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«Metodologia Paretiana»

Tomo II: Stati psichici e costanti dell’azione

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Mino B. C. Garzia

Questo è il secondo tomo di una trilogia: I. Differenziazione, non linearità, equilibrio (già pubblicato); II. Stati psichici e costanti dell’azione; III. Stati psichici e variabili dell’azione (che seguirà a breve). In questo secondo tomo si procede all’applicazione della teoria dei residui, alla ricerca delle costanti dell’azione. Si parte sempre dal testo paretiano, con l’aggiunta di altri classici della sociologia ed estendendone esempi ed osservazioni tratti dalla contemporaneità. Uno sguardo da vicino, dunque. Stampa quotidiana, periodica e libri sono stati fonti inesauribili per l’individuazione di residui e (nel III tomo) di derivazioni. Il risultato è che dalle migliaia di esempi selezionati Ne sono stati estratti circa trecentocinquanta, divenuti parte integrante di questo volume. Ognuno potrà sostituire un qualsiasi Esempio con un altro di apparente segno opposto, non muta il risultato: La potenza delle pulsioni (residui) è tale da «portare opposte dottrine allo stesso punto»; poiché, in realtà, non le azioni o i fatti concreti sono stati classificati e discussi, ma i loro elementi (sentimenti o stati psichici), i quali permettono
di delineare la parte centrale di una teoria sociologica della mente.

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[Classe V Integrità dell’individuo e delle sue dipendenze] 437

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[Classe V Integrità dell’individuo e delle sue dipen- denze] L’uomo avendo un bisogno quasi assoluto di vivere in società e questa non potendo sussistere senza una qualche tutela pubblica, si concepisce che, quando si tratta di questo genere di tutela, l’utilità per l’individuo esista sempre: soltanto può essere più o meno gran- de. Il peggiore dei governi è, per un popolo, un male minore del- l’assenza di ogni governo. Si vedono, ad ogni pagina della storia, gli uomini rassegnarsi ai sacrifici più gravosi, e tollerare le domi- nazioni più criminali, purché esse diano loro almeno l’ordine e una qualche sicurezza (Cours, § 670). Conservazione e difesa. Nell’uomo il sentimento dell’integrità è fra i più potenti ed ha le radici nell’istinto di conservazione della vita, ma esso si estende molto al di là (per esempio nella proprietà, nel posses- so, nella giustizia1): “difendere le cose proprie, e procurare di accre- scerne la quantità, sono due operazioni che spesso si confondono”. In altri termini, questo residuo riguarda la difesa e la conservazione della persona e dei suoi beni e, nella classificazione paretiana, è complemen- 1 Trattato, § 1240. Vedi ‘Il narcisismo dell’integrità’, in G. Silvestri, Le socio- analisi ‘residuali’ di Pareto. Logica dei sentimenti, integrità, narcisismo, Avelli- no, 2005: “il termine usato per definire i residui della classe V è meritevole di in- teresse perché fa pensare subito alle cure che rivolgono gli uomini alla difesa dell’ego e di ciò che gli attiene direttamente o indirettamente”. E, ancora: “al contrario di ciò che fa per altri concetti...

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