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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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9. Giudizi critici: Howells

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9.Giudizi critici: Howells

William Dean Howells (Martin’s Ferry, Ohio, 1837-New York, 1920), giornalista, scrittore e critico americano, sostenitore del realismo in letteratura, soggiornò a Venezia dal 1861 al 1865. Partecipò al Dante Club ma, a differenza dei suoi colleghi, si interessò principalmente alla letteratura italiana contemporanea. Per quanto riguarda Manzoni, Angelini ha mostrato che è «un autore verso cui i debiti non dichiarati e le connessioni implicite sono più consistenti di quanto non appaia da una prima lettura dei saggi ‘italiani’ di Howells»372.

Il critico americano tratta di Manzoni poeta e tragico nelle due parti del saggio Modern Italian Poets («North American Review», ottobre 1866 e aprile 1867), e in Modern Italian Poets: Essays and Versions (1887), antologia di traduzioni e saggi critici sui poeti italiani dalla fine del ’700. Ai Promessi sposi, invece, Howells non dedica mai un articolo esteso; ma li richiama rapidamente in vari scritti (segnalati da Angelini), e sempre come esempio di grande narrativa.

In questa sede si approfondiscono i giudizi di Howells su Manzoni nel saggio Modern Italian Poets e nell’antologia. Inoltre si discute uno scambio epistolare tra Howells e un altro scrittore, John William De Forest, che accenna a un confronto tra Manzoni e Tolstoj: il critico ripropone l’argomento in un articolo pubblicato nel 1889 su «Harper’s Monthly», il periodico di cui lui stesso era direttore.

Howells riconosce l’importanza di Manzoni, ma nel saggio Modern Italian Poets gli dedica uno spazio inferiore a quello riservato a...

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