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«… che solo amore e luce ha per confine»

Per Claudio Sensi (1951-2011)

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Edited By Silvia Fabrizio-Costa, Paolo Grossi and Laura Sannia Nowé

In ricordo di Claudio Sensi, Professore di Letteratura Italiana all’Università di Torino, il volume raccoglie contributi di ricercatori attivi in Europa, in particolare nelle Università di Caen e di Cagliari, legati da rapporti professionali e di amicizia tra loro e con lo studioso scomparso. In omaggio a Sensi, i saggi, in francese e in italiano, concernono epoche e argomenti lui cari, dal Duecento alla contemporaneità: Dante, l’epoca barocca, i viaggi, la classicità tra Sette e Ottocento, Pascoli, Pavese, Montale, Bufalino, studi di comparatistica e sulla letteratura italiana del XXI secolo.

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Ricordo/Souvenir XI

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Ricordo Queste poche righe in memoria di Claudio accolgono ricordi e flash di molti di noi dell’Università di Cagliari, dove Sensi, al suo rientro in Italia dal pluriennale soggiorno in Francia, ha trascorso quattro anni della sua vita, dal dicembre 1994 all’ottobre 1998, dispensando competenze, entusiasmo, buon senso e affetto. In Sardegna, dove per varie estati ha trascorso anche un periodo di vacanza, segno dei rapporti di autentica amicizia che lo legavano agli “isolani”, e non di semplice collaborazione professionale, Claudio ha tenuto lezioni di letteratura italiana e di letterature comparate nella Facoltà di Lingue e Letterature straniere e in quella di Lettere e Filosofia. Ha fornito, inoltre, un solido supporto ai dottorandi in Letteratura comparata: e chi poteva farlo meglio di lui, profondo studioso delle culture classiche, ma insieme fine conoscitore sia dei “grandi” della letteratura italiana, fino ai moderni suoi conterranei, Alfieri e Pavese, sia delle letterature europee, prima di tutto la francese? Alcuni “ex allievi”, oggi professori, ne rammentano le vastissime conoscenze e la capacità di coinvolgerli attivamente nell’organizzazione didattica, puntando sull’apprezzamento e la fiducia nelle loro abilità. Ho ritrovato nelle loro memorie la stima, la meraviglia, e l’interrogativo sconsolato espressi da Paolo Grossi nel suo commosso ricordo: saremo in grado di raggiungere il suo livello? Ciò che colpisce maggiormente, adesso che alcuni particolari del suo “passaggio terreno”, intenso e schivo, sono divenuti di dominio pub- blico, è la perfetta rispondenza dell’attività di ricerca con la vita. La passione dantesca – mai dismessa, come dimostra il libro del quale...

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