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Goethe e la trasmigrazione delle anime

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Gloria Colombo

Il presente studio mette in luce l’insistenza con cui il tema della trasmigrazione delle anime ricorre nell’opera di Goethe e, più in generale, nei testi da lui letti e nel clima culturale da lui respirato. La monografia si apre con la presentazione delle fonti d’ispirazione del poeta, ossia con l’analisi di alcuni scritti neoplatonici, ermetici, cabalistici e induisti, e con la dimostrazione che nel secondo Settecento il tema in questione era tutt’altro che una rarità negli ambienti intellettuali tedeschi. Il secondo capitolo spiega le diverse forme assunte dalla dottrina della trasmigrazione delle anime nelle lettere e nelle conversazioni goethiane, il terzo nelle opere composte fra il 1773 e il 1827, il quarto è interamente dedicato ai Wanderjahre e il quinto al Faust. Fondendo le più antiche tradizioni con le scoperte scientifiche della sua epoca, Goethe arriva a indicare, come possibili ricettacoli dell’anima, tanto corpi di natura umana quanto corpi di natura vegetale, animale e celeste. E a dar vita, mediante la figura faustiana di Elena, ad alcuni dei versi più complessi che siano mai stati scritti sul concetto di viaggio cosmico dell’anima.

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Conclusione 229

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229 Conclusione Einige klimmen / Über die Höhen, Andere schwimmen / Über die Seen, Andere schweben: / Alle zum Leben, Alle zur Ferne / Liebender Sterne, / Seliger Huld. Goethe, Faust I Dopo tanto discorrere, è opportuno tirare le somme di questo studio teso a dimostrare che la dottrina della trasmigrazione delle anime cor- re come un filo rosso lungo tutta la produzione goethiana, assumen- do sfumature di significato e forme d’espressione sempre più complesse. Da quanto spiegato dovrebbe risultare ormai chiaro che l’interesse per questa tematica non va inteso come una peculiarità sui generis del poeta, ma come il riflesso del clima culturale di un’epoca intera. Il dibattito sulla trasmigrazione delle anime avviatosi in Germania nel 1780 con la pubblicazione dell’Erziehung des Menschengeschlechts di Lessing non è altro che la manifestazione esplicita di un confronto latente già da tempo negli ambienti filosofico-letterari tedeschi. Basti pensare al con- cetto di vernünftige Metempsychosis venutosi a sviluppare intorno al 1750 fra i seguaci di Christian Wolff. Non bisogna dimenticare inol- tre che il tema della metempsicosi riveste un ruolo tutt’altro che tra- scurabile nel campo della filosofia e della letteratura classica, e quindi nella formazione culturale della maggior parte degli intellettuali vis- suti in Germania fra il Sette- e l’Ottocento. Della formazione classica di Goethe, in particolare, va sottolineato un aspetto interessante: ri- baltando completamente l’ordine cronologico, il poeta venne a con- tatto dapprima con gli scritti di grandi mediatori culturali, quali Ficino e Macrobio, e soltanto in un secondo momento con...

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