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Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

Series:

Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
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La dimensione drammatica in alcune cantate di Pergolesi

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Nelle Opinioni de’ Cantori antichi e moderni,1 Pier Francesco Tosi descrive il carattere espressivo dei recitativi applicati alla musica ecclesiastica, teatrale e da camera.2 Per quest’ultimo, egli afferma:

L’ultimo, a giudizio di chi più intende, si accosta più degli altri al cuore, e chiamasi Recitativo da Camera. Questo esige quasi sempre un particolar artificio a cagion delle parole, le quali essendo dirette (poco men che tutte) allo sfogo delle passioni più violente dell’animo, impegnano l’Istruttore di far imparare al suo Allievo quel vivo interesse, che arriva a far credere, che un Cantore le sente.3

Le osservazioni e le differenze descritte da Tosi si riferiscono perlopiù all’aspetto esecutivo e meno a quello compositivo. Per un compositore, lo “sfogo delle passioni” si realizza soltanto e soprattutto attraverso una piena connessione fra testo e musica, sia negli aspetti metrici che contrappuntistici. Pergolesi fu proprio uno di quei compositori che nel recitativo,4 ← 363 | 364 → meglio di chiunque altro, riuscì a collegare il dettato armonico-melodico, non solo alla passione, ma soprattutto alla struttura testuale. Ed è proprio nei recitativi delle cantate,5 piuttosto che in quelli operistici, che la tensione drammatica ed emotiva esplode maggiormente. Naturalmente, tutto ciò può essere imposto dalla brevità del movimento, che in pochi secondi deve esprimere una forte intensità, al contrario del recitativo operistico che si sviluppa in un lasso di tempo ben più ampio. Ma questa non è l’unica ragione e Pergolesi sembra seguire alla lettera i dettami descritti da Tosi. Ad esempio,...

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