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La Bisanzio dei Lumi

L’Impero bizantino nella cultura francese e italiana da Luigi XIV alla Rivoluzione

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Elisa Bianco

«Un tissu de révoltes, de séditions et de perfidies». È forse questa l’immagine dell’Impero bizantino che, uscita dalla penna di Montesquieu nel 1734, in quella riflessione sulla caducità degli imperi – quello romano soprattutto – pubblicata col titolo di Considérations sur les causes de la grandeur des Romains et de leur décadence, ha avuto maggior seguito presso i posteri. Emblema delle posizioni illuministiche in materia bizantina essa è stata estesa a tutto il Settecento che, di conseguenza, è diventato il secolo «anti-bizantino» per eccellenza. E dopo Montesquieu Voltaire che, nel 1768, ne Le pyrrhonisme de l’histoire, definì la storia bizantina «l’opprobre de l’esprit humain, comme l’empire grec était l’opprobre de la terre», o ancora, a fine secolo, Edward Gibbon che dalle pagine del Decline and Fall la dichiarava un «tedious and uniform tale of weakness and misery». Ma è veramente tutta l’età dei Lumi un unico attacco compatto a Bisanzio, alle sue manifestazioni politiche, religiose, intellettuali? Come questo volume desidera evidenziare, il panorama appare più complesso e articolato presentando sfumature che smentiscono un quadro omogeneo e uniforme.
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Capitolo V Bisanzio in Italia tra erudizione e pubblicistica

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CAPITOLO V

Bisanzio in Italia tra erudizione e pubblicistica

1. L’“Imperio Greco” nell’Italia di Ludovico Antonio Muratori (1672–1750)

L’eco della riflessione francese sei-settecentesca sull’Impero bizantino giunge, per quanto non vigorosa – sono lontani i tempi in cui gli eruditi bizantini solcavano le onde della laguna veneta e l’Impero ottomano alle porte manteneva vivo il ricordo della fine di Costantinopoli generando considerazioni sul passato, moniti per il presente, e disegni per il futuro –, anche nella penisola italiana, trovando spazio sia nelle pagine di esimi eruditi sia in quelle meno pregevoli di scrittori più per necessità che per inclinazione.

Tra i primi eccelle Ludovico Antonio Muratori1 la cui fama dai territori estensi si era presto propagata in tutta la penisola e oltral- ← 267 | 268 → pe, come appare evidente dalla fitta corrispondenza intrattenuta con gli intellettuali del tempo2.

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