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Traduttologia e semiotica generativa

Per un nuovo approccio interdisciplinare

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Rovena Troqe

Partendo dai temi cari e mai completamente risolti della traduttologia, che si potrebbero esemplificare nell’affermazione per cui la pratica traduttiva è da sempre alla ricerca di una teoria che la spieghi, la modelli e le dia un fondamento scientifico, questo lavoro ha l’ambizione di fornire, adottando l’approccio semiotico della scuola di Parigi, una nuova sistematizzazione della traduzione in quanto concetto, pratica e testo. Le relazioni identitarie e veridittive, articolate nel quadrato semiotico, determinano le condizioni ontologiche della traduzione; la schematizzazione narrativa modellizza la pratica traduttiva ed esplicita le competenze del traduttore, gli aspetti manipolativi e le condizioni aletiche ed etiche insiti nella traduzione. L’analisi si sposta poi su terreni più empirici e la proposta teorica si misura con il testo tradotto; su quest'ultimo si identificano i rapporti identità-alterità, la dimensione assiologica e la prensione timica del traduttore. La prospettiva generativa permette di situarsi in una dimensione epistemica e metodologica più ampia, che al contempo impone una riflessione sulle condizioni di felicità specifiche della traduttologia.
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Ringraziamenti

Ringraziamenti

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Numerose sono le persone che meritano di essere ringraziate per il reale contributo fornito nella realizzazione di questo elaborato e tanti sono i debiti morali e intellettuali che ho maturato nei confronti di chi ha seguito da vicino la mia ricerca.

Un primo doveroso ma soprattutto sentito ringraziamento va al relatore della presente ricerca di dottorato: il Professor Giancarlo Marchesini, che ha costantemente incoraggiato e pazientemente trasformato la mia passione per le lingue, le culture, la traduzione e la semiotica in un vero contributo scientifico; grazie alla sua maieutica, il nostro è stato un bellissimo percorso in cui allievo e maestro hanno ricevuto un reciproco vantaggio. Ringrazio sentitamente il Professor Mauro Ferraresi, per avermi preso per mano nel paese della semiotica e mostrato che il senso è sempre tutto da costruire. Un ringraziamento speciale va al Professor Marco Sonzogni, per il prezioso aiuto e il costante sostegno donatomi già dalle primissime battute di questo lavoro di ricerca. La mia profonda riconoscenza va anche al Professor Jacques Fontanille che con competenza scientifica ha saputo offrire un contributo decisivo all’ultima fase del presente lavoro; il suo rigore intellettuale e la grande umanità mi accompagnano tuttora nel cammino di ricerca.

Intendo inoltre ringraziare il Rolex Institute, sottolineando la disponibilità di Regina Rüeger e di Joëlle Martin-Achard per avermi fornito i testi e le informazioni indispensabili per la realizzazione del presente lavoro. Un ringraziamento va anche alla Professoressa Barbara Moser-Mercier che con disponibilità e professionalità ha sostenuto il mio progetto...

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