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Alessandro Manzoni nei paesi anglosassoni

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Alice Crosta

Secondo la maggior parte dei critici, la fortuna di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è stata molto limitata. Ma questo volume, che tratta della ricezione manzoniana nei paesi anglosassoni nell’Ottocento, cerca di ridimensionare l’interpretazione tradizionale della ‘sfortuna’, presentando numerosi documenti dai quali si evince che le opere di Manzoni erano lette e spesso anche apprezzate. Nell’Inghilterra romantica e vittoriana, le testimonianze più evidenti della fortuna di Manzoni comprendono due recensioni di Mary Shelley, e alcune fictions (di autori come Bulwer Lytton ed Elizabeth Gaskell) che alludono ai Promessi sposi. Negli Stati Uniti, spiccano i riferimenti a Manzoni in alcune conferenze di Emerson e negli articoli di Margaret Fuller. Inoltre non va dimenticato il ruolo degli esuli politici del Risorgimento, che attraverso l’insegnamento dell’italiano e la pubblicazione di recensioni contribuirono (anche se in modo contraddittorio e ambivalente) alla fortuna internazionale di Manzoni. Spesso infatti nei paesi anglosassoni le sue opere venivano lette e discusse attraverso una mediazione italiana, francese o tedesca, un complesso scambio di edizioni e di recensioni.
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Questo volume ha cercato di ridimensionare la tesi tradizionale della ‘sfortuna’ di Manzoni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. I promessi sposi infatti furono letti e apprezzati da personaggi importanti della cultura inglese romantica e vittoriana: Mary Shelley (1828), Scott (1830), Elizabeth Barrett (Browning) (1832), Gladstone (1834), Newman (1837), Dickens (1844), Macaulay (1856), George Eliot, Samuel Rogers. Negli Stati Uniti, i lettori ed estimatori più ‘illustri’ di Manzoni furono Emerson (1833), Margaret Fuller (1835), Charles Sumner (1839).

La fortuna inglese e americana di Manzoni si sviluppò per effetto di diversi fenomeni. In primo luogo l’italianismo, che si manifestava nel grand tour, nell’insegnamento dell’italiano, nelle pubblicazioni sull’Italia e nelle letture e traduzioni di autori italiani. In secondo luogo il Risorgimento, che significava da un lato l’esilio dei liberali italiani in Inghilterra e negli Stati Uniti, dall’altro la solidarietà dei liberali e dei radicali inglesi e americani alla causa dell’indipendenza italiana. Infine il contesto religioso: in Inghilterra, il movimento di Oxford e il revival cattolico, negli Stati Uniti la Chiesa unitaria e successivamente la comunità cattolica di origine irlandese402.

I lettori e i critici anglosassoni dell’Ottocento, anche quelli più avversi a Manzoni, riconoscevano la novità delle sue opere rispetto alla tradizione della letteratura italiana. Tutti notavano che le tragedie, drammi storici e ‘nazionali’, si distaccano dalla tradizione classica delle unità aristoteliche, e che I promessi sposi sono il primo importante romanzo italiano. Un’altra sostanziale novità, che dal punto di vista anglosassone differenziava Manzoni dalla maggior...

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