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«… che solo amore e luce ha per confine»

Per Claudio Sensi (1951-2011)

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Edited By Silvia Fabrizio-Costa, Paolo Grossi and Laura Sannia Nowé

In ricordo di Claudio Sensi, Professore di Letteratura Italiana all’Università di Torino, il volume raccoglie contributi di ricercatori attivi in Europa, in particolare nelle Università di Caen e di Cagliari, legati da rapporti professionali e di amicizia tra loro e con lo studioso scomparso. In omaggio a Sensi, i saggi, in francese e in italiano, concernono epoche e argomenti lui cari, dal Duecento alla contemporaneità: Dante, l’epoca barocca, i viaggi, la classicità tra Sette e Ottocento, Pascoli, Pavese, Montale, Bufalino, studi di comparatistica e sulla letteratura italiana del XXI secolo.

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RAGIONE E PASSIONI TRA SETTE E OTTOCENTO: ALFIERI, VERRI, FOSCOLO/RAISON ET PASSIONS ENTRE XVIIIÈME ET XIXÈME SIÈCLE: ALFIERI, VERRI, FOSCOLO

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RAGIONE E PASSIONI TRA SETTE E OTTOCENTO: ALFIERI, VERRI, FOSCOLO RAISON ET PASSIONS ENTRE XVIIIÈME ET XIXÈME SIÈCLE: ALFIERI, VERRI, FOSCOLO «Ed insegnava il Greco costui?» Alfieri, Pindaro e Alessandro Adimari CLARA DOMENICI Il desiderio di leggere nella lingua originale Omero, i tre tragici e Pindaro è la principale motivazione che spinge Alfieri a intraprendere, nel 1795, all’età di «anni quarantasei ben suonati»,1 lo studio della lingua greca. Sui bei volumi della biblioteca che ha ricostituito nel villino sul Lungarno, comincia quindi a leggere i classici «ad oncia ad oncia studiandoli nelle traduzioni letterali latine»,2 cercando di individuare i vocaboli corrispondenti nell’originale che teneva sott’occhio. Ma mentre il suo metodo è valido non solo per Omero e i tragici ma anche per Esiodo, Aristofane e Anacreonte, non è efficace per Pindaro. «Quanto a Pindaro, vidi ch’egli era tempo perduto; perchè le alzate liriche tradotte letteralmente troppo bestial cosa riuscivano; e non potendolo leggere nel testo, lo lasciai stare».3 Lo riprenderà in mano nel 1797 dopo aver studiato, durante tutto l’anno precedente, «Grammatiche e Lessici a furia»4 e aver letto Eschilo, Sofocle, Euripide, Erodoto, Tucidide, Senofonte, parte di Polibio, Aristofane. A questo punto Alfieri ha ormai le carte in regola per affrontare il ‘cigno dirceo’. 1 V. ALFIERI, Vita scritta da esso I, a cura di L. Fassò, Asti, Casa d’Alfieri, 1951, p. 302. In questo lavoro uso i sergenti (« ») solo per le citazioni alfieriane, gli apici (‘ ’) per le citazioni dei testi che Alfieri commenta. Ho...

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