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Dux Salutis – Prudenzio, «Cathemerinon» 9–10 – Gli Inni della Redenzione

Introduzione, testo, traduzione e commento

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Francesco Lardelli

Tra le 6 coppie tematiche di inni in cui può essere suddiviso il Cathemerinon di Prudenzio, quella formata dagli inni 9 ( Hymnus omnis horae) e 10 ( Hymnus circa exequias defuncti) è stata spesso considerata la più debole, alla quale si arrivava quasi «per esclusione» dopo aver definito le altre cinque. Questo studio, che affianca ad una introduzione generale sulla vita e le opere di Prudenzio un ampio e dettagliato commento ai due singoli inni corredato di una nuova traduzione, cerca di scandagliare le fonti sia letterarie che teologiche che costituiscono la base su cui il poeta costruisce la propria opera. Così facendo, ci si propone di fornire una nuova chiave d’interpretazione che permetta una più profonda comprensione dei due testi, mettendone in luce l’unità di fondo e chiarendone il ruolo di inni pasquali all’interno del Cathemerinon.
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Introduzione

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Aurelius Prudentius Clemens si inserisce nella storia della poesia cristiana latina come uno degli autori più importanti e significativi, benché poco citato dagli autori suoi contemporanei, al punto che l’unica fonte attraverso la quale possiamo ricostruire la sua biografia è costituita dalla sua opera stessa, grazie alle allusioni in essa contenute, soprattutto nel Contra Symmachum, nel Peristephanon e nella Praefatio in 45 versi che apre l’intero corpus. Diversi studiosi hanno cercato, a partire dagli elementi a disposizione, di ricostruire gli elementi essenziali della vita del poeta, con risultati più o meno convincenti: ultimo in ordine di tempo ad affrontare l’impresa è stato Altay Coşkun, il quale ha portato nuovi interessanti spunti, proponendo alcune modifiche ai dati comunemente considerati come acquisiti.1 Sulle sue osservazioni e su quelle dei suoi predecessori baseremo dunque questo breve accenno di biografia, con un occhio di riguardo per gli avvenimenti più importanti in relazione agli inni che ci apprestiamo a commentare.

Cominciamo dalle origini di Prudenzio, che nella Praefatio si dice, salvo errori (sempre possibili perché, come nota Gnilka, il conto degli anni con il sistema di datazione secondo il nome dei consoli era operazione tutt’altro che pratica2), cinquantaseienne,3 nato sotto l’ormai lontano ← 13 | 14 → “consolato di Salia”:4 per la precisione si trattò del consolato di Flavio Salia (unico console a portare quel nome) e di Flavio Filippo, che ebbe luogo nel 348.5 La datazione della Praefatio in base a questo dato oscilla tra il 404 e il 405; per Coşkun il...

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