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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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8. Età romantica: Foscolo

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8.Età romantica: Foscolo

Negli anni dell’esilio volontario a Londra (dal 1816 alla morte, nel 1827), Foscolo collaborò a importanti periodici, come la «Edinburgh Review», la «Quarterly Review» e la «Westminster Review», che gli commissionavano saggi critici di letteratura italiana. Non pubblicò nulla su Manzoni, ma in due lettere del 1826 e in un saggio incompiuto, pubblicato a Firenze nel 1850, col titolo Della nuova scuola drammatica italiana117, pronunciò una totale stroncatura del Conte di Carmagnola.

Al tempo stesso, sembra che il suo giudizio sull’Adelchi fosse più favorevole: nella traccia dell’ultima delle quattordici conferenze tenute a Londra nel 1823, cita il primo coro della tragedia, nel contesto di un discorso sull’asservimento dell’Italia alle potenze straniere.

Come è noto, la posizione di Foscolo rispetto alla cultura italiana contemporanea era di assoluto distacco. Per esempio, si trova un giudizio sprezzante sul dibattito tra classicisti e romantici nell’Essay on the Present Literature of Italy (1818), pubblicato a nome di John Cam Hobhouse per difendere il poeta dalle reazioni avverse che questo testo avrebbe provocato tra i romantici italiani. Hobhouse in gran parte aveva tradotto materiali forniti da Foscolo ma, mantenendo fede alla promessa a lui fatta, non rivelò mai il nome del suo collaboratore118. ← 71 | 72 →

Alcuni anni dopo, John Bowring, direttore della «Westminster Review», prese contatti con Foscolo attraverso l’avvocato Edgar Taylor e gli propose, per le future recensioni, i seguenti argomenti: una traduzione inglese della Gerusalemme liberata (pubblicata nel 1824), la poesia greca moderna e...

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