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Les années 1540 : regards croisés sur les arts et les lettres

Edited By Lorenz E. Baumer, Frédéric Elsig and Sabine Frommel

Co-édité par les unités d’archéologie classique et d’histoire de l’art, en partenariat avec l’équipe d’accueil Histara de l’Ecole pratique des Hautes Etudes à Paris, le volume réunit les actes d’un colloque organisé à Genève les 11 et 12 avril 2011. Il se focalise sur l’extraordinaire vitalité des années 1540. Cette décennie de transition a vu l’émergence de phénomènes capitaux et de véritables révolutions dans l’histoire culturelle de l’Occident, dans tous les domaines : de la religion aux sciences en passant par l’architecture et les arts visuels. Son identité reste néanmoins difficile à cerner. Pour tenter d’en préciser les contours, le volume aborde les arts et les lettres sous une pluralité de perspectives, rassemblant des compétences dans différentes disciplines. Son originalité consiste précisément à articuler des approches transversales autour d’un moment crucial et d’en mesurer les conséquences à long terme. Il viendra renouveler, par ce point de vue inhabituel, les études consacrées à la Renaissance.
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Machiavelli, Guicciardini e Castiglione: gli anni di svolta nella cultura letteraria e politica del Cinquecento: Gian Mario Anselmi

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GIAN MARIO ANSELMI

E’ ben noto come i primi decenni del Cinquecento rappresentino un periodo di svolta epocale nella storia del pensiero politico: è ovvio rammentare, in questo senso, i nomi di Machiavelli, Guicciardini e Castiglione che, a partire dalla crisi profonda che aveva investito gli Stati italiani dopo la morte di Lorenzo il Magnifico e la discesa in Italia di Carlo VIII fino alla sanguinosa e tragica pagina del Sacco di Roma del 1527 e l’incoronazione di Carlo V nel 1530 a Bologna, avevano avviato una riflessione senza precedenti per originalità e radicalità sul senso stesso del fare politica, del reggere gli Stati, della formazione dei ceti dirigenti. Gli anni Venti e Trenta del Cinquecento risultano pertanto la vera svolta periodizzante se si guarda al Rinascimento dalla specola letteraria e politica-storiografica mentre certo altre periodizzazioni occorrerebbe mettere in campo (dagli anni Quaranta com’è consolidato negli studi) per arte e architettura, ad esempio.

Tale riflessione aveva rimesso in gioco non solo gli statuti fondanti di una antica tradizione filosofico-politica più generale ma – cosa non sempre sottolineata a sufficienza – aveva di fatto imposto un nuovo percorso disciplinare, un nuovo apprendistato, una nuova mappa educativa volti alla edificazione di un modello di saggezza del tutto funzionale al politico, a chi fosse radicato, con pienezza di ruoli istituzionali, nelle città-Stato o nelle Corti.

Il disciplinamento, infatti, che si era andato rigorosamente definendo, tra Medioevo e primo Umanesimo, nei monasteri, nelle scuole ecclesiastiche come nelle Università (e di...

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