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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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3. Antologie italiane

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3.Antologie italiane

Come in Gran Bretagna, anche negli Stati Uniti I promessi sposi erano il testo di riferimento per l’insegnamento dell’italiano; ma anche Il Cinque Maggio e i cori delle tragedie erano noti.

Tra le antologie analizzate da Marraro319, comprendono testi manzoniani la Crestomazia italiana (1846) di Felice Foresti, e A Reader of the Italian Language (1855) di Luigi Monti320. Gli autori erano entrambi esuli politici; Foresti insegnava al Columbia College di New York, Monti ad Harvard (Boston) come assistente di Longfellow321. Le loro antologie si concentrano su autori moderni e contemporanei, in gran parte ri ← 173 | 174 → sorgimentali: questa scelta era legata alla ricerca di contenuti che potessero interessare agli studenti322. La maggior parte dei brani è accompagnata da note linguistiche.

L’antologia di Foresti, di sola prosa, dedica a Manzoni centonove pagine, oltre un terzo del volume. Presenta sei brani della Ventisettana323, intitolati: Episodio di Frà Cristoforo (dal cap. IV), Colloquio di Frà Cristoforo con Don Rodrigo (dai capp. IV-VI), Partenza dei due Fidanzati (dal cap. VIII), La Monaca di Monza (dai capp. IX-X), Descrizione della carestia di Milano del 1630 (dal cap. XXVIII), Descrizione della peste di Milano del 1630 (dai capp. XXXI-XXXII e XXXIV-XXXV). Negli estratti che comprendono capitoli consecutivi, i brani omessi sono riassunti dal curatore; anche questi riassunti sono in italiano, in una lingua letteraria e arcaizzante.

L’antologia di Monti, che è mista di prosa e poesia, propone Il Cinque Maggio324 e il coro del Carmagnola, col titolo La...

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