Show Less
Restricted access

Dalla prosa ai versi

Forme, usi, contesti della poesia didascalica grammaticale tra XII e XIII sec. Con l'«editio princeps» del «De voce» (Einsiedeln, Stiftsbibliothek Cod. 300)

Series:

Carla Piccone

La trasposizione in versi di testi in prosa già esistenti è un fenomeno letterario e culturale che conosce la sua acme tra il XII e XIII secolo, periodo in cui ogni campo del sapere viene versificato. Partendo da questo assunto, il presente lavoro si incentra sulla letteratura didascalica a tema grammaticale. Nella prima parte l’autrice indaga le diverse percezioni della forma poetica nei vari generi della letteratura mediolatina, con particolare riferimento alla poesia didascalica, e tenta di ricostruire le diverse modalità in cui i singoli grammatici presi in esame si relazionano con i loro precedenti in versi. Inoltre, esamina i fini che giustificano questa operazione letteraria. Nella seconda parte viene presentata la prima edizione, corredata di traduzione, di una versificazione dei primi due libri delle Institutiones di Prisciano, tradita nel manoscritto Einsiedeln, Stiftsbibliothek 300 e finora ignorata dalla ricerca.
Show Summary Details
Restricted access

Il De voce: introduzione, edizione e traduzione

Extract

IlDe voce: introduzione, edizione e traduzione

1.Descrizione del manoscritto Einsiedeln, Stiftsbibliothek, 300

Il codice Einsiedeln, Stiftsbibliothek, 300 è membranaceo e costituito da 128 pagine suddivise in due sezioni. Esse sono numerate sia sul recto sia sul verso e misurano circa 290 x 210 mm1. La prima rilegatura su tavola risale al XIV sec.; sono inoltre visibili frammenti di un’antica copertina in cuoio rosso, probabilmente del XV sec., mentre quella attuale risale al XVII sec. Il codice presenta tre fermagli di metallo, di cui uno è mancante. Sul dorso, una mano del XVII o del XVIII sec. ha riportato un elenco relativo al contenuto del manoscritto e la sua segnatura2. Alle pagine sono applicati degli occhielli segnalibro in pergamena, databili tra XVII e XVIII sec.3.

La prima sezione del manoscritto (pp. 1–94), il cui primo foglio non è numerato, è scritto su tutta la pagina con un inchiostro che va dal nero al bruno rossiccio e presenta iniziali e titoli rubricati. Essa contiene il Sic et non di Abelardo (pp. 1–74)4, i Sermones II; XXXII; XXV; XXXIV; IV dello stesso autore (pp. 74–94)5 e si conclude (pp. 93–94) con il testo di un Ludus paschalis mutilo accompagnato da neumi6. I testi di Abelardo ← 175 | 176 → sono stati scritti in carolina tarda da un’unica mano (A), forse la stessa del manoscritto Einsiedeln, Stiftsbibliothek, 36, databile al secondo quarto del XII sec7. La mano del Ludus (B) sembra risalire alla metà del XII sec. e...

You are not authenticated to view the full text of this chapter or article.

This site requires a subscription or purchase to access the full text of books or journals.

Do you have any questions? Contact us.

Or login to access all content.