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Pratiques communicatives de la médiation

Actes du Colloque international- (Université de Padoue, 6-7 décembre 2012)

Edited By Michele De Gioia

Ce volume réunit des études portant sur les enjeux linguistiques du phénomène de la médiation ainsi que sur quelques-unes de ses nombreuses manifestations dans la vie quotidienne : médiation civile, sanitaire, linguistico-culturelle. Par une volonté délibérément interdisciplinaire, les contributions données par des experts de la langue et du droit et par des médiateurs professionnels apportent un nouvel éclairage sur les mécanismes d’interaction entre la langue, le processus de médiation et ses domaines d’application. Les auteurs approfondissent les principes théoriques essentiels qui permettent d’aborder et de cerner la notion transdisciplinaire de médiation et surtout, d’après les approches méthodologiques qui conviennent à leurs disciplines, ils analysent des faits linguistiques, parfois de manière contrastive, qui caractérisent les pratiques communicatives de la médiation.
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ANTONELLA CANCELLIER

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(Università degli Studi di Padova)

La voce dell’interprete come atto politico nella conquista dell’America ispanica. Il caso emblematico di donna Marina

A partire dalla conquista stessa, la figura dell’interprete occupa una posizione strategica nella storia linguistica e culturale ispanoamericana. Emblematica risulta una donna, figura chiave nell’epistemologia dialogica interculturale e straordinaria mediatrice tra il Vecchio e Nuovo Mondo, che fu la traduttrice, la consigliera, l’amante di Cortés, da cui ebbe un figlio illegittimo, Martín, che Cortés riconobbe.

Nel trascendere ogni coordinata spazio-temporale, toccando alcuni punti nevralgici del contemporaneo sentire, essa incarna il simbolo dell’ibridazione e valorizza il ruolo eminentemente politico di chi interpreta, traduce e media mondi e culture in conflitto1.

Malintzin, Malinche, Malinalli, o Marina quando fu battezzata, o donna Marina che traduce il patronimico -tzin, ma anche perché fu signora della parola: sono queste le varianti con cui fu declinato il nome – che useremo qui indifferentemente – della donna che accompagnò Cortés nella conquista del Messico e che sciolse per lui i significati complessi e oscuri dello spazio in cui si addentrava. Per essere adeguato ed efficace, il suo discorso, il cui dominio la poté riscattare dalla condizione servile a cui era stata destinata, dovette passare attraverso complicati e articolati processi di rielaborazione di stili, registri, codici, compresi i tratti sovrasegmentali e paralinguistici (l’intonazione, le pause, i silenzi, la gestualità, la prossemica).

Di fronte a questa nostra globalizzazione contemporanea segnata dai processi di integrazione,...

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