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Schweizer Jahrbuch für Musikwissenschaft- Annales Suisses de Musicologie- Annuario Svizzero di Musicologia

Neue Folge / Nouvelle Série / Nuova Serie- 33 (2013)- Redaktion / Rédaction / Redazione: Luca Zoppelli

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Der 33. Band des Schweizer Jahrbuchs für Musikwissenschaft vereint Studien von Wissenschaftlern an Schweizer Hochschulen mit einigen Beiträgen aus der internationalen Forschungslandschaft. Mit dabei sind auch zwei Artikel aus der Feder junger Forscher, die kürzlich ihre Ausbildung an Schweizer Hochschulen abgeschlossen haben. Damit kann ein breites Spektrum an Interessen und Gegenständen berücksichtigt werden.
Die Artikel von Föllmi, Fahrenkämper und Vincent bieten Überlegungen und Erkenntnisse philologischen, archivalischen und historischen Charakters über drei Persönlichkeiten der schweizerischen Kulturgeschichte der letzten drei Jahrhunderte und deren Wirkungskontexte. Sie beleuchten die Komplexität ihrer Beziehungen zu politischen und sozialen Umfeldern in den europäischen Metropolen. Die Studien von Ahrend und Roccatagliati sind auf Forschungsinitiativen zurückzuführen, die von Schweizer Universitäten gefördert sind. Schliesslich entstammen die bedeutenden archivalischen und philologischen Beiträge von Lucentini und Zitellini. Dal Molin, Dotto und Girardi unterstützen mit ihren Beiträgen die anderen, für dieses Heft wesentlichen Themen: das 20. Jh., die Erscheinungsformen des Kompositionsprozesses im Musiktheater – vornehmlich dem Italienischen – und die Reflexion über Quellen, selbst wenn es sich nicht nur um ausdrücklich musikalische handelt.

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«Der Kontrapunkt der Linien ist durch den Kontrapunkt der Klangflächen abgelöst». I modelli policorali storici nella prospettiva di Luigi Nono (Paolo Dal Molin (Cagliari))

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«Der Kontrapunkt der Linien ist durch den Kontrapunkt der Klangflächen abgelöst». I modelli policorali storici nella prospettiva di Luigi Nono PAOLO DAL MOLIN (Cagliari) Lo spazio è suddiviso tra i nove solisti (nove microfoni, anche chiusi) situati ad arco di fronte al pubblico, e il live electronics per otto «cantorie» (altoparlanti suddivisi e raggruppati per qualità, per funzione, per mutazione, per combinazioni dei nove solisti) disposte a diverse altezze attorno e sopra il pubblico.1 Sarebbe molto più utile, in luogo di perdersi in aride esercitazioni scolastiche e conven- zionali, analizzare durante lo studio dell’armonia, del contrappunto, della fuga e della composizione le opere dei grandi maestri del passato che offrono i migliori esempi nel corso dello studio, seguendo così, passo a passo, l’evoluzione musicale dal XVI secolo alla metà del secolo scorso.2 Da Gian Francesco Malipiero, che queste convinzioni espresse già nel 1917, e dagli allievi di Malipiero Raffaele Cumar e Bruno Maderna, Luigi Nono recepì un magistero impostato sul confronto e l’esercizio con le opere mu- sicali e i trattati teorici anteriori al XIX secolo.3 E lo considerò esemplare per il resto della propria vita, non soltanto rievocandolo con gratitudine nel Ricordo di due musicisti e in diverse interviste dell’ultimo periodo, ma soprat- * Per Veniero, in occasione del suo sessantesimo compleanno Sono grato agli eredi di Luigi Nono che hanno autorizzato la pubblicazione di tra- scrizioni e riproduzioni dai documenti, nonché alle istituzioni, in particolare la Fon- dazione Archivio Luigi Nono e l’Istituto per la Musica della Fondazione...

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