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Studi Pergolesiani / Pergolesi Studies

Series:

Francesco Cotticelli and Paologiovanni Maione

Il libro raccoglie gli atti del convegno internazionale Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, tenutosi a Napoli nel Gennaio del 2010 nell’ambito delle celebrazioni per i 300 anni della nascita di Pergolesi. Il volume esplora l’epoca e il contesto in cui fiorì il genio di Pergolesi in prospettiva interdisciplinare. Particolare rilievo ha la ricerca archivistico-documentaria: oltre 10000 notizie inedite sulla vita teatrale e musicale a Napoli nel primo Settecento sono riportate alla luce e permettono una nuova ricostruzione storica di quella stagione.

The book contains the proceedings of the conference Sopra il gusto moderno: Civiltà musicale napoletana nell’età di Pergolesi, held in Naples in January 2010 as part of the celebrations for the 300th anniversary of Pergolesi’s birth. Based on an interdisciplinary perspective, it provides insight into the time and context in which Pergolesi’s genius flourished. Special emphasis is placed upon archival research: over 10000 unpublished documents about the musical and theatrical life in Naples in the early 18th century are brought to light, so as to offer a new historical reconstruction of that age.
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Napoli 1724: lo Sagliemmanco riconosciuto

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Alle volte l’uscir di regola è la maggior regola che si trovi Andrea Perrucci1

Il titolo del mio contributo rielabora il titolo di una “Commeddia pe museca” del filone metateatrale – Lo Sagliemmanco falluto 2 che va in scena nell’autunno del 1724 presso la sala del Teatro della Pace, a Napoli. La mia lettura dello Sagliemmanco prende spunto da due considerazioni: la prima, ben nota, è che il 1724 può essere considerato per la teatralità napoletana un annus horribilis, nel senso ciceroniano di straordinario;3 la seconda considerazione, di ordine metodologico, è che la messa in scena dello Sagliemmanco sarebbe impensabile se nel 1724 attorno al Teatro della Pace non ci fosse una realtà culturale e teatrale “documentale”4 su cui fondarla e alla quale fare riferimento, cercando la complicità del pubblico, che questo teatro aveva voluto, e di quello che vi si voleva portare, ossia una realtà codificata in forme espressive, in ‘stilemi’: come teatro colto – teatro per musica – teatrini del Largo del Castello – teatro comico – ciarlatani – letteratura dialettale etc. ← 181 | 182 →

Non intendo soffermarmi sulla vivacità e pluralità dell’attività teatrale napoletana, sulla teatralità globale della città e della società, scandagliata con attenzione da Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione nelle dinamiche e nei rituali della spettacolarità. Per il 1724, però, occorre osservare che la città risponde con una serie di iniziative fuori dall’ordinario a quello che si presenta come l’evento incontrastato dell’anno, ossia l’esordio ufficiale del Metastasio sulle scene del Teatro San Bartolomeo, il teatro specchio della...

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