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«Metodologia Paretiana»

Tomo II: Stati psichici e costanti dell’azione

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Mino B. C. Garzia

Questo è il secondo tomo di una trilogia: I. Differenziazione, non linearità, equilibrio (già pubblicato); II. Stati psichici e costanti dell’azione; III. Stati psichici e variabili dell’azione (che seguirà a breve). In questo secondo tomo si procede all’applicazione della teoria dei residui, alla ricerca delle costanti dell’azione. Si parte sempre dal testo paretiano, con l’aggiunta di altri classici della sociologia ed estendendone esempi ed osservazioni tratti dalla contemporaneità. Uno sguardo da vicino, dunque. Stampa quotidiana, periodica e libri sono stati fonti inesauribili per l’individuazione di residui e (nel III tomo) di derivazioni. Il risultato è che dalle migliaia di esempi selezionati Ne sono stati estratti circa trecentocinquanta, divenuti parte integrante di questo volume. Ognuno potrà sostituire un qualsiasi Esempio con un altro di apparente segno opposto, non muta il risultato: La potenza delle pulsioni (residui) è tale da «portare opposte dottrine allo stesso punto»; poiché, in realtà, non le azioni o i fatti concreti sono stati classificati e discussi, ma i loro elementi (sentimenti o stati psichici), i quali permettono
di delineare la parte centrale di una teoria sociologica della mente.

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[Classe IV Residui in relazione con la socialità] 321

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[Classe IV Residui in relazione con la socialità] I filosofi, infin ad ora, avendo contemplato la divina provvedenza per lo sol ordine naturale, ne hanno solamente dimostrato una par- te, per la quale a Dio, come a Mente signora libera ed assoluta della natura (perocché, col suo eterno consiglio, ci ha dato naturalmente l’essere, e naturalmente lo ci conserva), si dànno dagli uomini l’adorazioni co’ sagrifici ed altri divini onori; ma nol contemplaro- no già per la parte ch’era più propia degli uomini, la natura de’ quali ha questa principale propietà: d’essere socievoli.1 L’uomo che non vive in società è interamente ignoto; e la società disgiunta dagli individui è astrazione che a nulla di reale corri- sponde (Manuale, II, § 83). Socialità e regole. La Classe IV è costituita dai residui in relazione con la ‘socialità’che, presso i nostri remoti antenati, ha preparato e prece- duto l’‘umanità’, in quanto è stato possibile acquisire un aspetto umano solo in virtù dello sviluppo di atteggiamenti sociali o – come altrimenti si è detto – morali. Non soltanto di cura e dedizione verso i piccoli, ma per questo fine e per la sopravvivenza, di solidarietà e cooperazione fra i genitori. Nei residui in relazione con la socialità si vede concretamen- te il risultato del lavorio cognitivo-combinatorio della Classe I, tradotto in aggregati materiali e mentali persistenti perché ritenuti vantaggiosi, esplicitati nella Classe II e consolidati con la Classe III. Cura della prole e legame individualizzato. La socialità si è for- mata, come abbiamo detto, attraverso molte fasi evolutive....

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