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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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3. Traduzioni dei Promessi sposi e della Morale cattolica

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3.Traduzioni dei Promessi sposi e della Morale cattolica

Dopo la traduzione di Swan, ben tre traduzioni inglesi dei Promessi sposi uscirono nel 1834: Lucia, the Betrothed (New York, Dearborn, 2 voll.), ridotta, firmata A. N.; The Betrothed Lovers (Washington, Duff Green), quasi integrale (manca solo l’introduzione) a cura di George William Featherstonhaugh; The Betrothed (London, Bentley), anonima e ridotta, in gran parte basata sulla traduzione di New York. Seguirono, nel 1844 e nel 1845, due traduzioni integrali e anonime: The Betrothed (London, Burns, 2 voll.), ancora basata sulla Ventisettana; e The Betrothed Lovers (London, Longman, 3 voll.), basata sulla Quarantana (infatti comprende The Column of Infamy). Le traduzioni inglesi del 1834 e del 1844 furono più volte ristampate nel corso del secolo.

Gli aspetti linguistici delle traduzioni sono stati discussi da Neri, Pallotta e Mallardi57; in questa sede ci si concentra sulle prefazioni, che esprimono gli intenti dei traduttori, e sulla storia editoriale delle traduzioni (per quanto è possibile ricostruirla), e si segnala un’edizione ‘cattolica’ del 1867 (ristampa, ulteriormente ridotta, di quella del 1834), che omette il personaggio e la storia di Gertrude.

La traduzione Lucia, the Betrothed di New York è tradizionalmente attribuita ad Andrews Norton, pastore della Chiesa unitaria di Boston58. È ← 45 | 46 → introdotta da una prefazione datata Hamilton, 8 ottobre 1833, nella quale il traduttore ringrazia Nathaniel Moore, professore di latino e greco al Columbia College di New York, per avergli inviato l’edizione italiana dei Promessi sposi. Ammette i limiti e i difetti...

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