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Schöne Kunst und reiche Tafel: über die Bilder der Speisen in Literatur und Kunst / Belle arti e buona tavola: sul significato delle pietanze nell’arte e nella letteratura

Beiträge der Tagungen Gießen (11./12. Oktober 2014) und Urbino (14./15. Oktober 2014) / Atti dei convegni di Gießen (11/12 ottobre 2014) e Urbino (14/15 ottobre 2014)

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Edited By Sandra Abderhalden, Michael Dallapiazza and Lorenzo Macharis

Dieser Band versammelt Beiträge zweier Tagungen zur Bedeutung von Essen und Trinken in Kunst und Literatur. Im Zentrum stehen Esskulturen und Praktiken vorrangig in der deutschen und italienischen Literatur vom Mittelalter bis zur Neuzeit. Der mehrsprachige, komparatistisch ausgerichtete Tagungsband spiegelt die Vielfältigkeit des kulinarischen Themas in literarischen und künstlerischen Werken auf umfassende Weise wider.
Questo volume raccoglie i contributi di due conferenze sul significato del cibo e delle bevande nell’arte e nella letteratura. Pietra angolare del libro è il tema delle culture e delle pratiche alimentari, illustrate con particolare attenzione alle letterature italiana e tedesca, dal medioevo ai nostri giorni. Partendo da una prospettiva comparatistica, il volume plurilingue rispecchia in modo esemplare la molteplicità del tema nelle tradizioni dell’arte e della letteratura.
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«È molto piccante. Brucia tutti i microbi della nostalgia.» Il cibo nella prosa di Carmine Abate

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«È molto piccante. Brucia tutti i microbi della nostalgia» Il cibo nella prosa di Carmine Abate

Abstract: Carmine Abate, nato a Carfizzi, una piccola comunità italo-albanese vicino a Crotone e poi emigrato in Germania all’età di 16 anni, vive ora in Trentino-Alto Adige. Già queste poche note biografiche fanno nascere una certa curiosità riguardo al tema del cibo nella letteratura di Abate. Se è vero, come afferma Massimo Montanari che «il primo modo per entrare in contatto con culture diverse» è il cibo, nei testi di Carmine Abate le culture che si incontrano sono diverse: arbëresh, calabrese, germanese e tedesca. In questa relazione si indaga il ruolo del cibo nella prosa di questo scrittore, in particolare nei racconti Il cuoco d’Arbëria (2000), Vivere per addizione (2010) e nel suo ultimo romanzo Il bacio del pane (2013). Si problematizza il rapporto tra cibo e identità in collegamento alla letteratura di migrazione, per vedere poi i riferimenti precisi al cibo all’interno della prosa di Carmine Abate, soprattutto in riferimento a due concetti fondamentali, quello di «vivere per addizione» e quello di «nostalgia alimentare», da collegare a esempi diretti tratti dai testi (tra tutti si fermerà l’attenzione sul pane e sul sapore piccante. Il cibo nella letteratura si fa veicolo di rappresentazione e scambio culturale e Carmine Abate non racconta di uomini con un «palato diviso», ma al contrario di uomini dotati di più palati.

Keywords: Carmine Abate, Il cuoco d’Arbëria, Il bacio...

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