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Schweizer Jahrbuch für Musikwissenschaft- Annales Suisses de Musicologie- Annuario Svizzero di Musicologia

Neue Folge / Nouvelle Série / Nuova Serie- 32 (2012)- Redaktion / Rédaction / Redazione: Luca Zoppelli

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Luca Zoppelli

Der 32. Band des Schweizer Jahrbuchs für Musikwissenschaft stellt das vielfältige Spektrum der musikwissenschaftlichen Forschung in der Schweiz vor. Er beinhaltet ebenso Beiträge von im Ausland tätigen Kollegen. Dazu gehören insbesondere die Überlegungen von Fabrizio Della Seta zu Aspekten der historischen Kontinuität in den Quartetten Helmut Lachenmanns und der zweite Teil der Untersuchung von Joachim Steinheuer zu den stilistischen und rhetorischen Grundsätzen des geistlich-spirituellen Repertoires des 17. Jahrhunderts. Die Beiträge der in der Schweiz tätigen Forscher behandeln die Rolle der Musik im interkonfessionellen Austausch in der Alten Eidgenossenschaft der frühen Neuzeit (Christoph Riedo), die Beziehung zwischen Musik und Emotionen (Andrea Garavaglia) sowie die Formen der Rezeption im Zusammenhang mit der visuellen Interpretation des Repertoires (Georges Starobinski). Florian Bassani präsentiert neue Dokumente zur Tätigkeit des Orgelbauers Willem Hermans in Italien. Schliesslich erhellt Cristina Urchueguía die unterschwelligen, aber deswegen nicht weniger direkten Zusammenhänge zwischen analytischem Leitgedanken und Editionspraxis und untersucht unter diesem Blickwinkel die Auswirkungen der Arbeit Heinrich Schenkers.
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Nuovi documenti sull’attività di Willem Hermans in Umbria: gli organi della chiesa del Gesù a Perugia: Florian Bassani

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Nuovi documenti sull’attività di Willem Hermans in Umbria: gli organi della chiesa del Gesù a Perugia

FLORIAN BASSANI (Lugano / Berna)

Perugia, località di rilievo per lo Stato della Chiesa, ricevette il suo Collegio dei gesuiti mentre era ancora in vita il fondatore della Compagnia di Gesù, Ignazio di Loyola. L’istituto è frutto di una fondazione privata istituita nel 1552 dal vescovo della diocesi di Perugia, il cardinale Fulvio della Corgna, nipote di papa Giulio III. La costruzione della chiesa del Santissimo Nome di Gesù ebbe inizio con la posa della prima pietra nel 1562 e l’edificio nella sua forma originaria (che corrisponde, all’incirca, all’odierna navata centrale) venne consacrato nel 1571. Ai lavori di decorazione e arredo della chiesa contribuirono diversi artisti e artigiani gesuiti, come l’intagliatore fiorentino Bartolomeo Tronchi, il pittore e doratore Biagio Signorelli e il falegname Girolamo di Valcamonica, la cui principale opera (oltre all’antico altare maggiore non più esistente) è rappresentata dal pregevole soffitto ligneo, dorato, a cassettoni (1576).1

Durante una seconda fase di costruzione, dal 1586 al 1613, si realizzarono le navate laterali, al di sopra delle quali furono collocati dieci coretti, coperti da gelosie intagliate, ottenendo così una superficie sufficiente per ospitare un crescente numero di allievi del collegio e di frequentatori delle funzioni. Aggiunte ulteriori di questa fase dei lavori sono il transetto e il coro. Nello stesso periodo si realizzarono anche tre sale congregazionali sovrapposte, nei piani sottostanti alle nuove sezioni dell’edificio. Queste sale, alle quali si...

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