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Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

Series:

Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
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Musica contro i terremoti: sulle celebrazioni per Sant’Emidio

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È noto che la partitura autografa della Messa in Fa maggiore di Pergolesi (US-NYpm, Cary 458) riporta una dedica a S. Emidio, protettore dai terremoti. Il presente contributo intende discutere alcuni documenti dell’Archivio di Stato e dell’Archivio Storico Municipale di Napoli che illustrano il contesto della devozione partenopea per il santo ascolano. Per l’interpretazione dei dati faremo ricorso al concetto della ‘confessionalizzazione’, che designa la collaborazione tra potere laico e potere ecclesiastico per la costruzione di una comune identità sociale in età moderna. Inoltre, tenteremo di considerare la messa di Pergolesi, più volte rielaborata, nella prospettiva del suo impiego come vicemaestro di cappella della città di Napoli.1

La città e la chiesa

La dimensione pubblica della musica si esplicitava a Napoli nel Settecento da un lato attraverso le rappresentazioni teatrali, dall’altro attraverso le cerimonie liturgiche e paraliturgiche che da ogni chiesa e convento si contendevano i favori del pubblico. «Nato nel Rione dei Tribunali, quindi era prossimo alle chiese dell’Arcivescovato, e del Tesoro di S. Gennaro, de’ PP. dell’oratorio, di S. Lorenzo, di S. Paolo, de’ SS. Apostoli, delle suore di D.a Regina, S. Gregorio Armeno, Donna Romita, S. Severino, l’Annunciata, l’Egiziaca, la Maddalena, S.ta Caterina a Formello, S. Gio. a Carbonara, ed altre Chiese, nelle quali non eravi giorno che non si udisse qualche Musica classica, tanto più frequenti in quel solo ristretto, quanto meno oggi ← 303 | 304 → in tutta la nostra città, con tanto avvilimento, e danno della Professione Musica».2 Con questo...

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