metà Seicento sotto molteplici angoli di lettura: quello del suo personale processo compositivo; di aspetti legati ai contesti nei quali egli opera; di prassi esecutive specifiche per le quali alcune composizioni possono essere state concepite. Scenari che...

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