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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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4. Traduzioni del Cinque Maggio e antologie di traduzioni

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4.Traduzioni del Cinque Maggio e antologie di traduzioni

Il Cinque Maggio è la lirica manzoniana più tradotta in Inghilterra. Le traduzioni venivano pubblicate solitamente all’interno di recensioni, o nelle antologie di traduzioni poetiche. Ma non mancano edizioni di lusso e di grande formato, come quella di Wrangham71 (1829) e quella di Gladstone (1861). La traduzione di Gladstone (che risale al 1838) fu ripubblicata nel 1863, nella seconda edizione dell’antologia di traduzioni poetiche, con testo a fronte, curata da lui e dal suo parente lord Lyttelton72 (invece nella prima edizione dell’antologia, del 1861, sono tradotte solo quattro strofe, i vv. 73-84)73.

Altre traduzioni del Cinque Maggio uscirono: nel 1840, nel 1843 (due traduzioni), nel 1845, nel 1849, nel 1862 (due traduzioni), in genere all’interno di antologie di versi74. In alcune di esse The Fifth of May è l’unico testo italiano; tra le altre letterature, prevale quella tedesca. Si può inoltre ricordare la traduzione dell’esule mazziniano Antonio Gallenga, pubblicata nel 1847 in una recensione complessiva su Manzoni75.

Alcune versioni del Cinque Maggio sono legate ad occasioni ufficiali. La traduzione con testo a fronte che apre il raffinato opuscolo Poetical Pearls (1849), fu composta come omaggio al presidente francese Luigi Napoleone Bonaparte (il futuro Napoleone III), a cui la raccolta è dedicata. Analogamente, la traduzione uscita sul «Daily News» il 7 mar ← 51 | 52 → zo 1859 è preceduta da un cappello introduttivo che appoggia l’intervento di Napoleone III contro l’Austria nell’ambito della seconda guerra d’indipendenza italiana: anche in questo caso,...

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