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Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

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Edited By Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300 th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18 th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
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Le carte degli antichi banchi e il panorama musicale e teatrale della Napoli di primo Settecento (1726-1736): il teatro istrionico

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Francesco Cotticelli

Le carte degli antichi banchi e il panorama musicale e teatrale della Napoli di primo Settecento (1726-1736): il teatro istrionico

Ad apertura di un breve discorso sul teatro degli ‘istrioni’ nella Napoli di primo Settecento, seguendo vecchie e nuove tracce documentarie, varrà la pena di richiamare una questione di metodo, di particolare interesse per le prove indiziarie contenute nell’Archivio Storico del Banco di Napoli.1 A fronte del regolare servizio di tesoreria espletato dal Banco di Sant’Eligio per il Monte dei Musici e la Cappella Reale, o dei pagamenti di artisti e maestranze in servizio al Teatro di San Bartolomeo, le fonti relative ai comici all’impronto sono assai esigue. Appartengono con ogni probabilità a un mondo le cui dinamiche produttive rimangono estranee al grado di formalizzazione contabile previsto per gli istituti di credito: un riflesso forse della fedeltà alla struttura capocomicale che, nel regno dell’opera seria e della «commedeja pe museca», si è già largamente adattata a una gestione impresariale scaltra e disinvolta. Il teatro come luogo di investimento umano ancor prima che economico è una dimensione che si avvierebbe ad assumere una connotazione “antiquaria” già a partire dagli ultimi anni vicereali, nel rapporto con una macchina spettacolare pubblica che si fa complessa, sofisticata, attenta all’immagine, e tende a offuscare quanto non rientra immediatamente nelle sue logiche organizzative. Ma se si considera il fatto che, ad eccezione di alcuni settori, le registrazioni contabili hanno per lo più carattere non sistematico, né le causali sono ← 765 | 766 → sempre...

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