Show Less
Restricted access

Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

Series:

Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
Show Summary Details
Restricted access

Gli esordi di Pergolesi, allievo del Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, come compositore di oratori e drammi sacri

Extract

Gaetano Pitarresi

Gli esordi di Pergolesi, allievo del Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, come compositore di oratori e drammi sacri

Il disegno storiografico delineato da Francesco Florimo nella Scuola musicale di Napoli e i suoi Conservatorii attribuisce a Pergolesi il merito di avere portato a compimento le premesse poste dai suoi predecessori nel creare uno stile specificatamente napoletano, basato su di «un sentimento di melodie superiori a quello delle altre scuole d’Italia, e per una certa chiarezza di armonie, ove le ricercatezze scolastiche erano quasi bandite».1 Sebbene Florimo non indichi Leonardo Vinci tra i maestri del Pergolesi presso il Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo (come sostengono alcuni studiosi, il compositore calabrese ricoprì per pochi mesi, nell’estate del 1728, dopo la morte di Gaetano Greco e prima della nomina di Francesco Durante, il posto di maestro di cappella in quel conservatorio di cui era stato alunno),2 egli ne sottolinea in ogni caso l’importanza, affermando che «meritatamente vien detto il padre del teatro musicale, avendo […] fatto la melodia sugli accordi degli strumenti, che fino allora ne soffocavano i modi […] Fu mirabile nella forza e nella vivacità delle immagini».3 Alla sua morte, Vinci affidò «l’onore dell’arte nazionale al Feo, al Prota, all’Araja, ← 279 | 280 → al Carapella, al Logroscino, al Sala, al Cafaro e a quel sublime ingegno di Giovambattista Pergolesi».4

Nel mio contributo cercherò di evidenziare gli aspetti stilistici chiaramente riconducibili all’influsso esercitato dalla musica di Leonardo Vinci su Pergolesi che...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.