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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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6. Libri sull’Italia

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6.Libri sull’Italia

La letteratura anglosassone del viaggio in Italia, a cui si possono associare gli studi di storia e letteratura italiana, è sterminata: solo per il XIX secolo si contano parecchie centinaia di titoli. La maggior parte di questi testi, che oscillano tra il racconto di viaggio ‘soggettivo’ e il saggio storico culturale ‘oggettivo’, e a volte li mescolano, si concentra sulle antichità classiche e sull’arte, oltre che sulle caratteristiche geografiche e naturali e sulla situazione sociale e politica. La letteratura italiana contemporanea invece ha meno spazio, e gli autori che fanno riferimento a Manzoni sono relativamente rari. Va detto però che, in generale, l’opera di Manzoni contribuisce a diffondere un interesse per Milano e per la Lombardia, anche se le mete principali del grand tour in Italia restano Venezia, la Toscana e Roma.

Vi sono estesi riferimenti a Manzoni, con un giudizio critico sulle sue opere, nei seguenti testi: Italy and Italian Literature (1835) di Charles Herbert; Italy and the Italian Islands (1841) di William Spalding; e Italy in the Nineteenth Century, Contrasted with its Past Conditions (1848), di James Whiteside98. Herbert e Spalding trattano delle tragedie, mentre Whiteside tratta più ampiamente del romanzo.

In altri testi non si trova una presentazione critica dell’autore, ma citazioni o riferimenti di passaggio: The Romance of History: Italy (1832) di Charles MacFarlane; Letters from Italy to a Younger Sister (1841) di Catharine Taylor; Recollections of Malta, Sicily, and the Continent (1847) di Henry Williams; Mountains and Lakes...

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