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Gabriel d'Annunzio ou théorie et pratique de la surhumanité

Edité par / A cura di Mario Cimini

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Mario Cimini

Georges Hérelle (Pougy-sur-Aube, 1848–Bayonne, 1935) a contribué par ses traductions à la diffusion en France des œuvres de Matilde Serao, Antonio Fogazzaro, Grazia Deledda, Vicente Blasco Ibáñez, et surtout de Gabriele d’Annunzio, dont il a traduit presque tous les romans, les pièces, les nouvelles et les poèmes. Hérelle a été critique et biographe de d’Annunzio qu’il considérait non seulement « le plus grand écrivain de son temps », mais aussi un personnage à la fois singulier et de génie. Le riche manuscrit inédit intitulé D’Annunzio ou théorie et pratique de la surhumanité (conservé dans la Médiathèque du Grand Troyes), publié pour la première fois dans ce volume, est le résultat d’une minutieuse activité de recherche sur l’homme et sur l’écrivain d’Annunzio.
Georges Hérelle (Pougy-sur-Aube, 1848–Bayonne, 1935) fece conoscere in Francia, con le sue traduzioni, autori come Matilde Serao, Antonio Fogazzaro, Grazia Deledda, Vicente Blasco Ibáñez, e soprattutto Gabriele d’Annunzio, di cui tradusse quasi tutti i romanzi, opere teatrali, racconti e poesie. Convinto che d’Annunzio fosse non solo «le plus grand écrivain de son temps», ma anche un personaggio non comune per genialità e modi di vita, Hérelle si interessò altresì a lui come critico e biografo. Frutto di questa intensa attività di indagine sull’uomo e lo scrittore d’Annunzio è il corposo manoscritto inedito intitolato D’Annunzio ou théorie et pratique de la surhumanité (conservato presso la Médiathèque du Grand Troyes), che per la prima volta si affida ora alle stampe in questo volume.
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Prefazione di Mario Cimini

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← 18 | 19 → PrefazioneGeorges Hérelle e il superuomo d’Annunzio

I.

Singolare figura di storico, erudito, etnografo, ricercatore, traduttore, Georges Hérelle (1848-1935) era animato da una forte e poliedrica passione intellettuale, come la molteplicità stessa dei suoi interessi chiaramente lascia trasparire. Nativo di Pougy-sur-Aube, nella Champagne, non lontano da Troyes, si forma dapprima nel liceo di Troyes (dove il padre, Pierre-Alexis, insegnava filosofia), e poi a Parigi nel collegio Sainte-Barbe e nel liceo Louis-le-Grand. Conseguita la laurea in filosofia nel 1871, insegnerà per molti anni questa disciplina in vari licei, a Dieppe (1871-1875), Vitry-le-François (1875-1882), Evreux (1882-1887), Cherbourg (1887-1896), e infine a Bayonne (1896-1903), cittadina basca sulla costa atlantica, vicina al confine spagnolo, dove sarebbe rimasto fino alla morte.

Verso la metà degli anni Settanta, su sollecitazione dell’archivista e paleografo Henri Bouchot (1949-1906), inizia a dedicarsi alle ricerche storiche ed erudite a partire dalla realtà locale. Tra il Settanta e l’Ottanta pubblica così diversi articoli e volumetti in cui raccoglie i frutti delle sue ricerche d’archivio19. È tuttavia un viaggio, compiuto ← 19 | 20 → in Italia nel 1891, che segna una svolta nei suoi interessi culturali; nell’estate di quell’anno trascorre diverse settimane a Napoli e decide di apprendere bene l’italiano. Con questo obiettivo, una volta tornato in Francia, si abbona al «Corriere di Napoli», quotidiano fondato e diretto da Edoardo Scarfoglio insieme alla moglie Matilde Serao (in seguito suoi amici). Sulle colonne di questo giornale scopre la prosa, per lui strabiliante, di uno scrittore affatto...

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