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Mandricardo e la melanconia

Discorsi diretti e sproloqui nell’ "Orlando Furioso"

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Gian Paolo Giudicetti

Sono chiacchieroni, laconici, spontanei, retorici: c’è di tutto tra i personaggi dell’ Orlando Furioso. Da Orlando, Rinaldo, Bradamante ai personaggi detti barbari o minori del poema, quali Rodomonte, Mandricardo, Ricciardetto. Attraverso le parole i personaggi raccontano, istruiscono, commuovono, persuadono. Ma quali, tra i tanti personaggi che popolano il poema, fanno un miglior uso del linguaggio? Quali di loro, parlando, riescono meglio a suscitare l’interesse e a farsi ascoltare? Come attraverso alcuni di loro ci giunge la voce di Ariosto? Qual è il rapporto tra parola e azione? In che modo, nel corso del poema, evolvono i differenti tipi di parola e il loro peso all’interno del poema?
Brillante, scoppiettante, avventurosa, la prima parte del poema, quella più romanzesca; bellica, moralista, grave, la seconda, quella più epica. In modo innovativo, questo libro risponde alla domanda del perché Ariosto faccia succedere alla leggerezza iniziale la melanconia propria degli ultimi canti, dovuta alla consapevolezza che si sta avvicinando la fine del poema, e quindi del racconto. La constatazione, motivata da un’analisi approfondita dei discorsi dei personaggi, che la melanconia definisce altrettanto il Furioso di quanto facciano la brillantezza, la digressione, la comicità, costituisce l’originalità di questo studio.

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LA STRUTTURA DELL'ORLANDO FURIOSO

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Il sonno di Angelica 1. Tradizione e innovazione, memoria e temporalitä nel primo canto Ma nulla senza antore ü l'aria pura l'amore ü nulla senza la gioventü. (Vittorio Sereni, Mille Miglia, in Poesie scelte (1935-1965), Mondadori, Milano, 1973, p. 61) A. I dettagli genealogici Quando si sovrappongono la letteratura cavalleresca, spesso fondata sulla continuitä con personaggi e vicende della tradizione, e la visione del mondo rinascimentale, alla ricerca di un rapporto armonioso con il passato che non esula dall'innovazione, l'opposizione fra tradizione e innovazione, memoria e futuro s'integra quasi necessariamente in una ricca struttura di rapporti con le fonti, di omaggi, riprese ironiche, continuitä narrativa. Allo studioso dei testi letterari piü che la loro storia, piü che la constatazione che la materia ariostesca ha alle sue spalle una tradizione complessa, importa la verifica di come il rapporto rinascimentale con il passato si traduca a livello sintagmatico nella trama e nella narrazione, come cioe, indipendentemente dal grado di originalitä dei singoli episodi o personaggi, delle singole costruzioni sintattiche o metriche, !'Orlando Furioso sia costruito in buona parte sull'opposizione di vecchio e nuovo, tradizione e innovazione, non nel senso banale e gene- rico che concerne ogni storia in quanto inserita nel tempo, ma con l'accentazione specifica e insistita su questi temi anche nei dettagli testuali. ln una nota introduttiva, Sette premesse per la precisione, a una nuova traduzione del primo canto dell'Iliade, e stato notato come gli epiteti convenzionali omerici non possano essere omessi senza la perdita di significati rilevanti, ed e stato presentato...

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