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Aspetti della cultura, della lingua e della letteratura italiana in Belgio

Studi in onore di Michel Bastiaensen

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Edited By Marcello Barbato and Claudio Gigante

A partire dall’Antichità e fino ad oggi le storie degli uomini e dei territori che costituiscono attualmente il Belgio e l’Italia si sono ripetutamente intrecciate. Questo volume è dedicato a chi a tale intreccio ha dedicato una parte importante della sua attività scientifica e didattica. Gli scambi reciproci tra Italia e Belgio sono analizzati attraverso una serie di contributi originali che vanno dal basso medioevo all’età contemporanea e spaziano dalla storia della lingua a quella della letteratura, senza trascurare la storia delle società e delle istituzioni culturali, e i temi attuali di didattica e di politica culturale.

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Robert Van Nuffel: uno sguardo sugli archivi di un italianista Claudine Duquesne 111

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111 Robert Van Nuffel: uno sguardo sugli archivi di un italianista Claudine DUQUESNE Université Libre de Bruxelles Abbiamo colto l’occasione di questa giornata per cercare di rimettere in luce la figura del professor Robert Van Nuffel, uno fra i primi italianisti belgi – il primo, a quanto pare –, tramite i suoi archivi che il Professore stesso donò agli AML (Archives et Musée de la Littérature), un’istituzione della Communauté française che ha sede presso la Bibliothèque royale. Robert O J Van Nuffel (= VN) nacque nella cittadina di Hal il 28 luglio 1909, durante un viaggio della madre. In realtà abitava in Wallonia, dove il padre, ingeniere, lavorava per una società di sfruttamento delle miniere. Dopo il ginnasio a Hal, continuò il liceo all’Athenee Royal de Bruxelles, vinse una borsa di studio del collegio belga Jean Jacobs e partì per l’Italia, all’università di Bologna, dove si laureò in Lettere nel luglio 1932. Nell’ottobre dello stesso anno, prese la laurea in Filologia romanza all’università di Bruxelles, laurea che a quel tempo si chiamava dottorato. Insegnò per poco tempo nei licei, a Morlanwelz e a Uccle I, e vinse la cattedra d’italiano all’Istituto superiore di Commercio di Anversa nel 1935. Arruolato come ufficiale il 21 settembre 1939, fece la campagna del maggio 1940; poi, fatto prigioniero, trascorse cinque anni nei campi di prigionia tedeschi. Bisogna notare che avrebbe potuto essere liberato prima, sulla base del cognome fiammingo, ma si rifiutò di farlo. Dopo la guerra assunse la carica di segretario generale...

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